Decadenza B., si vota stasera. Ma nel frattempo si alzano i toni dello scontro Pd-Pdl

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Venti di crisi spirano intorno alla giunta per le immunità che dovrebbe votare, nella tarda serata di oggi alle 20, le tre pregiudiziali poste dal relatore Andrea Augello  prima di arrivare alla chiama sulla decadenza del Cavaliere. Schifani: la giunta è una camera a gas. Epifani: dobbiamo solo applicare lo stato di diritto.

 

Pd, Movimento Cinque Stelle e Scelta Civica hanno chiesto e ottenuto di esprimersi con queste tre ipotesi con un unico voto e senza rinvii. Un voto su cui la giunta darà un giudizio che vale anche sulla relazione di Augello. In caso di bocciatura, come sembra ormai probabile, il fatto avrebbe anche un significato politico. Non soltanto il senatore dovrebbe essere sostituito, ma lo sarebbe con un collega che abbia votato contrario alle sue pregiudiziali. Questo significa che la relazione passerebbe in mano o al Pd o al Movimento Cinque Stelle. Politicamente sarebbe una sconfitta per i berlusconiani e l’uscita da Palazzo Madama sembrerebbe più vicina. Il blog di Grillo sul caso titola: “E’ giunta l’ora, fuori Berlusconi”. Pensando che alle 20 di questa sera, quando la Giunta si riunirà , ci potrà essere un voto che possa agevolare la fuoriuscita del Cavaliere dal parlamento. Berlusconi, sapendo a cosa va incontro, ha già convocato per domani una riunione con i gruppi di Camera e Senato per affinare la strategia in vista della probabile decadenza.

PAROLA DI SCHIFANI: LA GIUNTA E’ UNA CAMERA A GAS

In seguito a questo scenario sembra intenzionato ad abbandonare ogni prudenza in difesa delle larghe intese. A Porta a Porta Renato Schifani era incontenibile. Ha parlato di lavori della giunta “illegittimi” e condotti in modo “anomalo”. Una commissione che è stata definita dal capogruppo al Senato “un plotone di esecuzione”.

Si lavora di notte – ha continuato-  per eliminare Silvio Berlusconi”. Ha anche accusato il Pd e il presidente della Giunta Dario Stefano di Sel di mettere in campo ritmi assurdi per una precisa volontà politica violando il regolamento.

Ed è qui che scatta la metafora ardita: “Siete andati oltre ogni limite, altro che plotone di esecuzione, siete arrivati alla camera a gas“.

E’ nella stessa trasmissione che Dario Stefano risponde a Renato Schifani:  “Oggi noi contrariamente alle aspettative abbiamo avuto in giunta la proposta del relatore, che non è stata quella di proporre la decadenza o la convalida, ma ha posto tre questioni pregiudiziali. Domani saremo chiamati a discutere le tre questioni pregiudiziali che non riguardano la decadenza o la convalida. Si vota solo sulle pregiudiziali e non sulla decadenza. Non c’è alcun motivo di forzatura”.

IL PD: NOI VOGLIAMO DISCUTERE E VOTARE

E’ stato Nicola Latorre del Pd, ospite del programma di Vespa a rispondere:  “Noi vogliamo discutere ma poi occorre votare, mentre il Pdl vuole soltanto discutere e non vuole votare”.

Ed è il segretario del Pd Guglielmo Epifani a spiegare al meglio la sua posizione. : C’è solo l’applicazione di un principio di legalità è inutile passare ad altri la responsabilità che deriva solo dalla nostra volontà di rispettare lo stato di diritto“.

Così il segretario del Pd ha risposto alle dichiarazioni degli esponenti del Pdl che parlano della caduta del governo se la giunta delle elezioni del Senato, chiamata a pronunciarsi sulla decadenza di Berlusconi dal seggio parlamentare,  decidesse di votare già domani le pregiudiziali presentate dal relatore pidiellino Augello.

 

IL RELATORE: SE BOCCIANO LA MIA RELAZIONE MI DIMETTO, ANZI NO

Augello in primis aveva annunciato che qualora la sua relazione fosse stata bocciata si sarebbe dimesso. Ora però sembra averci ripensato.

A inizio seduta, si assicura nel Pd, lui avrebbe assicurato l’intenzione di dimettersi in caso di bocciatura. Al termine, davanti alle telecamere, ha poi assicurato ai cronisti che in caso di ‘no’ alle tre questioni sollevate, lui avrebbe comunque presentato la sua proposta sulla decadenza del Cavaliere. Facendo così capire che di dimissioni per il momento non se ne sarebbe parlato. 

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