Condannato per evasione, riceve l’agibilità politica: parte la campagna elettorale di Silvio B.

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L’analisi di Francesco Bonazzi per Dagospia è tanto semplice quanto illuminante: signori e signore sta per partire la campagna elettorale di Silvio Berlusconi. Che dopo essere stato condannato in via definitiva riceve una pena ridicola e ottiene l’agibilità politica per fare quello che gli pare. Perché la legge è uguale per tutti.

 

E’ “socialmente pericoloso” e “insofferente alle regole dello Stato”. Però è anche un cittadino che “vuole cambiare”. Per il Tribunale di Milano, Silvio Berlusconi è una mezza scommessa. L’altra mezza è di Matteo Renzi, che insieme a lui cambierà “le regole”. E che regole! La legge elettorale e i compiti del Senato, come confermato nell’incontro di ieri sera.

Dunque ieri era il giorno della decisione del Tribunale di Sorveglianza e il capo di Forza Italia è finito a fare l’assistenza agli anziani una volta a settimana. Soddisfatti gli avvocati del Banana, anche se dovrà farsi 40 chilometri di auto per andare a fare 4 ore di “volontariato” alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone. La famosa “agibilità politica”, ultima fantasia del dibattito pubblico italiano di cui tanto si è starnazzato nei giorni scorsi, alla fine è stata più che garantita da queste toghe di spiccata magnanimità (D’Alema, che deve sempre dire cose simpatiche, ha fatto notare che i normali cittadini “vanno in prigione per reati minori”).

Il proprietario di Forza Italia potrà recarsi a Roma dal martedì al giovedì, con rientro ad Arcore entro le 23 del giovedì stesso. Per andare in altri posti, ad esempio per fare un comizio in Piemonte o in Sicilia, dovrà chiedere un permesso. E non potrà frequentare pregiudicati o tossicodipendenti. Insomma niente visitine di Dell’Utri (che tanto è in Libano), Previti, Ciarrapico, Bossi, Grillomao, Sallustioni e Mulè.

L’ex Cavaliere è più rilassato, adesso, e può concentrarsi su una campagna elettorale che comunque si presenta in salita, almeno stando ai sondaggi. Questi 10 mesi di affidamento in prova voleranno, tra elezioni europee e approvazione della riforma elettorale. Mentre sulla riforma del Senato l’accordo con Renzie è ancora da specificare meglio. Ma forse neppure Pittibimbo ha poi questa gran fretta, annunci a parte.

Sempre sul fronte del Senato, i maggiori problemi di Renzie sono come al solito nel suo partito, con Vannino Chiti che non intende ritirare la proposta alternativa, che prevede senatori eletti e dimezzamento anche del numero di deputati.

Intanto, il giorno dopo le nomine nelle partecipate del Tesoro, la Borsa bastona la nouvelle vague renziana, specie in Finmeccanica. Piazza Affari ha perso il 2,3%, con Finmeccanica che ha ceduto il 5,2% su timori che Mauro Moretti non faccia le cessioni promesse dal predecessore Pansa. Male anche Enel (-2,3%) e Terna (-1,5%), mentre il piccolo guadagno di Eni (+0,38%) sembra dire che la scelta di Claudio Descalzi è vista come di massima continuità rispetto alla gestione Scaroni.

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