D’Alema, assist all’amico Silvio: “A settembre verifica di governo. Esecutivo a termine.”

dalemix silviuccio

In un’intervista all’Unità, l’amico di sempre (di B.) Massimo D’Alema, anche detto l’inciucione, spara a pallettoni contro Letta e mina la sua già precaria stabilità. “A settembre verifica di governo”, tuona baffetto. Che tradotto in termini pratici significa testare la maggioranza e iniziare a prenderla a spallate finché non cade. Del resto, Massimo dixit, “questo è un esecutivo a termine”. E per salvare l’amico di sempre bisogna stringere i tempi.

 

A chiedere una verifica di governo è un ex presidente del Consiglio. Massimo D’Alema in un’intervista all’Unità dice: “Serve una verifica seria. Si faccia il punto, si fissino le premesse e a settembre si formalizzino. Si deve precisare la mission di questo governo” spiega, “senza che nessuno possa proporre riforme estranee al programma, com’è il caso di quella riguardante la giustizia“.

L’ex leader dei Ds detta anche le regole secondo le quali questo dovrebbe avvenire: “Si parta dall’economia, si combatta la disoccupazione e si solleciti una rinnovata e vigorosa azione Europea. Nessuno spazio per la riforma della giustizia invece. Si deve precisare la mission di questo governo, stabilendo i tempi e le priorità su cui esso deve concentrare la sua azione, senza che nessuno possa proporre riforme estranee al programma, com’è il caso di quella riguardante la giustizia“.

E sull’esecutivo Letta ha le idee chiare e le esplicita all’Unità:  “Questo è un governo di necessità ed è un governo di scopo. Non di pacificazione, o chissà cos’altro. È un governo nato dall’emergenza e che ha finalità molto precise e circoscritte: accompagnare e sostenere una possibile ripresa dell’economia, combattere la disoccupazione, anche sollecitando una una rinnovata e vigorosa azione Europea. E il Paese ha bisogno di stabilità e tornare a votare senza aver cambiato la legge elettorale sarebbe un atto folle. Non possiamo ridurci ad essere semplicemente i guardiani di una stabilità sempre più traballante sotto i colpi del Pdl, che appare prigioniero di un rapporto di tipo carismatico-proprietario nei confronti di Berlusconi“.

Da ex presidente del Consiglio è convinto che “ai fini della vita del governo, è necessario che ci sia un’intesa sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale, e se dovesse riaprirsi una disputa sul presidenzialismo, verrebbero meno le condizioni per andare avanti“.

E sul Pd specifica che il partito debba ripensarsi quale “forza fondamentale attorno a cui costruire un nuovo centrosinistra, le alleanze politiche sono indispensabili, e dovremo ritesserle sia guardando a sinistra che al centro“.

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