Casta, spese pazze in Sicilia: 97 indagati

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Secondo le indagini della procura di Palermo, i fondi destinati ai partiti usati dai politici per acquistare di tutto.

 

Cravatte griffate, borse di lusso, biancheria intima, soggiorni in alberghi lussuosi, gioielli e preziosi, sono solo alcune delle spese pazze dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana e finite al centro dell’inchiesta della procura di Palermo sull’uso distorto dei fondi pubblici. Secondo le indagini delle Fiamme Gialle, infatti, numerosi deputati regionali siciliani invece di svolgere attività politica con i fondi destinati al funzionamento dei gruppi parlamentari avrebbero acquistato di tutto per scopi privati. 

Nel registro degli indagati della procura del capoluogo siciliano così sono finiti 97 esponenti politici, tra cui 83 parlamentari siciliani della scorsa legislatura, alcuni rimasti in carica, e 14 consulenti e dipendenti dei Gruppi. Tra di loro figurano esponenti di primo piano come l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio e anche l’ex deputato del Pd responsabile del Welfare nella segreteria formata da Matteo Renzi, Davide Faraone. La procura inoltre ha notificato tredici avvisi di garanzia agli ex capigruppo responsabili dei fondi.

Le indagini proseguono  – Secondo la procura le spese finanziate ai gruppi dell’ars sono circa 13 milioni all’anno, ma le indagini avrebbero accertato che il 50 per cento di queste sono risultate illegittime. Gli indagati saranno chiamati in procura nei prossimi giorni e si dovranno presentare davanti ai magistrati che indagano sul caso per dare la loro spiegazione dei fatti.

Ovviamente gli importi contestati a ogni singolo esponente politico variano molto da caso a caso e si va da poche centinaia di euro a oltre 40mila euro. Ad ogni modo, come spiegano fonti della procura, l’inchiesta potrebbe essere solo l’inizio e non è escluso che l’indagine si allarghi.

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