Dimissioni di massa Pdl? Nessuno se ne accorgerebbe vista la loro scarsa presenza in aula

deputati pdl assenti in aula

Sono i più assenti in aula e producono soltanto il 10% dei disegni di legge dell’intero mese di settembre. Sono i parlamentari del Pdl che minacciano dimissioni qualora Berlusconi venga dichiarato decaduto. Tra i fannulloni si salva solo il capogruppo alla Camera Renato Brunetta che arriva a un record di missioni pari a 805. E i progetti di legge? Pochi e inconcludenti.

 

Lo scontro tra Napolitano e Berlusconi è in atto. L’annuncio di dimissioni di massa del Pdl, in nome della decadenza del leader del Pdl, non è andato giù al Presidente della Repubblica. E noi diciamo pure giustamente.  Proviamo però a pensare che si dimettessero per questioni slegate alla sorte del Cavaliere. Che decidessero di ritirarsi sull’Aventino per questioni slegate dal condannato a quattro anni di reclusione per il processo Mediaset con l’imputazione di frode fiscale.

Quanto sarebbero utili i parlamentari Pdl allo Stato italiano? Lo andiamo a vedere spulciando dati incrociati forniti dall’associazione Openpolis.it. Valutando la loro effettiva presenza nelle aule di Camera e Senato e anche controllando la loro attività legislativa dell’ultimo mese, quello in cui si parlava soltanto di decadenza di Berlusconi e nel quale si rientrava dalle ferie estive successive alla condanna in Cassazione. Il quadro che ne viene fuori è desolante in tutti i casi.

TREDICI DISEGNI DI LEGGE SU CENTO E TUTTI O QUASI NON SONO DI PRIMARIA IMPORTANZA

Dopo essersi affannati a cercare proposte legislative per impedire ai magistrati di fare politica ecco che l’attività dei pidiellini si è drasticamente fermata nello scorso settembre. Naturalmente senza considerare il ruolo dei ministri del Governo Letta.

L’ultima proposta effettuata è quella del senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri in merito alla normativa sui senatori a vita.  Successivamente c’è quella della deputata Dorina Bianchi sulla disciplina delle aliquote di prodotto sugli idrocarburi.  Il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta ha poi pensato a trasmettere al Senato il testo approvato alla Camera sull’omofobia. Nulla di suo comunque.

Poi c’è l’ex ministro il senatore Maurizio Sacconi che pensa alla democrazia economica.  L’ex Idv Antonio Razzi ha invece pensato a come contrastare il gioco d’azzardo patologico mentre Salvo Torrisi ha addirittura pensato alla disciplina nei condomini. Tornando alla Camera c’è Fabrizio Di Stefano che vuole un disegno di legge che vuole favorire la gestione dei lavoratori nelle imprese.

Poi ci sono anche le cosiddette “leggi secondarie” quelle che non verranno discusse immediatamente. Si tratta dell’iniziativa della deputata Monica Faenzi che intende introdurre disposizioni temporanee per il calendario scolastico e disposizioni per l’inquadramento professionale dei lavoratori impiegati in maneggi e scuderie.

Torna in campo Dorina Bianchi con l’abbattimento delle barriere architettoniche (unica legge passata in commissione) e con le nuove norme per l’accesso ai corsi universitari. Il deputato Maurizio Bianconi invece vuole intervenire sul codice penale per modificare le norme sull’omicidio. Per finire la già citata legge proposta dalla deputata Elena Centemero sull’istituzione del centenario della pubblicazione del romanzo “Canne al Vento” di Grazia Deledda.

Se consideriamo che le proposte di legge presentate nel solo settembre sono più di cento tra Camera e Senato il prodotto del Pdl arriva a malapena al 10%. Poco e male quindi.

DEPUTATI E SENATORI ASSENTI: IL PDL LA FA DA PADRONE

Le classifiche di Openpolis sono ormai cosa quasi nota a tutti. E’ quella del Senato che fa più paura però. Nelle prime 4 posizioni con 1401 assenze su 1402 riunioni ci sono, oltre a Silvio Berlusconi anche l’avvocato Niccolò Ghedini, il coordinatore Denis Verdini e la senatrice Maria Rosaria Rossi.

Al nono e al decimo posto troviamo anche gli ex ministri Maurizio Sacconi e Altero Matteoli. Che rispettivamente hanno collezionato 1088 e 1071 assenze. Seguiti dall’ex presidente del Senato e capogruppo Pdl Renato Schifani che si è assentato 1012 volte. E’ Paolo Bonaiuti quello a far registrare il numero maggiore a tre cifre raggiungendo quota 988. Anche il coordinatore campano e presidente della commissione giustizia non fa certamente bella figura. Francesco Nitto Palma infatti colleziona 595 assenze ma nella speciale classifica pidiellina è il più assente tra i presenti. Tutto questo perché ha timbrato il cartellino più volte di quando si è dato alla macchia. Le presenze infatti sono 807. Il più presente, con 1402 su 1402 timbrate è il semisconosciuto Andrea Mandelli.

Ora vediamo qual’è la situazione alla Camera dei Deputati. Il più assente è il deputato Pdl Antonio Angelucci con 1346 assenze su 1348 sedute.  Al terzo posto c’è l’altro avvocato di Berlusconi, il deputato Piero Longo che invece ha collezionato 1327 assenze. Quinta niente poco di meno che la pitonessa Daniela Santanchè. La fedelissima di Berlusconi che all’andare a Montecitorio preferisce sostenere il Cavaliere in tribunale al processo Ruby. Alla Camera non si è presentata per 1241 volte. Segue nella speciale classifica tutta Pdl l’animalista Micaela Brambilla con 1231 assenze, Marco Martinelli con 1227 e Rocco Crimi con 1111. L’ex ministro Francesco Saverio Romano arriva invece a quota 812. Mara Carfagna colleziona 557 assenze e Laura Ravetto 407.

E il capogruppo Renato Brunetta? Risulta assente soltanto 52 volte mentre è in missione per 825 volte. In linea con i suoi principi di lotta ai fannulloni. Il più presente in aula è Giovanni Mottola con soltanto due assenze. Ma nella speciale classifica che riguarda tutti i partiti si classifica solo all’undicesimo posto.

Se non sono mai presenti a cosa serva che si dimettano? Soltanto a dar spazio a qualcuno che magari avrà più voglia di loro di occupare questi scranni parlamentari. Il qualunquista ora potrebbe dire: che si dimettano e si vada a nuove elezioni. Siamo certi però che il Capo dello Stato non lo permetterà.

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