Ecco perché il governo Letta va avanti. Nessun Partito vuol prendersi le responsabilità

governo letta nessuno si prende le responsabilità

I messaggi dall’Europa sono chiari: se si avvia l’Italia verso la crisi di governo la ripresa economica non ci sarà. I nostri politici avranno preso alla lettera l’avvertimento della Commissione Europea e del consesso dei ministri dell’economia? Sembrerebbe di sì. Alla base di questo consenso ci sono poi anche gli interessi dei vari partiti (Pd, Pdl e Movimento Cinque Stelle) che non sono ancora pronti ad andare al voto.

 

ENRICO LETTA: SE CADE IL GOVERNO SI PAGHERA’ L’IMU

Il più interessato alla stabilità è proprio il presidente del Consiglio Enrico Letta. E da Chianciano, alla festa dell’Udc, avverte: “Se cade il governo si pagherà l’Imu”. Un avvertimento che non prende nessuno di sorpresa.  E sul voto di mercoledì sera riguardo alla decadenza di Berlusconi aggiunge: “Sono assolutamente convinto che non capiterà nulla che metterà in crisi il governo. Non ci saranno conseguenze. Capisco che il momento è complesso, il Pdl farà le sue scelte ma la mia previsione è che non ci sarà nulla che metta in crisi il governo”.

I PARTITI: NESSUNO SA PRENDERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’ CREANDO UNA VERA E PROPRIA BABILONIA

Ogni partito sulla crisi di governo dice la sua. Per il Pd la colpa è del Pdl e del Movimento Cinque Stelle. I grillini dal canto loro sostengono che è il Pd a “non avere una propria linea politica”. E il Pdl che accusa: se si vota contro Silvio Berlusconi è il Pd che vuole far cadere il governo”.

Così facendo ci si chiede cosa i partiti vogliano fare da grandi. E che cosa vorrebbero dall’Italia del 2014. La conclusione che ne traiamo noi è: nessuno vuol far cadere il governo ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente.

Il Pdl “dei ricatti” è però quello che si mostra più in superficie. Del resto la strategia è chiara: se Berlusconi si salva con le strategie di rinvio il partito stesso garantirà la sopravvivenza del Governo Letta. In caso Berlusconi venga dichiarato decaduto dal Senato cosa avverrebbe? Ce lo spiega Matteo Renzi nel suo disperato tentativo di discolpare il Pd e gettare ombre sul Pdl e sul Movimento Cinque Stelle.

Se andiamo alle elezioni – ha sostenuto Renzi dalla Festa democratica di Torino- li asfalteremo. Berlusconi non farà cadere il governo perché al centrodestra conviene restare dove sta e ha paura delle elezioni. Al massimo chiederà ai suoi ministri di dimettersi per poi riconfermarli”. Per poi aggiungere: Pdl eM5s non vogliono una crisi. Dobbiamo andare a prenderci i voti dei delusi del Pdl e del M5s, ma soprattutto dei delusi del Pd. Sono stanco di un Pd che vince solo le primarie, io voglio vincere le elezioni vere e governare il Paese”.

Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Nicola Morra però ha una sua teoria per spiegare alla nazione il perché sarebbe il Pd a non volere la cosiddetta “crisi di governo” e sul perché è lo stesso Partito Democratico a basarsi sull’azione del Movimento Cinque Stelle per non scoprirsi troppo.

E poi risponde a Renato Brunetta che è convinto dell’esistenza di venti senatori grillini pronti a sostenere un nuovo esecutivo con Pd e Sel.  “Noi siamo disposti a votare singoli provvedimenti” qualora questi “siano utili ai cittadini”, ma “non siamo disponibili ad alleanze stabili. Nessuno di noi – sottolinea Morra, ospite di un dibattito politico con alcuni colleghi di Movimento– vuole restare attaccato alla poltrona, siamo persone normali che quando hanno visto l’Italia cadere si sono rimboccate le maniche”.

I PARTITI NON SONO PRONTI A TORNARE AL VOTO

Nicola Morra è convinto che il Movimento Cinque Stelle potrebbe arrivare a vincere le elezioni ed evaporare tra i cittadini. Sappiamo però che i sondaggi lo danno in costante discesa e che quindi anche a Grillo e company potrebbe far comodo che il Governo Letta sopravviva il tempo necessario per riorganizzare la propria linea politica. Perché i pentastellati non convincono del tutto? Forse proprio a causa della loro rigidità in merito alle alleanze.

Così come accade al Pd. Un partito evidentemente non pronto alla sfida elettorale. Ha ancora il problema della segreteria e del candidato premier da risolvere. Lo sa anche il segretario Guglielmo Epifani che ha annunciato: “entro la prossima settimana avremo la data del congresso”. E fino ad allora? Meglio che il Governo Letta continui a eseguire i propri compiti.

E il Pdl? La situazione del partito di Berlusconi è ovvia. Bisogna prima risolvere i problemi del proprio leader. Fino ad allora, nonostante i sondaggi siano a loro favorevoli, è meglio non svegliare il cane che dorme. E quindi: avanti con Letta fino alla risoluzione del caso Berlusconi.

 

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