Cosentino intercettato, messaggi a Silvio: “Berlusconi mi dia quello che voglio altrimenti…”

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Conchita Sannino su Repubblica riporta le nuove intercettazioni su Cosentino, depositate al Riesame di Napoli. E vengono fuori i “messaggi” dell’ex senatore campano nei confronti di un Berlusconi considerato ormai poco più di un cretino: “Mi dia quello che voglio altrimenti….”

 

Nicola Cosentino e il drappello dei suoi fedelissimi in Senato non volevano arrendersi. Mandavano ultimatum al Cavaliere attraverso Denis Verdini. Chiedevano la candidatura alle europee per Nicola e le poltrone dei vari coordinamenti provinciali. Nick ‘o mericano ordinava ai suoi senatori: “Andate da Berlusconi 4 o 5 di voi, ditegli o si fa così oppure significa che noi ce ne andiamo, mo’ ormai i senatori valgono dieci volte tanto. O ci date tutti i coordinatori provinciali oppure qua va a picco tutto”. Non solo. Negli ultimi mesi elaboravano una strategia di dissenso da Forza Italia “su scala nazionale”, immaginavano un gruppo “di 24, 25 senatori” nelle chiacchierate con Raffaele Fitto, si confrontavano proprio con l’attuale capolista Fi nel Mezzogiorno, sulle fratture esplose nel partito del Cavaliere.

Trenta pagine fitte di conversazioni; tutte recentissime, datate gennaio, febbraio o marzo scorso. Cosentino al telefono con D’Anna, con l’inseparabile “socio” Denis Verdini, con Daniela Santanché. Sono i nuovi atti depositati al Riesame di Napoli dai pm Antonello Ardituro, Francesco Curcio e Fabrizio Vanorio per dimostrare che l’ex sottosegretario Pdl deve restare in carcere e che il suo potere non è finito.

A detta del senatore Enzo D’Anna che chiedeva la vicinanza del parlamentare pugliese al caso Campania, Fitto li sosteneva e caricava, mentre ancora combatteva le resistenze del Cavaliere, e soprattutto del suo nuovo entourage, per conquistare la cima della lista sud alle europee. “Dopo il 10 aprile – avrebbe promesso Fitto, secondo ciò che riferisce D’Anna a Cosentino – Digli a Nicola che qui cambia tutta la strategia. Che, se ce ne andiamo adesso, questo ci fa passare per traditori e facciamo la fine di Alfano”. E Nicola, ascoltanto al telefono, approvava: “Ah no, quella non la dobbiamo fare”.

Numerosi gli sfoghi anche con la Santanché, la quale gli dice: “Ma io lo so che tu sei un uomo con le p… Lo hai dimostrato con quello che hai fatto finora. Perciò allora tu devi andare lì, da Berlusconi, e devi dirgli chiaramente in faccia come stanno le cose… Perché chi vuole bene a Berlusconi deve preservarlo da errori catastrofici, perché se no qua tra un po’ non ci ritroveremo più nessuno. Perché Berlusconi può anche avere intorno dei cretini, ma lui non è cretino”.

E Nicola adirato: “Ma io non riesco a incontrarlo, non me lo passano neanche al telefono … La sua corte me lo proibisce”. In un’altra conversazione, l’instancabile Cosentino torna sull’argomento e spiega con una chiara metafora il suo allontanamento dal cerchio magico. “A Dudù non sto simpatico…dice che non mi vuole molto bene”.

E ride al telefono, alludendo in maniera inequivocabile al rapporto conflittuale che ormai lo oppone a Francesca Pascale, la first girl berlusconiana, napoletana, già consigliere provinciale a Napoli ai tempi di Cosentino “regnante”: come deputato, come leader regionale e come sottosegretario al fianco di Tremonti.

Tempi lontanissimi. Oggi è enorme, e pubblica, la distanza che separa l’allora potente proconsole campano dall’attuale fidanzata del Cavaliere. Proprio nella sua prima intervista politica a Repubblica, del 20 marzo scorso, Francesca Pascale aveva puntato il dito contro Cosentino, a suggellare il no contro l’ipotesi di un suo rientro: “Cosentino con il suo atteggiamento sta imbarazzando tutto il partito”, scandì Francesca. Scatenando così l’ira pubblica di Cosentino. Intanto, Nick era alla vigilia di un altro arresto e non lo sapeva.

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