Elezioni in Trentino, all’appello manca il Pdl. Segno della resa?

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Domenica prossima si vota per il rinnovo dei consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano. Che insieme formeranno anche la nuova assise regionale del Trentino Alto Adige. Il dato che emerge dalla presentazione delle liste è il seguente: dove è finito Berlusconi? Quello che rimane del Pdl si presenta in nomi come Forza Trentino e Forza Alto Adige. Il partito romano non vuole metterci il cappello. Consapevole che una sconfitta potrebbe fare male al Cavaliere, sempre più vicino alla decadenza.

 

Chi pensava che la stagione elettorale fosse terminata con le amministrative di maggio si è sbagliato di grosso. I partiti che a livello nazionale sono tutti presi da una profonda crisi di identità. Il Pdl che potrebbe spaccarsi da un momento all’altro. Il Pd che deve confrontarsi con l’elezione del nuovo segretario e con le alleanze da proporre sul tavolo per riprendersi la nazione e non dipendere da Silvio Berlusconi. E il Movimento Cinque Stelle che cerca di mantenersi a galla preso però da una linea politica spesso non coerente che disorienta quel 25% degli italiani che a febbraio gli hanno dato fiducia.

ELEZIONI IN TRENTINO: CHI COME DOVE E QUANDO SI VOTA

Il prossimo fine settimana circa 416.498 elettori sono chiamati alle urne per eleggere i consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano.

Si vota soltanto nella giornata di domenica 27 ottobre dalle 7 alle 22. Per l’elezione del Presidente della Provincia e del Consiglio provinciale votano solo i cittadini italiani maggiorenni che risiedono in Trentino ininterrottamente da almeno un anno. Per la provincia di Bolzano gli elettori devono aver compiuto i 18 anni, essere iscritti nelle liste elettorali, alla data di pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali devono essere residenti nel territorio della regione Trentino-Alto Adige da un periodo ininterrotto di quattro anni e nel quadriennio devono aver maturato il maggior periodo di residenza nel territorio della provincia di Bolzano.

Insomma un sistema elettorale ben diverso da quello italiano in genere. In primis perché si chiede una residenza di almeno un anno a Trento e nel caso di Bolzano una quadriennale nel territorio Trentino e più di due anni nella provincia autonoma dell’Alto Adige.

I due sistemi elettorali sono poi ben diversi fra loro. Se nel Trentino ci si è adeguati alla normativa italiana e si sceglie in maniera diretta il nome del presidente della Provincia autonoma non è lo stesso per gli altoatesini.

Infatti in Alto Adige gli elettori sono chiamati a votare le liste di partito, scegliendo quattro candidati al loro interno, per comporre il consiglio.  Non è prevista l’elezione diretta del presidente, la cui nomina è di competenza dell’assise rappresentativa.

I trentacinque consiglieri eletti nel territorio alto atesino insieme agli altrettanti del Trentino andranno a comporre il consiglio regionale del Trentino Alto Adige che è composto dalla loro unione.

Nella prima metà di legislatura il consiglio e la giunta regionale si riunisce a Trento, mentre prosegue nella seconda a Bolzano. Di fatto il ruolo di Trento-capoluogo regionale si può definire puramente formale. Entrambe le città capoluogo hanno dal punto di vista politico-amministrativo un’eguale importanza.

L’ELEZIONE IN ALTO ADIGE

Luis Durnwlader, presidente della provincia dall’ormai lontano 1989, ha annunciato di volersi allontanare dalla politica. Il suo partito, la Sudtiroler Volkspartei ha tenuto le primarie il 21 aprile 2013. Le ha vinte Arno Kompatscher, sindaco di Fie allo Scilliar e presidente del Consorzio dei comuni altoatesini con l’82,8% dei voti.

Questi sono invece i partiti che saranno schierati ai nastri di partenza: Partito dei Comunisti Italiani, Forza Alto Adige- Lega Nord, Unitalia, Alto Adige nel cuore, Sudtiroler Volkspartei, la Destra, Rifondazione Comunista, Pd, Scelta Civica, Movimento Cinque Stelle, Sud Tiroler Freiheit, Verdi Sud Tirolo- Sel e movimento dei ladini.

Ogni elettore potrà scegliere quattro consiglieri. Il dato politico che emerge è questo: il Pdl ormai non esiste più. Nonostante a livello nazionale non sia stato ancora sciolto nell’Alto Adige ormai si parla già in linguaggio Forza Italia con un’alleanza con la Lega Nord non ancora riconosciuta ai livelli romani.

LE ELEZIONI IN TRENTINO

In Trentino le elezioni somigliano di più a quelle propriamente dette italiane. Qui il presidente della provincia viene scelto direttamente dagli elettori.

Il quadro politico va assestandosi dopo le dimissioni dell’ex presidente Lorenzo Dellai, attuale capogruppo di Scelta Civica alla Camera. La provincia è passata nelle mani di Alberto Pacher, che però ha rifiutato di scendere in campo.

 

La corsa per la presidenza è a 11. Il centrosinistra sembra avere più chance degli avversari perché si presenta più coeso. Dopo regolari primarie il candidato è Ugo Rossi del Partito Autonomista Trentino Tirolese. Ecco gli altri partiti che lo appoggiano: Pd, Unione per il Trentino con Dellai, Riformisti per il Trentino, Verdi, Idv, Union autonomista Ladina. Centrosinistra ormai in linea con la spaccatura a livello nazionale tra Pd (che appoggia il Governo Letta) e Sel che ne è all’opposizione. Il candidato dei vendoliani è infatti Emilio Arisi che si appresta a un’improbabile corsa solitaria, così come il collega di Rifondazione comunista Ezio Casagranda.

L’effetto Berlusconi e la polverizzazione del centrodestra sono di casa a Trento. I vari candidati sembrano tutti dei personaggi in cerca d’autore. Cristiano De Eccher corre da solo per Fratelli d’Italia, Giacomo Bezzi per Forza Trentino (il partito che raccoglie l’eredità del cavaliere), Giuseppe Filippin per il Mir e Maurizio Fugatti per la Lega Nord.

Il Movimento 5 Stelle candida Filippo Degasperi, scelto a giugno tramite primarie. Tra gli altri candidati, Alessandra ClochDiego Mosna, e il dj Agostino Carollo.

Il dato comune tra le due province è questo: l’assenza del simbolo del Pdl e di un simbolo nazionale che riconduca anche a Forza Italia. Come se Berlusconi, impegnato con spaccature e decadenza, non voglia metterci la faccia su queste consultazioni elettorali. Al contrario di Beppe Grillo che è già pronto a partire per la volta di Trento alla ricerca di un successo che farebbe bene al morale del Movimento. 

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