Decadenza B., Pd e Pdl salvano Silvio: che resterà in Parlamento almeno fino a Dicembre

decadenza berlusconi scontro in aula ma la giunta decide oggi

Confermare la prassi del voto segreto o modificare il regolamento per introdurre il voto palese? Il nodo viene affrontato dall’organismo, che potrebbe anche rimettere ogni decisione all’Aula del Senato. In Giunta ago della bilancia potrebbe essere la senatrice Linda Lanzillotta di Scelta Civica. Ma intanto Pd e Pdl hanno deciso di rinviare il voto sulla decadenza o meno di B.

 

La Giunta per il regolamento del Senato è tornata a riunirsi per decidere con quali modalità dovrà tenersi in Aula il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, che potrebbe tenersi entro i primi quindici giorni di novembre. Ovvero, se confermare la prassi del voto segreto o modificare il regolamento introducendo il voto palese, ipotesi questa caldeggiata da Movimento 5 Stelle e Partito democratico. Ma la Giunta potrebbe anche scegliere di non esprimersi, lasciando la decisione all’Aula. Mentre alcune indiscrezioni vedrebbero lo stesso Berlusconi chiedere il voto palese per evitare imboscate da parte dell’ala governativa del Pdl.

In ogni caso l’assemblea di Palazzo Madama si esprimerà sulla decadenza dell’ex premier dopo il 22 novembre: la conferenza dei capigruppo ha infatti fissato il calendario dei lavori fino a quella data e non c’è traccia di voto sull’esclusione di Berlusconi. Il calendario approvato a maggioranza dalla capigruppo scatena un nuovo scontro con il Movimento 5 Stelle. Visto che non c’è stata l’unanimità, sarà l’assemblea a doversi esprimere e la capogruppo M5S si appresta a chiedere che venga calendarizzato il voto su Berlusconi. “Il Movimento 5 Stelle chiede che si voti sulla decadenza di Berlusconi. Siamo al ridicolo. Non si può più perdere tempo”, ha sottolineato Taverna.

In Giunta viene individuato l’ago della bilancia in Linda Lanzillotta, vicepresidente del Senato. La senatrice di Scelta Civica si è schierata con Pdl, Lega e Gal (Grandi autonomie e libertà) a favore del voto segreto e contro modifiche del regolamento. Secondo quanto dichiarato a Repubblica dal capogruppo uscente dei senatori di Scelta Civica, Gianluca Susta, “la Giunta è sovrana e i suoi componenti si esprimeranno liberamente sulla modalità di voto in Aula”, anche se “penso che alla fine l’orientamento che prevarrà sarà quello per il voto palese”.

Quanto alla posizione di Linda Lanzillotta, Susta si limita a dire che “ci sono due approcci. Il primo che vuole che il voto sulle persone sia segreto. E chi è contro il voto segreto in modo pregiudiziale ha solo paura di non controllare i suoi in Aula”. Ma “in tal caso, ovvero se la legge Severino non venisse applicata, ci troveremmo di fronte a una aberrazione, a una violenza contro la democrazia tale che la maggioranza non reggerebbe”. E c’è poi il secondo approccio che sceglie “il voto palese perché non si tutela la persona ma l’integrità morale dell’Assemblea”.

La sola idea che la Giunta discuta sul voto palese o segreto sulla decadenza del suo leader lascia “esterrefatto” il capogruppo Pdl al Senato Renato Schifani, “visto che c’è un regolamento chiarissimo per cui il voto è segreto”, dichiara a La telefonata di Belpietro su Canale 5. Ogni modifica a quel regolamento “sarebbe un fatto grave, perché c’è il presupposto per il rinvio della norma alla Corte Costituzionale per un’interpretazione della stessa”. E se “si dovesse arrivare alla decadenza di Berlusconi, ci riuniremo e decideremo con lui, come sempre saremo uniti”.

Netta la democratica Stefania Pezzopane, vicepresidente della Giunta delle elezioni del Senato: “La decadenza di Berlusconi in Senato si voterà in aula a metà novembre” dichiara a Citofonare Adinolfi su Radio ies, “i berlusconiani punteranno a sovrapporre la discussione della legge di stabilità sul voto sulla decadenza. Non deve accadere, voteremo prima. Per questo non drammatizzerei il voto di oggi su palese o segreto. Che sia voto palese o voto segreto purchè si voti. E si stia attenti a non dare a Berlusconi un’ulteriore occasione per atteggiarsi a martire”.

Beppe Grillo, arrivando alla Camera, ribadisce la posizione del M5S con queste parole: “Voto palese, il voto segreto è una vergogna. Noi siamo per il voto assolutamente palese. Noi facciamo quello che diciamo, non siamo come loro, basta con questa pantomima”.

Chi rischia di non esserci oggi è Karl Zeller, il componente Svp della Giunta del regolamento del Senato, bloccato in Trentino Alto Adige dallo sciopero aereo. “Mi hanno cancellato il volo, ora sono in macchina, all’altezza di Rovereto, non so proprio se riuscirò ad arrivare in tempo”. Zeller spiega il suo orientamento: “Visti i precedenti sulle incompatibilità, sarebbe di votare a scrutinio segreto, a meno che non ci siano novità dell’ultima ora. Io sono comunque contro il cambiamento delle regole”.

Con la sua eventuale assenza, lo schieramento del voto segreto perderebbe quindi un voto. “Ma decisiva sarà Lanzillotta” aggiunge anche Zeller, che poi fa i conti: “Senza di me e la senatrice di Scelta Civica, Pd con Sel e M5S hanno 6 voti mentre Pdl, Lega e Gal ne hanno 5. Se io sarò assente e Lanzillotta sarà per il voto segreto, si concluderà con un pareggio: 6 a 6.

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