E Tsipras fa già il figlio di Troika: “Nessuna rottura del debito, pronti a negoziare”

tsipras figlio di troika

Prima l’alleanza con la destra. Poi i festeggiamenti al grido di “m’ispiro a Matteo Renzi”. Infine la dichiarazione di resa: “Nessuna rottura del debito, siamo pronti a negoziare.” È già finita la rivoluzione di Syriza?

Quando chiudi una campagna elettorale con Bella Ciao e i tuoi sostenitori ballano fino a notte fonda per festeggiare la tua vittoria, non puoi allearti con la destra per formare il governo, non puoi dire d’ispirarti a Matteo Renzi e, soprattutto, non puoi dirti pronto a “negoziare il debito.”

Perchè, se fai così, sei chiaramente un figlio di Troika, nel senso che la Troika niente altro si aspettava da te che questo: profilo basso, mani in tasca e che la rivoluzione resti un sogno lontano dall’Europa.

Non andremo ad una rottura distruttiva per entrambi sul debito: il governo di Atene è pronto a negoziare con partner e finanziatori per una soluzione giusta e duratura per il taglio del debito“, ha detto Alexi Tsipras aprendo il suo primo consiglio dei ministri.

Bene, bravo, bis, diceva la Merkel guardandoti. Bravo, 7 +, chiosava lo scaltro Mario Draghi udendo quelle paroline magiche. Niente rottura del debito. Fiuuu, per un pelo, anche questa volta la Troika è salva. I greci chissà, forse quelli che ballavano e cantavano Bella Ciao a squarciagola si aspettavano altre parole da Tsipras, il rivoluzionario in cachemire.

Ok, diamogli tempo, in fondo cos’avrà detto mai?

Siamo pronti per affrontare le trattative con l’Ue in base al nostro progetto. Smentiremo le Cassandre, non provocheremo alcuna catastrofe ma nemmeno porteremo avanti la politica della sottomissione. Siamo pronti al dialogo con tutti“, ha dichiarato il leader di Syriza.

Ovviamente la risposta dell’UE è sempre la stessa: “Gli impegni vanno rispettati”, ripetono a cantilena da Bruxelles.

Chi si aspettava fuoco e fiamme, chi pensava che Tsipras ribaltasse l’Europa come un calzino, chi voleva partire lancia in resta – con lo spirito dei 300 spartani guidati dal prode Leonida – per cantare Bella Ciao sotto la sede del Parlamento Europeo deve arrendersi all’evidenza: si tratta, si negozia, niente rottura del debito. 

Ma come diavolo fai a trattare con i tuoi aguzzini, con chi ti vuole morto e ha portato il tuo popolo alla fame, disgraziato di uno Tsipras?, verrebbe da chiedergli in un impeto di passione politica.

Poi ascolti le parole di Alberto Bagnai, Professore di Politica economica e blogger del Fatto Quotidiano, e capisci di essere (forse) un ingenuo.

Il punto più importante del programma di Tsipras è quello che riguarda il mercato del lavoro, cioè di fatto l’abolizione delle riforme della Troika. Syriza in sostanza ha promesso di ripristinare le tredicesime e di aumentare gli stipendi. Tsipras sostanzialmente è come Grillo: va al potere facendo finta di essere contro l’euro, e poi cercherà di mantenerlo accontentandosi di qualche promessa demagogica sul modello del reddito di cittadinanza. Proprio come l’M5S, Syriza è cioè un partito populista di corto respiro che serve a sopire il dissenso”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Sussidiario.

Ma Tsipras non è contro l’euro, domanda il giornalista Pietro Vernizzi a Bagnai?

Il punto – risponde il Professore – è che la macchina dei media europei ha fatto passare Tsipras e Grillo come se fossero due personaggi “contro”. Ciò nella realtà serve solo a organizzare e neutralizzare il dissenso. Gli ingenui sono convinti che adesso in Grecia si aprirà un discorso critico, ma di fatto non è così. Tsipras non fa paura a chi comanda in Europa perché è uno dei loro, non è qualcosa di esterno ma di interno al sistema.” 

C’è qualcosa che non quadra. Ma se è anche crollata la borsa dopo lo “tsunami” Tsipras!

Se l’establishment europeo non si scagliasse contro di lui, Tsipras non funzionerebbe come specchietto per le allodole. Ieri mattina l’apertura dei Tg ha parlato di crollo in borsa, quando Tokyo ha perso lo 0,25%, e di crollo dell’euro, che durante la notte è sceso di un centesimo dopo che negli ultimi sei mesi aveva perso il 25%. I media stanno inscenando questa idea di uno “tsunami” che non c’è. Anche le riunioni di emergenza dei vertici europei sono soltanto fasulle”, questa la spiegazione finale del Professor Alberto Bagnai.

Tu quoque, Tsipras, fili mi? Figlio di Troika. 

TSIPRAS A FAVORE DELL’UE CONTRO GLI EUROSCETTICI – GUARDA IL VIDEO

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