Elezioni Trentino, tra i vari nomi spunta anche un condannato. Ma non erano incandidabili?

silvano grisenti il condannato in trentino

La Regione del Trentino Alto Adige esempio di virtù e di candidature specchiate. Così sembrerebbe se non fosse per la candidatura a consigliere dell’ex assessore Silvano Grisenti. L’uomo era uno dei seguaci dell’ex presidente Lorenzo Dellai e per questo aveva ottenuto un posto nella giunta provinciale. Nel 2013 gli arriva una condanna definitiva per truffa ma nonostante tutto si candida a consigliere con la civica Progetto Trentino a sostegno dell’outsider Diego Mosna.

 

Silvano Grisenti dopo essere stato allontanato dall’entourage dell’ex presidente è proprio nel 2012 che fonda il suo movimento Progetto Trentino e che decide di appoggiare, da candidato interno, la lista dell’outsider Diego Mosna presidente della società di pallavolo Trentino Volley e appoggiato nella sua campagna elettorale dai seguenti movimenti: Progetto Trentino di Silvano Grisenti, Civica Trentina, Insieme per l’Autonomia, Autonomia 2020-Nuovo Trentino Nuovo Tirolo, Amministrare il Trentino.

LA PRIMA DENUNCIA DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE

A ricordare una vicenda che poco o nulla è uscita dai confini del Trentino è il Movimento Cinque Stelle. Che in un post del suo blog ricorda a tutti chi è Silvano Grisenti, in una campagna titolata “La Politica fa ingrassare”. Di quest’ultimo si parla come condannato in via definitiva per truffa e si aggiungono altri politici che da anni sono presenti sullo scenario e che non ne vogliono sapere di abbandonare la poltrona.

Tra questi lo stesso Lorenzo Dellai che è capogruppo di Scelta Civica alla Camera ed in politica da 23 anni insieme ad altri personaggi accusati di percepire stipendi fino a 13 mila euro netti al mese. La situazione di Grisenti tuttavia resta la più grave. Perché si tratta comunque di un condannato in via definitiva (anche se l’interdizione ai pubblici uffici è scaduta) per truffa e ora nuovamente candidato.

LA STORIA DI SILVANO GRISENTI: LE TANGENTI E L’ALLONTANAMENTO DA  DELLAI

Partendo dalla fine possiamo vedere che Silvano Grisenti è candidato regolarmente come capolista nel suo movimento. L’ex assessore cerca il riscatto dopo la lite con Lorenzo Dellai che di fatto lo aveva allontanato dal suo partito.

La storia però ha origini lontane. Grisenti è il genero di Spartaco Marziani, presidente del Trentino Alto Adige dal 1977 al 1979 con la Democrazia Cristiana. La condanna che lo porta ad essere l’impresentabile per eccellenza di queste elezioni trentine è riferita al 5 febbraio in Cassazione.

Grisenti però ha iniziato come funzionario tecnico della Regione. Nel 1990 è stato eletto al consiglio comunale di Trento dove è stato assessore ai lavori pubblici, al patrimonio, al traffico e trasporti e alla protezione Civile. Il sindaco di allora era proprio Lorenzo Dellai. Il loro rapporto è stato a stretto contatto. Con la lista Civica Margherita è stato assessore provinciale dal 24 febbraio 1999 fino al novembre 2003 nel periodo di presidenza, guarda caso, di Dellai. Assessore anche dopo le elezioni del 2003, si dimette dalla carica quando diventa presidente della società A 22- Autostrada del Brennero. In quel caso fu proprio l’attuale deputato di Scelta Civica ad allontanarlo dall’istituzione provinciale.

Il capitolo giudiziario si apre nel settembre 2008. Quando sono state rese note delle indagini a suo carico da parte della Guardia di Finanza su appalti sospetti. Il 19 settembre ha dato le dimissioni dalla carica di Presidente dell’Autostrada del Brennero,richieste anche da Dellai. E il primo dicembre è tornato a lavorare in Regione, con il nuovo incarico di “coordinatore dei progetti di solidarietà internazionale”.

IL CALVARIO GIUDIZIARIO E LA CONDANNA PER TRUFFA

E’ il 16 aprile 2010 che viene condannato in primo grado dal Tribunale di Trento a 4 mesi per corruzione impropria. . Le motivazioni della sentenza sono state depositate il mese successivo. Secondo il giudice sono riconducibili a Grisenti le sponsorizzazioni alle seguenti associazioni di volontariato: società pattinatori trentini, della quale era vicepresidente la moglie del politico, da parte della ditta Collini e quella alla Pallamano Mezzocorona da parte della Oberosler. Con la sentenza cadono tutte le altre accuse tra cui concussione etruffa. La condanna viene convertita in una multa da 4560 euro.

Si ritorna in Tribunale il 17 ottobre 2011 quando la Corte d’appello conferma la condanna e la aggrava ad un anno e sei mesi. E’ stato condannato per corruzione impropria, in appello è stato giudicato colpevole anche del reato di corruzione per avere favorito il fratello nell’attribuzione di alcuni incarichi e di truffa per alcune cene pagate dall’A22. La corte ha inoltre deciso anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, con sospensione della pena.

Il 5 febbraio 2013 la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per corruzione impropria, annullato con rinvio alla corte d’appello di Bolzano la condanna per corruzione e tentata concussione e confermato la condanna per truffa. Cade l’interdizione dai pubblici uffici.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.