Decadenza B, si riunisce la giunta ed è subito scontro sulla domanda di rinvio presentata da Augello

andrea augello chiede rinvio

La Giunta per le immunità del Senato si è riunita. E’ ufficialmente iniziata la discussione sul caso della decadenza di Silvio Berlusconi dal mandato di parlamentare in seguito alla sentenza definitiva di condanna per il caso Mediaset. E’ scontro sulla richiesta di rinvio di Andrea Augello. Intanto dalla Corte d’appello di Milano: il 19 ottobre il nuovo processo sull’interdizione.

 

Il senatore Andrea Augello ha presentato immediatamente, durante la riunione, la proposta di rinvio pregiudiziale di tipo interpretativo alla Corte di Giustizia della Ue di Lussemburgo.

Per il pidiellino ci sono tutti i presupposti perché la Giunta chieda un parere alla Corte di Lussemburgo per verificare se la legge Severino viola i principi comunitari.

Augello ha chiesto alla giunta – si legge dalle agenzie stampa– di valutare se la proposta di sollevare la questione costituzionale della legge può essere sollevata solo nella seduta pubblica o già ora.” 

IL VOTO ESPONENTE PER ESPONENTE: VINCONO I SI ALLA DECADENZA 14 A 8

Il pronostico lo avevamo già scritto circa un mese fa. Però ora bisogna ricordare come andrà a finire quando la Giunta per le immunità terminerà la propria discussione e andrà al voto. Il parere sarà sicuramente a favore della decadenza e a favore del rispetto della condanna della Cassazione.

Chi voterà a favore della decadenza? Il presidente della Giunta Dario Stefano di Sel, i componenti del Pd Stefania Pezzopane, Felice Casson, Isabella Demonte, Rosanna Filippin, Doris Lo Moro, Claudio Moscardelli, Giorgio Pagliari e Giuseppe Cucca, poi ci sono quelli del Movimento Cinque Stelle, Maurizio Buccarella, Vito Crimi, Serenella Fucksia, Michele Giarrusso e il senatore di Scelta Civica Benedetto della Vedova. Indeciso Enrico Buemi del partito socialista.

A difendere Berlusconi ci saranno naturalmente i pidiellini e gli esponenti della Lega. I no alla decadenza saranno del relatore Andrea Augello, Giacomo Caliendo, Elisabetta Alberti Casellati, Nico D’Ascola, Lucio Malan e Carlo Giovanardi, la leghista Erika Stefani e l’esponente del Gal Mario Ferrara.

Esiste certamente la possibilità che la relazione di Andrea Augello venga bocciata e si debba procedere a nuova nomina del componente della giunta. Che ne dovrà stendere un’altra rallentando in maniera sensibile il processo di decadenza di Berlusconi.

E LA CORTE D’APPELLO DI MILANO FISSA LA RIDETERMINAZIONE DELL’INTERDIZIONE AL 19 OTTOBRE

E mentre in Giunta si parla di rinvio, la Corte d’appello di Milano ha già fissato la data della discussione del nuovo appello sull’interdizione relativa al caso Mediaset. Un’interdizione che andrà ridotta e avverrà il 19 ottobre, davanti alla terza corte d’Appello di Milano.

La legge prevede che per quel tipo di reato la pena accessoria sia compresa tra un minimo di un anno e un massimo di tre. I magistrati avevano motivato la fissazione dell’interdizione a 5 anni considerando particolarmente grave il reato.

I giudici della Cassazione, nel confermare il verdetto di condanna per frode fiscale peròavevano inviato gli atti a Milano perché l’interdizione era considerata più alta rispetto a quella stabilita per legge.

Condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale il leader del Pdl ha beneficiato del condono di tre anni per l’effetto dell’indulto, ora i giudici dovranno rideterminare la pena  che toglierebbe definitivamente di mezzo Berlusconi dalla vita politica italiana.

La pena principale, diventata definitiva al momento della lettura, dovrebbe portare in base alla legge Severino alla decadenza del senatore Berlusconi dalla sua carica parlamentare. Il  16 ottobre il leader del Pdl dovrà scegliere anche  se scontare la pena agli arresti domiciliari o chiedere di essere affidato ai servizi sociali. La difesa del condannato ha presentato un ricorso alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo in cui contesta il trattamento subito da Berlusconi. In caso di improbabile accoglimento da parte dell’Europa delle lamentele dell’ex premier i legali potrebbero chiedere la revisione del processo.

 

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