Elezioni Presidente Repubblica, oggi si comincia: ecco come si elegge e cosa dice la Costituzione

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Da giorni Matteo Renzi ama ripetere che oggi si inizia ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica e che sabato si saprà il suo nome. Quindi da qui a sabato ci saranno le prime 4 votazioni, le primetre a maggioranza qualificata e dalla quarta in poi basterà la maggioranza assoluta. Ecco come si elegge il Presidente della Repubblica e cosa dice la nostra Costituzione a tal proposito.

 

Partiamo dalle dichiarazioni del Premier Renzi: “Il Pd voterà scheda bianca alle prime tre votazioni. Chi non condivide il nome del candidato alla Presidenza della Repubblica dovrà dirlo apertamente. Non è un referendum né sul governo né su di me.”

Ovviamente è un referendum anche per Renzi e per il Patto del Nazareno.

Insomma: per le prime tre votazioni le forze in campo si conteranno e al netto di chi bluffa, chi cambia le carte in tavola, chi vota per non votare e chi fa il cecchino per indole, più o meno si capirà come andrà a finire. 

COME SI ELEGGE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, LA COSTITUZIONE

Il Titolo II della Costituzione della Repubblica Italiana è dedicato al Presidente della Repubblica. Riportiamo, integralmente, gli articoli più significativi ai fini della comprensione del meccanismo elettorale.

ART. 83.

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.

ART. 84.

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici. L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica. L’assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.

ART. 85.

l Presidente della Repubblica è eletto per sette anni. Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.

ART. 86.

Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato. In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.

ART. 87.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Può concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della Repubblica.

ART. 88.

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.

ART. 89.

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità. Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

ART. 90.

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

ART. 91.

Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

I NUMERI DA TENERE D’OCCHIO

Il Parlamento si riunisce in seduta comune: insieme ci saranno i Deputati, i Senatori e i delegati eletti dai consigli regionali.

In totale i cosiddetti Grandi Elettori sono 1.009, così suddivisi:

630 Deputati

315 Senatori elettivi

6 Senatori a Vita

58 Delegati regionali

Per le prime tre votazioni è necessaria, ai fini della proclamazione, la maggioranza qualificata, il voto dei due terzi dei Grandi Elettori: vale a dire 672 voti.

Dalla quarta votazione in poi basta la maggioranza assoluta, quindi il 50%+1 dei voti: vale a dire 505 voti.

LE FORZE IN CAMPO E LA COMPOSIZIONE DEI GRUPPI PARLAMENTARI DI CAMERA E SENATO

I gruppi parlamentari della Camera dei Deputati sono così composti:

Area Popolare (ncd-udc) 34

Forza Italia – Il Popolo Della Libertà – Berlusconi Presidente 70

Fratelli D’Italia-Alleanza Nazionale 9

Lega Nord E Autonomie 20

Movimento 5 Stelle 91

Partito Democratico 307

Per L’Italia – Centro Democratico 13

Scelta Civica Per L’Italia 25

Sinistra Ecologia Libertà 26

Misto 35

Maie-Movimento Associativo Italiani All’estero – Alleanza Per L’Italia (Api) 4

Minoranze Linguistiche 5

Partito Socialista Italiano (Psi) – Liberali Per L’Italia (Pli) 6

Deputati non iscritti ad alcuna componente 20

I gruppi parlamentari del Senato della Repubblica sono così composti:

Area Popolare (NCD-UDC) 36

Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura 60

Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Libertà e Autonomia-noi SUD, Movimento per le Autonomie, Nuovo PSI, Popolari per l’Italia) 15

Lega Nord e Autonomie 15

Movimento 5 Stelle 37

Partito Democratico 108

Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT)-PSI-MAIE 17

Scelta Civica per l’Italia 7

Misto 26

RIFLESSIONI

Come potete constatare il Parlamento è frazionato in gruppi e gruppuscoli – ultimo dei quali Alternativa Politica, composto da 10 ex deputati del M5S – che vogliono a tutti i costi sentirsi importanti, contare qualcosa e far valere il peso del proprio voto.

Pur di monetizzare la presenza in Parlamento questi gruppi saranno disposti a balcanizzarlo, su questo non c’è dubbio.

È altrettanto chiaro che nessun partito sarà in grado di eleggere il Capo dello Stato da solo e, per forza di cose, dovranno esserci delle alleanze: la più probabile è quella tra Pd, Forza Italia e Ncd, con pezzi di centro raccattati qua e là.

Ma dopo la candidatura di Mattarella da parte di Renzi lo scenario è completamente cambiato: il Pd, Sel e pezzi di centro voteranno bianca fino alla terza e poi Mattarella; Forza Italia, Ncd e il restante centrino, contrario a Mattarella, voterà bianca fino alla terza e poi decideranno il da farsi; il M5S, che stamattina ha concluso le Quirinarie, sosterrà la candidatura di Ferdinando Imposimato; Lega e Fratelli d’Italia portano Vittorio Feltri per le prime tre e poi si deciderà.

La sensazione è che Mattarella possa farcela alla quarta votazione, se il Pd voterà compatto.

 

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