Decadenza, i possibili scenari politici nel caso B. venga espulso

scenario politico dopo la caduta di b

La decadenza di Berlusconi si potrebbe intrecciare ancora una volta con la tenuta del Governo Letta. La dimostrazione è arrivata ieri sera in Giunta per le immunità alla Camera quando si è votato sulla possibilità di rendere palese la votazione al Senato della misura da applicare al Cavaliere. Che resta in Senato a tre mesi dalla condanna definitiva per frode fiscale ottenuta in seguito al processo Mediaset. I favorevoli vincono 7 a 6. Decisivo il voto di Scelta Civica che si schiera con il Pd e il Movimento Cinque Stelle. Il Governo, numeri del Senato alla mano, a questo punto rischia di non mangiare il panettone qualora il Cavaliere decada. Al Pd non basterebbe nemmeno fare la pace con Vendola.

 

VOTO PALESE: SETTE A SEI PER I FAVOREVOLI

Vincono per sette voti a sei i favorevoli al voto palese in Senato per la decadenza di Berlusconi. E le larghe intese non solo scricchiolano, sembrano spaccarsi definitivamente. A votare a favore sono il Pd di Guglielmo Epifani, che fa di tutto per mostrare di essere contro le larghe intese dopo averle appoggiate, Sel di Nichi Vendola, Scelta Civica e Movimento Cinque Stelle.

Per il voto segreto invece, come era naturale, il Pdl, la Lega Nord, Grandi Autonomie e Libertà e Sud Tiroler Volkpartei. Sui primi tre nomi nessuna sorpresa. Quella che lascia qualche dubbio è la posizione dei tirolesi. I quali per la prima volta nella diciassettesima legislatura si esprimono contro una decisione del Partito Democratico mettendo a serio rischio la consolidata alleanza.

Karl Zeller ha motivato così questa decisione: Il Regolamento del Senato prevedeva il voto segreto e io rispetto le regole, a prescindere da chi sia l’interessato. Io ho votato secondo la mia coscienza – dichiara l’altoatesino e credo che il voto di oggi verrà letto dal Pdl come una provocazione che ricompatterà di fatto ‘falchi e colombe’ mettendo a rischio la tenuta di Palazzo Chigi”.

IL BERLUSCONI FURIOSO ANNULLA IL PRANZO CON I MINISTRI

Silvio Berlusconi non ci sta. Alla notizia della votazione palese annulla il pranzo con i ministri del Pdl. Anche loro sono indispettiti da quanto avvenuto. E i barricaderi del partito sono già pronti alla protesta eclatante.

E’ Renato Schifani a riassumere il pensiero del Pdl sulla questione facendo queste dichiarazioni al Tg1 di ieri sera: “E’ stato compiuto un gravissimo strappo delle regole parlamentari contro Silvio Berlusconi. Una norma sul voto segreto per la sua decadenza è stata cambiata a colpi di maggioranza con un semplice parere. La verità è che il Partito democratico vuole far saltare questa alleanza per andare al voto. Se ne assuma la responsabilità davanti agli italiani”.

LA NUOVA FLEBILE MAGGIORANZA

E’ chiaro che la maggioranza delle grandi intese non sarà più la stessa dopo ieri sera. Pd e Pdl difficilmente potranno trovare la quadra del cerchio dopo che il Senato voterà per la decadenza di Silvio Berlusconi. Certo è che il partito del Cavaliere farà di tutto per allungare i tempi ma prima o dopo i nodi vengono al pettine.

Ed è allora che ci troveremo davanti a una situazione geopolitica totalmente cambiata. Se ora a sostenere il Governo ci sono il Pdl e i senatori del Gal, dopo questi voti bisognerà non contarli. E si tratta di 91 senatori strettamente berlusconiani (i falchi e le colombe si potrebbero compattare magicamente)  e di 10 del Gruppo Gal.

In totale 101 voti in meno assicurati per Enrico Letta. Che potrebbe contare sicuramente sui 107 voti del Partito Democratico e sui 21 di Scelta Civica. Pochi per reggere una reale maggioranza perché tutti insieme sarebbero soltanto 128 su una maggioranza richiesta di 161 senatori se ai 315 eletti dal popolo si aggiungono anche i senatori a vita.

 

NON BASTEREBBE LA PACE CON SEL AD EVITARE NUOVE ELEZIONI

Se per passare alla Camera dei Deputati il Pd con i 293 deputati insieme a 47 di Scelta Civica e i 37 di Sel un nuovo Governo di centrosinistra potrebbe farcela, non è lo stesso al Senato.

Perché lì la componente Sel del Gruppo Misto è di appena 7 persone. E 128 più sette fa appena 135. Non abbastanza per garantire stabilità al Paese. Quindi nemmeno il dietrofront di Vendola in una pace in zona Cesarini con il Pd ce la potrebbe fare a salvarci da nuove elezioni.

Karl Zeller del Svp dice di aver votato secondo coscienza e di aver detto no al voto palese. Tutto questo potrebbe anche però non significare uno strappo decisivo con il Pd. Anche il suo appoggio a Letta non basta. Gli autonomisti in Senato sono appena 10. Che sommati agli altri 135 porterebbero il Governo a quota 145. Poco, ancora troppo poco.

L’unica speranza di salvezza sarebbe il voto del Movimento Cinque Stelle. Che con i suoi 50 senatori porterebbe a una maggioranza tranquilla. Sappiamo bene però che Grillo e Casaleggio non scenderanno mai a patti con il centrosinistra. Che da mesi aspettano questo momento per tornare al voto. E perché no, Grillo docet, anche con il porcellum.

Il quadro che viene fuori è questo: con Berlusconi decaduto il Governo faticherebbe a mangiare il panettone. E le elezioni a febbraio o ad aprile potrebbero non essere soltanto un miraggio. Con questi numeri il Cavaliere ha ancora il suo peso e nessuno lo può negare. 

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