Ecco come B. vincerà: grazia da Napolitano, 18 mesi fuori dal Senato e vate come Grillo.

berlu furbo vince ancora

C’è una dichiarazione di Berlusconi, che risale a qualche giorno prima della sentenza di condanna, passata stranamente sotto silenzio. “Posso stare fuori dal Senato per 18 mesi e ricandidarmi nel 2015”, diceva il Cav prima della purga cassazionista. 18 mesi è la metà esatta tra il minimo di un anno e il massimo di tre anni che la Corte d’Appello – chiamata a rideterminare la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici – potrà comminare all’ex premier. E sull’incandidabilità per chi prende condanne definitive superiori ai due anni (Legge Severino) arriverà, molto probabilmente, la santa manina di Napolitano. Che vede come il fumo negli occhi un possibile governo alternativo a questo – vale a dire l’utopistico asse tra Pd, Sel e M5S – e, dopo aver graziato l’amico (di Silvio) Sallusti, non si farà certo scrupoli a graziare l’amico (degli amici) Berlusconi. Che nel 2015, dopo una campagna elettorale condotta fuori dal Palazzo, sarà come il vergine Grillo. E potrà correre per la Presidenza della Repubblica o del Consiglio, a seconda di quale forma parlamentare sarà in vigore.

 

VATE COME GRILLO – Non a caso il leader del Pdl ha sostenuto: “Posso stare fuori dal Senato per 18 mesi e ricandidarmi nel 2015”. Grazie ai suoi avvocati Niccolò Ghedini e Franco Coppi sapeva già che la sua interdizione a cinque anni sarebbe stata annullata. E sa anche che fino a quando la Corte d’appello di Milano non deciderà nulla in merito resterà Senatore e anche Cavaliere.

Fuori dal parlamento non sarà certamente un leader depotenziato: i voti ce li ha lui e solo lui, che stia dentro o fuori dal Palazzo poco importa. Anche in considerazione del suo conclamato assenteismo: a Palazzo Madama, dove si è visto appena tre volte.

Berlusconi potrebbe essere quindi il nuovo Beppe Grillo. Un politico che dall’esterno continuerebbe a dettare la linea del nuovo soggetto che sta per nascere, Forza Italia 2.0. Fino a quando non verrà stabilita l’entità della pena da scontare (che al massimo sarebbe di 12 mesi di reclusione agli arresti domiciliari) potrà parlare con tutti e confrontarsi sul suo futuro politico e su quello che lui vuole per l’Italia. Dai domiciliari potrebbe essere autorizzato comunque ad avere contatti con la sua famiglia. Sarebbero allora i figli Marina e Piersilvio a incontrarsi privatamente con papà Silvio e a portare all’esterno i suoi messaggi.

Fino ad allora però può ancora andare in piazza a conquistare altri voti. E lo farà come martire della giustizia italiana, invocando quindi quella riforma voluta anche da Napolitano ed Enrico Letta. Il sottile filo che tiene ancora in piedi il Governo italiano, che continuerà ad operare nonostante tutto e nonostante tutti. Con un condannato in via definitiva per frode fiscale che potrà continuare a fare politica.

Quale l’obiettivo di Berlusconi? Chiedere ai suoi ministri di tenere duro e realizzare le riforme che gli permetteranno di rientrare a pieno titolo in politica dopo il termine dell’interdizione, che verrà fissata dalla Corte d’appello di Milano; restare fuori dal calderone il tempo necessario per continuare a fare la vittima della giustizia e riorganizzare la sua verginità politica; dichiararsi estraneo a tutti i provvedimenti impopolari che il Governo Letta dovrà prendere nei prossimi mesi; urlare dal palco di voler togliere le tasse e di cambiare il sistema giustizia non permettendo ai giudici di condannare altri innocenti. Processo Ruby permettendo, naturalmente.

GIUSTIZIA DI MERDA – Il messaggio di Berlusconi infatti parla chiaro: il leone è ferito ma non morto. Ruggisce ancora.Nei nove minuti diffusi dal Tg4 il Cavaliere, come avevamo ampiamente previsto, non solo non ha annunciato alcuna dimissione da alcuna carica che ricopre ma ha anche rilanciato la sua attività politica,sostenendo che si ripartirà da Forza Italia. Senza però dimenticare di attaccare l’operato dei giudici.  “Nessuno può comprendere la carica di violenza che mi è stata riservata in seguito ad una serie di accuse e processi un vero e proprio accanimento giudiziario che non ha uguali”.

IL VERTICE A PALAZZO GRAZIOLI – Il Governo Letta nel frattempo proprio in funzione riformistica dovrà continuare a funzionare. Nonostante i paroloni di Guglielmo Epifani.

Incasa Pdl la parola d’ordine è non mollare, serrare i ranghi e rimanere compatti di fronte al nemico. I berluscones, presentatisi dimissionari, si sono visti (ovviamente) respingere la richiesta da un Berlusconi ancora lucido. E’ il presidente della Commissione Giustizia al Senato Francesco Nitto Palma a ufficializzare per primo le posizioni del Pdl, rinviando la palla nel campo del Pd. “C’è molta amarezza ma il governo Letta è nato per servire il Paese e per quel che ci riguarda continuerà a servirlo. Sono convinto che Berlusconi rimarrà in campo”.

La strada sembra essere un campo minato e lascia presagire un agosto caldissimo. Tutte le possibilità  restano aperte. “Epifani  – dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di Camera e Senato Renato Brunetta e Renato Schifani – porti rispetto della storia politica del Pdl, dei milioni di italiani che ci hanno votato e del suo leader, condannato ingiustamente a 4 anni”.

E con l’esercito di Silvio – chi pensa che si tratta di 15 sfigati si sbaglia di grosso – pronto a mobilitarsi per chiedere la grazia a Napolitano ci sarà poco da scherzare. Anche perché il Presidente ci sta pensando a questa ipotesi. Ha salvato Sallusti vuoi che non salvi Silvio? Suvvia.

Ergo: la grazia di Napolitano per evitargli domiciliari o servizi sociali; 18 mesi fuori dal Parlamento, da rivoltare in positivo per ricostruirsi un’immagine ferita; strategia da vate alla Grillo.

Et voilà, il delitto perfetto del Cav ai danni dei suoi detrattori sarà servito. Perchè i voti non si perdono con le sentenze, anzi, nel suo caso servono solo a rinforzarlo. Ecco perché, comunque vada, B. ha vinto ancora.

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