Da Ncd a Fratelli d’Italia sono tutti contro l’Italicum. Vogliono evitare l’omicidio politico

alfano e meloni contro la nuova legge elettorale

Il testo sarà in Aula tra una settimana e la contromossa dei partitini consiste nel proporre, in commissione e poi alle Camere, che ai fini del premio di maggioranza vengano calcolati solo i voti trasformati in seggi, e gli altri no – Un modo per costringere il Banana ad abbassare la soglia di sbarramento…

 

La riforma Renzi-Berlusconi è lanciata a bomba: questo pomeriggio il testo approderà in prima commissione alla Camera, il suo presidente Sisto ha concesso 48 ore e non di più per presentare emendamenti, tra una settimana se ne occuperà l’Aula. Ci sono le premesse (sulla carta) per travolgere ogni ostacolo.

Ma siccome il Cavaliere ha preteso e ottenuto le liste bloccate, in modo da scegliersi i suoi onorevoli, e in più una soglia di sbarramento al 5 per cento, con l’obiettivo di soffocare in culla il Nuovo centrodestra, aspettiamoci votazioni elettrizzanti.

I «partitini» le tenteranno tutte pur di far deragliare la riforma. Profitteranno dello scrutinio segreto per piazzare qualche masso sui binari. Ufficialmente nessuno chiederà di abbassare la soglia, perché suonerebbe come un’ammissione di debolezza. Tra l’altro la causa dei «nanetti» non è così apprezzata tra la gente. Per cui Alfano punterà su argomenti più popolari. Come cavallo di battaglia ha scelto le preferenze. «Che cosa vi costa», si è rivolto in tono accorato a Renzi e a Berlusconi, «far scegliere ai cittadini il loro deputato?». Sa che nel Pd sono in molti a pensarla come lui. È un chiaro segnale di rivolta.

Altra trappola, studiata da Quagliariello: contestare il premio di maggioranza. Così come lo vorrebbero Silvio & Matteo, sostiene il ministro, sarebbe incostituzionale. Per comprenderne la ragione, propone un esempio. Mettiamo che un partito della coalizione prenda il 24 per cento, e tre formazioni minori il 4 ciascuna. Per effetto dello sbarramento, solo il partito più grosso sarebbe rappresentato.

Ma grazie ai tre «portatori d’acqua» la coalizione arriverebbe al 36 per cento, sufficiente a conquistare il premio. Col risultato paradossale che quel partito del 24 per cento riuscirebbe ad accaparrarsi da solo oltre la metà dei seggi… Obietta Renzi quasi lavandosene le mani: «Lo sbarramento non l’ho voluto io, e nemmeno le liste bloccate. Abbiamo dovuto cedere a Berlusconi, altrimenti niente intesa. Se volete cambiare, okay, ma mettetevi d’accordo con lui…». Peccato che il Cavaliere desideri la soglia alta proprio per incassare i voti di Alfano, e dei Fratelli d’Italia, senza dare nulla in cambio. Figurarsi se cambierà idea.

La contromossa dei piccoli consiste nel proporre in commissione e poi in Aula che ai fini del premio vengano calcolati solo i voti trasformati in seggi, e gli altri no. Una maniera perfida per dire al caro Berlusconi: o accetti di abbassare la soglia, in modo da far posto ai nostri rappresentanti, oppure resterai vittima della tua stessa perfidia e il premio lo vedrai col binocolo… Forza Italia prova a tener duro. Brunetta ne fa una questione di lungimiranza: «Berlusconi vuole lo sbarramento nell’interesse dell’Italia. Può perdere qualche elettore per strada, è vero. Ma la storia insegna che gli atti di generosità alla lunga vengono premiati».

Di certo, tra ricatti e controricatti, la maggioranza teorica Pd-Forza Italia non è così al sicuro . Ecco perché Renzi e il Cavaliere stanno tentando di recuperare quantomeno la Lega.

Nel suo caso, verrebbe introdotta un’eccezione. La soglia nazionale non scatterebbe, qualora il Carroccio riuscisse a superare il 10 per cento nelle regioni della Padania. Circa i dettagli, nel pomeriggio sapremo.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.