Decadenza B., finalmente c’è la data. Si vota Mercoledì. Pd e Pdl esultano

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La montagna ha partorito il topolino. E dopo un tira e molla durato tutta la seduta di mercoledì 14, finalmente oggi si è arrivati alla decisione unanime: il voto sulla relazione che precederà l’iter in aula sulla decadenza di Silvio Berlusconi, sarà effettuato nella nottata di mercoledì prossimo 21 settembre. L’ipotesi che tutti abbiano raggiunto l’obiettivo di perdere tempo e rinviare il voto al senato a dopo il 16 ottobre si fa sempre più strada.

 

E’ toccato al presidente Dario Stefano proporre la data. Dopo che il Pd aveva chiesto di votare al massimo entro martedì mentre il Pdl voleva sconfinare a giovedì, si vota all’unanimità per mercoledì sera. E il Movimento Cinque Stelle chiedeva addirittura di votare entro il fine settimana.  La via della mediazione non è sconosciuta al presidente di Sel che fino ad ora è riuscito sempre a districarsi tra chi (il Pdl) vuole rinviare a tutti i costi e chi (il Pd) in apparenza spinge per il voto subito ma che poi, come vedremo fra poco, darà una bella mano a Silvio Berlusconi nella perdita di tempo a cui lui auspica. E in mezzo c’è il Movimento Cinque Stelle che, nonostante tutto, si accoda alle richieste degli altri partiti.

E Scelta Civica? Naturalmente si accoda alle richieste degli alleati di larghe intese Pd e Pdl. Così come il cane sciolto Enrico Buemi del Partito Socialista che svelerà solo all’ultimo momento le sue intenzioni di voto.

IL CALENDARIO DEI LAVORI E L’IPOTESI DI BOCCIATURA DELLA RELAZIONE DI AUGELLO

Ecco il calendario dei lavori stilato da Stefano: lunedì, dalle 15 alle 20; martedì, dalle 9 alle 14; mercoledì, dalle 20.30 in poi dichiarazioni di voto e voto. E così anche il relatore Andrea Augello, che aveva sottolineato di aver bisogno di più sedute prima di arrivare al voto, è stato accontentato.

Cosa succederà? Con tutta probabilità la sua relazione sulla decadenza verrà bocciata dal Pd, da Scelta Civica e dal Movimento Cinque Stelle. Questo significherà una sola cosa: nulla di fatto. Il presidente Stefano a quel punto sarà costretto a nominare un nuovo relatore tra coloro che hanno bocciato l’operato del pidiellino. A quel punto ci saranno circa altri venti giorni di tempo per stendere la nuova relazione, ripresentarla alla Giunta e farla votare.

Quale è stato quindi l’obiettivo raggiunto dai partiti? Quello di perdere ulteriore tempo e magari attendere, prima di passare la palla all’aula del senato, che la Corte d’appello di Milano si esprima sulla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Il tutto avverrà il 16 ottobre, stessa data in cui Berlusconi dovrà scegliere se scontare la sua pena agli arresti domiciliari oppure ai servizi sociali.

Insomma i partiti vorrebbero che a decidere fossero i giudici. E la possibilità che ci riescano per salvare il Governo Letta, si fa davvero concreta.

I COMMENTI, D’ALEMA: MI MERAVIGLIA CHE IL PDL CHIEDA UNA SOLUZIONE POLITICA

E dalla politica continuano ad arrivare dichiarazioni in merito alla vicenda. Massimo D’Alema dichiara: Mi meraviglia il Pdl che per Berlusconi chiede una soluzione politica. Lasciamola fuori, perché la legge è legge e si deve applicare”.

Dal versante Pdl invece è il ministro Gaetano Quagliariello a osservare: “sembra quasi che in giunta si stia facendo una corrida; ho paura che lavorino perché rimanga tutto tale e quale”. Dal suo canto Maurizio Gasparri accusa: “Una parte del Pd ha avvelenato il clima per far cadere il governo Letta”.

Parole di pace invece arrivano dal presidente del Senato Piero Grasso che sostiene: “Io penso che si vada verso quello che tutti auspicavamo: che ci sia una condivisione di tempi e di regole per portare avanti quello che è nelle cose”.

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