Ennio Doris su Berlusconi: “Servizi sociali? Sarà una mossa politica.” Ergo: Silvio resta in campo

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Presidente Doris, se Berlusconi si fa una foto come Lele Mora con un pomodoro in mano, secondo me diventa una Madonnina che il suo popolo si appende in casa. Doris sorride: “Sono perfettamente d’accordo con il suo ragionamento”.

 

La scelta dei servizi sociali è fatta. Ed è una mossa anche politica. In una lunga intervista all’HuffPost la spiega Ennio Doris, l’amministratore delegato e azionista di maggioranza di Mediolanum (insieme a Fininvest). Doris è stato in queste settimane il grande artefice della frenata sulla sfiducia al governo Letta, in nome della stabilità e dell’interesse delle aziende. Ora fa la sua previsione sulla nuova vita di Berlusconi: “Andrà ai servizi sociali”. E sarà un successo. Umiliazione? “Nient’affatto. Nessun lavoro è umiliante neanche ai servizi sociali. E non lo è soprattutto per uno che si è fatto da sé come Berlusconi, che da giovane sapeva anche tirare carriole”.

Presidente Doris, partiamo dal governo. Immagino che lei abbia apprezzato la scelta di Berlusconi sulla fiducia a Letta.

Molto, perché ha fatto prevalere gli interessi reali del paese rispetto a quelli personali, come sempre anche nei momenti più complicati.

Lei dà un giudizio positivo del governo Letta?

Innanzi tutto dico che non ci sono alternative. L’elettorato è diviso in tre blocchi, ed eventuali elezioni non porterebbero a una maggioranza diversa dall’attuale. E poi in questo momento il paese ha bisogno di stabilità, non di una nuova campagna elettorale.

I critici del governo dicono che un conto è la stabilità, un conto è l’immobilismo. E questo governo si limita ad accarezzare i problemi, più che a risolverli.

Non è vero che li accarezza, fa quello che possibile in un governo di coalizione. In Italia il primo ministro non ha il potere di imporre una linea, di decidere veramente. È costretto a continue mediazioni per mettere d’accordo tutti. Che cosa può fare un povero primo ministro? Può fare quello che è possibile. E Letta fa quello che è possibile.

Tutto bene dunque.

Beh, tutto bene è troppo. Ora occorre un salto di qualità. L’altro giorno ho incontrato una signora di ottant’anni, che ha un’attività imprenditoriale. Mi ha chiesto un parere sulla crisi. Le ho detto che secondo me l’anno prossimo ci sarà qualche segnale di ripresa. E lei ha risposto affranta: “allora è finita, devo portare i libri della mia attività in tribunale”. Quando parlo di rilancio mi riferisco a queste situazioni.

Cosa suggerisce?

L’economia non è come la matematica che 2 più 2 fa 4 sempre. 2 più 2 fa cinque, sei o sette. Voglio dire: sul cuneo il governo teme un buco di otto miliardi, e quindi vuole stanziare meno risorse. Perché, dice: dove li andiamo a recuperare?

Mi pare un’obiezione fondata.

Aspetti… Io invece dico: se lo facciamo di dieci miliardi, vanno nelle tasche dei lavoratori, che li spendono, alimentano i consumi, e quindi aumentano le entrare per lo Stato, a partire dall’Iva, quindi il buco non sarà di dieci. Detta così è semplice, ma è evidente che quando vari i provvedimenti devi vedere bene le entrare.

Il rischio è di sforare il tre per cento.

Anche se sforiamo un po’ non vedo il problema. La priorità non è il tre per cento, ma il rilancio dell’economia.

Torniamo a Berlusconi, e alla sua scelta. La tentazione di rompere c’è stata, eccome.

Certo, per ognuno di noi è difficile imitare Gesù Cristo e porgere l’altra guancia. Dopo una, due, tre volte, non ce la fai più. E invece Berlusconi alla fine l’ha porta per l’ennesima volta.

Il paragone biblico è suggestivo, dal suo punto di vista. Ma qua siamo di fronte a una sentenza definitiva.

Siamo anche di fronte all’odio seminato in questi venti anni, anzi siamo prigionieri dell’odio. C’è chi vede Berlusconi come il demonio. Si rende conto come è stato trattato Violante che ha solo detto cose di buon senso?

Doris, fuor di metafore bibliche, lei che è uno degli amici più vicini a Berlusconi, quale è lo stato d’animo del Cavaliere?

Guardi, Berlusconi si sente colpito ingiustamente e ha il legittimo stato d’animo di uno che si sente innocente.

Bene, soffermiamoci sull’aspetto umano. In questa fase si attribuiscono a Berlusconi diversi stati d’animo. Proviamo a ristabilire la verità.

La cosa di cui sono certo, e che trova conferma ogni volta che ci parlo è che non mollerà neanche questa volta. Sbaglia chi pensa che possa gettare la spugna.

Ora però deve scegliere se optare per i servizi sociali o meno.

Se sceglierà i servizi sociali e saprà fare del gran bene alla struttura nella quale andrà.

Ecco, presidente: i servizi sociali. Per uno dei uomini più potenti e ricchi del paese, che potrebbe stare comodo nella sua reggia è una scelta importante. Non ci giro attorno: io la vedo come una scelta “politica”.

In un certo senso condivido.

Mi spiego meglio. Lei avrà visto la foto di Lele Mora con un pomodoro in mano da don Mazzi. Una foto del genere con Berlusconi diventa una specie di madonnina per il suo popolo, nell’Italia che odia il Palazzo e le auto blu.

Sono perfettamente d’accordo con il suo ragionamento. Anzi sono certo che andrà così, anche se non so in quale struttura andrà Berlusconi.

Quindi i servizi sociali sono anche una “mossa” politica che compensa l’umiliazione?

No, non la vedo come una umiliazione. Nessun lavoro è umiliante. E non lo è soprattutto per uno che si è fatto da sé come Berlusconi, che nella vita è partito dal basso facendo i lavori più umili. Le racconto un episodio di quando lavorava in un cantiere operaio.

Prego.

Berlusconi trascinava carriole, lavorava anche come un operaio, in tuta. Poi se arrivava un cliente, si andava a cambiare, lo riceveva e poi ritornava in cantiere. Questo per dirle che nelle persone che si fanno da sé non esiste lavoro umiliante. Il lavoro è bellissimo, il dolore non è lavorare, è essere innocente.

Cosa si aspetta da questa nuova vita di Berlusconi?

Berlusconi è Berlusconi, qualunque cosa farà, e non è un caso che tutti lo vogliono e gli fanno la corte, a partire da Mario Capanna. Sanno che darà un forte impulso all’attività, e qualunque onlus che lo accoglierà avrà successo.

Chiudiamo con una domanda obbligata. Su Marina. È lei l’erede in politica alla guida di una nuova Forza Italia?

Le rispondo così: auguro a Marina di occuparsi delle aziende.

E Forza Italia? Lei dovrebbe essere informato visto che nel ’94 fu uno dei registi dell’operazione.

Non so se Berlusconi rifarà Forza Italia. Ma io con lui non parlo di politica, parlo di economia.

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