D’Alema fa capire a Renzi chi comanda: “Si era illuso di poter fare da solo…”

D'Alema divertito dalla sorte del Governo Renzi

D’Alema divertito dalla sorte del Governo Renzi

Rottamato un corno. Massimo “Max” D’Alema fa capire, ancora una volta e se ce ne fosse bisogno, che nel Pd comanda ancora lui. Come spiegare, altrimenti, la tempesta perfetta che si è scatenata contro Renzi e il Giglio Magico? “Il Premier si era illuso di poter fare da solo…” avverte D’Alema in un’intervista rilasciata ad Emanuele Macaluso per il Corriere della Sera.

Chi pensa che Massimo D’Alema si sia arreso e abbia lasciato il Pd in mano a Renzi&Co. si sbaglia di grosso. Baffino è vivo e vegeto e con la sua Fondazione ItalianiEuropei continua a tessere la tela del Potere che conta per determinare le sorti del Governo. 

Riportiamo alcuni dei passaggi più illuminanti della lunga intervista concessa dal Leader Maximo ad Emanuele Macaluso per il Corriere.

Facciamo un breve elenco dei mali che affliggono il Pd. 

«Il fatto più grave? Tanti militanti e dirigenti hanno abbandonato il partito negli ultimi mesi e anziché capire che questo era il segno di un distacco progressivo di una parte importante dell’insediamento storico della sinistra, si è reagito con un atteggiamento sprezzante che ha finito per radicalizzare un sentimento negativo verso il Pd».

Renzi fa un’analisi diversa e pensa di tornare al Renzi 1… 

«Il Renzi 1 è quello che ha portato il Pd unito alle Europee».  

Cosa è successo dopo il 41 per cento alle Europee? 

«Si è illuso di avere oramai vinto e di poter fare da solo ma ha finito per deludere molte delle speranze che aveva suscitato. La disillusione è stata ancora più cocente. Di fronte a misure che hanno colpito il nostro popolo, la gente si è sentita tradita.».  

Bisogna cambiare rotta, riaprire il dialogo interno? 

«Se la sinistra fa le riforme della destra, il nostro popolo ci lascia…». 

E dunque? 

«Ci vogliono coraggio e onestà intellettuale, non si può sempre dare la colpa agli altri. Gli altri vanno rispettati. Si parla di Blair, dimenticando che fu capace di andare verso il centro, ma mantenendo il radicamento tradizionale del partito laburista. Vinse perché fu un rinnovatore e non un rottamatore».  

Vede segnali di cambiamento nella gestione Renzi? 

«Alcune delle dichiarazioni attribuite a Renzi in questi giorni mi hanno preoccupato perché sembrano voler dividere anziché unire. Che senso ha dire: Marino deve avere paura? Renzi è il capo del governo e il segretario del partito. Non può liquidare una situazione così complessa con una battuta. Il sindaco di Roma è in una tempesta: o lo si sostiene o si va alle elezioni. Indebolirlo e lasciarlo a se stesso non mi sembra una buona soluzione». 

Renzi l’ha più visto o sentito? 

«No.»

LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE SU CORRIERE.IT

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