Diffamazione online, é scontro. M5S e Sel denunciano: “Vogliono imbavagliare la rete.”

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Ennesimo episodio che vede al centro dell’attenzione il reato di diffamazione sui giornali online. M5S e sel si dichiarano assolutamente contrari muovendo una pesante accusa al governo.

 

La seduta di ieri in commissione Giustizia è stata molto movimentata soprattutto quando il sottosegretario Cosmo Ferri ha bocciato gli emendamenti proposti da Walter Verini (PD) e Enrico Costa (PDL) che tentavano di estendere il reato di diffamazione anche ai siti internet. Bocciatura che ha mandato su tutte le furie il deputato Pdl, mentre dall’altro lato M5S e Sel accoglievano la bocciatura con un sonoro applauso. Il tutto ha scatenato la sospensione della seduta con un nuovo episodio oggi alle 8. Ma pare che il Guardiasigilli possa modificare la sua posizione in quanto non informato dell’ opinione del sottosegretario.

M5S e Sel non ci stanno e fanno sapere tutta la loro disapprovazione attraverso le dichiarazioni dei loro parlamentari :”«Vogliono imbavagliare la Rete», questa l’accusa di entrambi i partiti. Secondo Alfonso Bonafede (M5S) «Vogliono estendere la diffamazione a mezzo stampa anche ai siti editoriali, ma così si rischia di zittire il web». «Nella distrazione generale, in commissione Giustizia alla Camera si sta tentando di calare un colpo all’informazione in Rete. In maniera totalmente surrettizia Pdl, Pd e Scelta civica hanno presentato emendamenti per estendere la nuova disciplina sulla diffamazione a mezzo stampa anche ai siti internet aventi natura editoriale”. Secondo Daniele Farina (Sel) capogruppo alla commissione Giustizia questo è  “Un colpo di mano silenzioso cui ci opporremo», affermando che il tutto avviene «nonostante il parere negativo del governo, che ha rilevato la totale indeterminatezza della definizione, e nonostante nel testo base del deputato Costa non compaia mai il tema, ma anzi ne sia stato esplicitamente espunto».

Inoltre il deputato Farina continua dicendo che questo è “un colpo di mano liberticida che si copre del plauso sul venir meno del carcere per i giornalisti: vera novità di un provvedimento che è calendarizzato già venerdì nell’aula di Montecitorio. Estendere in maniera indistinta al web norme costruite per le testate giornalistiche significa non capire la necessità di un ragionamento più specifico sulle caratteristiche, i mezzi e le dimensioni della maggior parte dei siti operanti nella rete che, peraltro, la commissione ha ampiamente ignorato nelle proprie audizioni». Ma, nonostante le proteste, l’ultima parola spetta al Guardiasigilli anche se siamo sicuri che anche domani ne succederanno delle belle.

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