Crisi economica, l’Europa alza la voce:” L’Italia garantisca stabilità politica”. Messaggio a B.?

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Partendo dal commissario europeo per gli affari economici, finendo al coordinamento dei ministri dell’Economia, tutti ci chiedono stabilità politica per risolvere i problemi economici. E Letta lancia un messaggio distensivo: il debito è la nostra prima preoccupazione. Silvio Berlusconi può quindi dormire sonni tranquilli.

 

La richiesta che ci arriva dall’Europa sembra essere unanime: stabilità politica per la ripresa economica. L’appello è stato lanciato prima dal commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn. Poi il presidente dell’Eurogruppo (cioè il coordinamento dei ministri dell’Economia) Jeroen Dijsselbloem. Tutti in Europa chiedono all’Italia stabilità politica.

Gli ultimi dati economici sull’Italia non sono buoni – dice Rehn – per assicurare il ritorno della ripresa è essenziale la stabilità politica”. Secondo il commissario europeo all’Economia “l’Italia è scossa da turbolenze politiche, siamo tutti consapevoli che il governo di recente ha preso chiari impegni e sta andando avanti, ma ora è importante che eviti l’instabilità politica e si concentri sulle riforme economiche, perché questo è quello che le serve. Soprattutto “perché abbiamo visto gli ultimi dati dell’Italia che non sono buoni”, cioè il calo del Pil del secondo trimestre (-0,2%) chel’Eurostat ha pubblicato di recente”.

 E il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem aggiunge: “Per l’Italia la cosa più importante è la stabilità politica”.

Tocca quindi al presidente del Consiglio Enrico Letta dare la risposta che in Europa vogliono sentire. Lo ha fatto durante il suo intervento alla Settimana sociale dei cattolici italiani, in corso a Torino: “Il debito è un incubo per chi governa il Paese in questo momento, – Il debito è mangiarsi il futuro, vuol dire risolvere i problemi di oggi con le risorse dei nostri figli”.

Il capo del governo aggiunge che “il debito è il primo problema di questo Paese. Ma per pagare i debiti bisogna essere credibili, perché nessuno ci compra il debito se non lo siamo. Ma se non ci comprano il debito, non ce la facciamo. Dobbiamo creare le condizioni per cui ci sia fiducia una fiducia che deve venire dalle politiche del welfare, dai temi legati all’economia, dal fatto di combattere la disoccupazione giovanile. Se non torniamo ad avere una dinamica demografica diversa, non ci sarà la dinamica della fiducia. E il nostro Paese si salverà solo con la fiducia”.

E così arriva anche il messaggio a Silvio Berlusconi: sarai salvo, il governo non cadrà.

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