Crocetta :”La Sicilia ripudia la Mafia”, ma è meglio farlo in silenzio (secondo il Pdl)

la sicilia ripudia la mafia

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.” Era questo l’invito del magistrato simbolo della legalità, Paolo Borsellino.

 

Il non tacere e il denunciare, l’informare, il prendere una posizione attraverso la voce e la comunicazione. Perché il silenzio è il fratello dell’omertà, il velo che copre la criminalità. Una piaga che colpisce tutta il Paese, ma che ha il suo fulcro nella Sicilia, palcoscenico delle stragi di Cosa Nostra, culla che ha ospitato i più grandi eroi antimafia d’Italia. La terra di Riina, Provenzano, Messina Denaro. Ma anche la terra di Falcone, Borsellino, Chinnici. La terra dei giusti, di coloro che ripudiavano la mafia.

Per questo il governatore Rosario Crocetta aveva deciso, nei mesi scorsi, di inserire proprio quell’espressione, “La Sicilia ripudia la mafia”, all’interno dello Statuto della regione. Un segnale chiaro, inequivocabile. Come a dire: “c’è, ma noi la combattiamo”.Sarebbe stata una bella rivoluzione, avrebbe implicato un definitivo cambio di rotta e un impegno in prima linea. Ma, evidentemente, non voluto.

Già, perchè su quella frase s’è scatenato il finimondo. Il centrodestra non ce la vuole, all’interno del documento: sostiene che, così, si vada a legittimare Cosa Nostra. Che la parola “mafia” sporchi un atto tanto importante, fonte prima delle leggi dell’isola. Insomma: meglio evitarla, fingere che non esista, evitare di nominarla per non darle consistenza. Meglio non chiamare le cose con il proprio nome. Quando si attribuisce una definizione, si determina il soggetto e lo si mette in chiaro, lo si porta alla luce e, a quel punto, si corre davvero il rischio di doverlo combattere. Un pericolo che, evidentemente non si vuol correre. E se da una parte potrebbe, forse, per qualcuno, essere comprensibile il non voler dar spazio nell’ambito legislativo alla criminalità organizzata, dall’altra l’impedire l’utilizzo della parola è violenza, è complicità, reverenza, ignavia. Ma è anche e soprattutto mafia.

Non importa: i parlamentari regionali si sono incartati. Il Pd la metterebbe anche, giusto per dimostrare che ormai Cosa Nostra è storia antica, il Movimento Cinque Stelle si dice favorevole, ma il Pdl resiste. Soprattutto, ancor più grave, resiste all’interno della Commissione antimafia. La modifica, d’altra parte, per essere compiuta, deve passare con la maggioranza alla Camera e al Senato, in commissione affari istituzionali e antimafia, prima di tornare a Palazzo dei Normanni per essere approvata. Probabilmente, qui, non ci tornerà mai. A meno che non la si ponga diversamente: “La Sicilia ripudia la mafia…che non esiste.

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