Decadenza Berlusconi: lo scontro è ora sul voto della relazione. Ma il Pdl vuole un nuovo rinvio

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Il Pd vuole che si voti entro martedì prossimo, il Pdl vorrebbe rinviare a giovedì mentre per il Movimento Cinque Stelle sarebbe possibile arrivarci anche entro questo fine settimana. Toccherà al presidente Dario Stefano decidere la mediazione. Probabile il voto mercoledì.

 

Ormai è scontro aperto e si naviga a vista. Mentre sembra che tra Pd e Pdl ci sia la pace, basta un nonnulla per rimettere tutto in discussione. La fragile tregua è possibile romperla già oggi pomeriggio nel decidere il calendario dei lavori. E lo scontro è basato su queste due pregiudiziali: il Pd vuole arrivare al voto entro martedì prossimo, mentre Andrea Augello sostiene che per votare bisogna attendere ancora molte sedute.

E su questa situazione di stallo sono molti i commenti dei principali protagonisti della politica. Dopo giorni di penombra esce fuori anche Matteo Renzi che dice: “per il Cavaliere è finita. Ma non sarà lui a provocare la crisi”.

Il Presidente Napolitano, come riporta l’Ansa, ha chiesto di non compiere gesti inconsulti. La risposta di Enrico Letta arriva subito sostenendo che “l’instabilità costa miliardi all’Italia e basta un attimo a buttare all’aria tutta la stabilità che abbiamo conquistato faticosamente e tornare in grande difficoltà”.

Chi invece non ne vuole sapere è il Movimento Cinque Stelle il quale sostiene: “Voto subito, fuori i delinquenti dal parlamento” rivendicando con forza il ruolo di “moralisti del cazzo” in un parlamento diventato il “postribolo della democrazia”. In questo modo l’ex comico ha ingaggiato un duello a distanza con Barbara Berlusconi.

Mio padre – ha sostenuto – non è un delinquente, la sua è una storia imprenditoriale e politica, non criminale“. Mentre arriva anche la condanna del presidente dell’Europarlamento Martin Schulz: “Non ci sono alternative all’applicazione delle leggi“.

Intanto il segretario del Pdl Angelino Alfano non ci sta e rilancia: “Il caso Berlusconi non è chiuso. Non credo che si dimetterà prima del voto del Senato sulla decadenza, non ci sono motivi“.  La cosa che ora appare certa è che i democratici non sono disposti a cedere di un millimetro sull’applicazione della legge Severino al Cavaliere.

E’ tutto dimostrato dal nuovo braccio di ferro ingaggiato nella giunta di Palazzo Madama con i colleghi del Pdl: i democratici vorrebbero che il voto sulla relazione di Andrea Augello si tenga martedì della prossima settimana, senza dilazionare ulteriormente i tempi, il Pdl chiede di arrivare a giovedì.

I 5 Stelle sostengono al contrario che si potrebbe votare, se solo si volesse, già questo fine settimana. Il risultato è lo stallo. Ogni decisione viene rimessa al presidente della giunta, Dario Stefano, che probabilmente oggi, quando proseguirà la discussione, proporrà una mediazione sul voto a mercoledì prossimo. Ma dal Pdl Renato Schifani torna ad accusare il Pd di portare sulle spalle la responsabilità di un’eventuale caduta del governo, con il suo atteggiamento.

E ricorda che in passato la giunta si riuniva una volta la settimana: si va insomma “contro la prassi” pur di danneggiare Berlusconi. Fino a quando reggerà questa tregua armata, non è dato saperlo. Si può solo sperare che oggi pomeriggio si riesca almeno a decidere quando votare.

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