Decadenza Berlusconi, spunta il “Lodo Violante”: chi ritrova un amico trova un tesoro.

viola berlu amici

Qualche giorno fa avevamo fatto notare come – stranamente – fosse passata quasi inosservata l’ancora di salvezza gettata da Luciano Violante all’amico Silvio, in cui l’esponente del Pd (?) tuonava: “Silvio deve difendersi”. E gli suggeriva anche la strada più giusta. Che con il passare dei giorni è diventata il “Lodo Violante”, apprezzato sia da Napolitano che dal resto della truppa parlamentare. I dettagli li ha raccontati uno dei giornali più vicini al Cav-Non-Cav, quel Libero in profondo rosso.

 

Ad aprire un varco a favore dell’ex premier,  è stato l’ex presidente della Camera Luciano Violante che, in un’intervista al Corriere, ha detto che il ricorso della legge Severino alla Corte Costituzionale  sarebbe legittimo. “La Corte Costituzionale ha ritenuto che il procedimento davanti alla Giunta è di carattere giurisdizionale. Quindi la Giunta, se ritenesse che ci fossero i presupposti, potrebbe sollevare l’eccezione davanti alla Corte. Ma questa non sarebbe dilazione; sarebbe applicazione della Costituzione”. 

Il ruolo di Napolitano – Le frasi di Violante, che hanno acceso il dibattito tra i democratici e su cui il Pd sta dividendosi da giorni, sono l’indizio (o la prova?) che Napolitano ha deciso di lanciare un paracadute a Berlusconi mandando avanti Violante. Il disegno è questo: il Cav chiede che la Giunta presenti ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge Severino (che impone la decadenza del Cav dal Parlamento). Questa mattina, infatti,  sono stati depositati alla presidenza della giunta per le elezioni del Senato, i pareri pro veritate di giuristi e costituzionalisti per la difesa di Silvio Berlusconi . I pareri, a quanto si apprende, sarebbero sei e sono accompagnati da una breve lettera firmata da Silvio Berlusconi dove si annuncia anche il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo contro l’applicazione della legge Monti-Severino.  Dunque, dicevamo, la Giunta ricorre alla Consulta contro la Severino il Senato ne prende atto e rinvia il voto sulla decadenza in attesa del pronunciamento della Consulta. 

La commutazione della pena – Passano così dei mesi, sicuramente la decisione della Corte Costituzionale non arriverà prima di ottobre, quando è attesa la decisione della Corte d’Appello sull’interdizione dai pubblici uffici. E a questo punto Napolitano potrebbe commutare solo la pena accessoria. Il Cavaliere potrebbe ancora una volta guardare al Colle non più per la grazia ma per una possibile commutazione della pena. E, sarebbe questo il ragionamento degli azzurri, se il capo dello Stato decide di commutare la pena dell’interdizione come potrebbe il Senato esprimersi contro una scelta del presidente della Repubblica anche se in riferimento a un’altra legge? Insomma, la giunta del Senato a questo punto non potrebbe più votare contro il Cavaliere se nel frattempo il Colle è intervenuto per restituirgli, attraverso la commutazione della pena, l’agibilità politica. 

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