Casta, altri due arresti in Sardegna. Non c’è regione che si salva, ecco la mappa degli sprechi

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Con i due arresti di questa mattina il mosaico delle spese pazze nei consigli regionali italiani si aggiorna. In manette i pidiellini sardi Mario Diana e Carlo Sanjust che vanno a chiudere una mappa degli sprechi che coinvolge 16 consigli regionali su 20 ed è in continuo aggiornamento.

 

SARDEGNA

Si allarga anche alla Sardegna lo scandalo delle spese pazze che riguarda ormai sedici regioni su venti. E’ nella mattinata di oggi che sono stati arrestati Mario Diana, ex capogruppo Pdl e ora alla guida di “Sardegna è già domani”, e Carlo Sanjust (Pdl).

Le manette  sono scattate ad opera dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Cagliari. L’inchiesta  che li vede coinvolti è la seconda sul presunto uso illecito dei fondi ai gruppi in Consiglio nella scorsa legislatura. Diana è stato portato nel carcere di Oristano, mentre Sanjust a Cagliari Buoncammino. 

Il provvedimento restrittivo è arrivato dopo che nei giorni scorsi erano stati perquisiti casa e ufficio dei due consiglieri. L’unico particolare che emerge dallo stretto riserbo dal quale è avvolta la vicenda è che l’indagine si riferisce alla scorsa legislatura consiliare.  In attesa di novità andiamo però a vedere cosa succede nelle altre regioni dove sono in corso indagini simili,

EMILIA ROMAGNA

L’ultima in ordine di tempo è l’inchiesta sull’Emilia Romagna. In realtà gli inquirenti indagano in più direzioni. In primis le carte sparite dagli uffici Idv fino a quelle sul presidente Vasco Errani, accusato di falso ideologico per aver favorito il fratello. A Bologna tutto comincia ad emergere nel 2012. Nelle interviste ci sono quelle del Pd, M5S, Sel, FDS, Lega e Udc. Il consigliere del Pdl Alberto Vecchi è già stato rinviato a giudizio per truffa: deve rispondere degli 80mila euro di rimborsi chilometrici ricevuti dopo aver spostato nel 2006 la residenza da Bologna a Castelluccio di Porretta Terme, a 60 km dal capoluogo. Nel mirino, anche le auto blu del presidente dell’assemblea legislativa, Matteo Richetti (Pd).  La lente della magistratura sta scandagliando il budget regionale a partire dal 2005. Sotto inchiesta  tutti i capigruppo alla Regione.

PIEMONTE

In Piemonte le spese pazze sono coperte da immunità. Secondo i giudici rientrano nell’esercizio delle funzioni dei consiglieri. La conseguenza è che non sarà facile estendere i controlli sui rimborsi agli anni precedenti. E sarà quasi improbabile chiederne anche la documentazione.

La decisione, che risale al luglio scorso, è della Corte dei Conti piemontese. Che oltre a non permettere alla procura di esaminare le spese dei consiglieri regionali dal 2003, boccia anche l’istanza del procuratore contabile Corrado Croci. Nell’inchiesta penale sono 56 i consiglieri indagati per peculato compreso il presidente della Regione Roberto Cota.

CALABRIA

Era lo scorso maggio quando 13 politici regionali sono stati indagati dalla procura per peculato, falso e truffa. Nel mirino degli inquirenti ci sono il neo senatore Giovanni Bilardi, ex capogruppo della ‘lista Scopelliti’, e l’ex governatore di centrosinistra della Calabria Agazio Loiero. Le spese pazze contemplate nell’inchiesta sono riferire al periodo 2010.2012.  Nel quale ogni gruppo ha gestito 4.462.000 euro ogni anno, sino a dicembre 2012.  Il Quotidiano della Calabria sostiene che al vaglio della Corte dei conti ci sono fatture, buoni acquisto e scontrini che certificano qualsiasi spesa inutile. Figurano pure gli omaggi gastronomici ai parenti del defunto e i profumi.

LAZIO

Nuovi accertamenti di natura patrimoniale spuntano sui conti dei 13 ex consiglieri del Popolo della Libertà in Regione.

Dopo gli scandali Fiorito e Maruccio la Procura di Roma allunga di un paio di mesi la chiusura dell’indagine sulla presunta appropriazione di fondi pubblici destinati ai gruppi della Pisana. E Batman Fiorito? Lo scorso 27 maggio è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per la presunta appropriazione di un milione e 300mila euro di fondi pubblici e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Lo scandalo fece saltare la testa dell’ex presidente della Regione Renata Polverini. Fiorito per ora non è in carcere.

UMBRIA

In Umbria è in corso il processo a carico del presidente del consiglio regionale Eros Brega. Che è imputato per peculato, falso ideologico, calunnia e concussione. Le ipotesi di reato sono legate alle spese relative al quadriennio 2000- 2004 per gli eventi valentiniani. In quegli anni era assessore al comune di Terni. A suo carico pranzi elettorali, soldi a una pasticceria e assegni opachi. Il processo avverrà con rito immediato.

 LOMBARDIA

Qui le indagini sono partite nel dicembre del 2012. Nel mirino i pranzi dei consiglieri della Lega e del Pdl della passata legislatura. Indagati anche Renzo Bossi e Nicole Minetti. Subito dopo l’inchiesta si è allargata anche ai consiglieri del Partito Democratico. Nel maggio 2013 la Corte dei Conti ha messo tutto nero su bianco. Guida la classifica dei rimborsi non dovuti la Lega Nord, a cui vengono contestate spese per 597.525 euro in un solo anno; seguono il Pdl, con 297.721 euro, l’Udc con 48.886 euro, il Pd con 46.256 euro, l’Idv con 12.365 euro, Sel con 10.308 euro e, infine, il Partito pensionati (che conta un solo consigliere) con 827 euro. Le spese non giustificate, o giustificate con generiche indicazioni, sono state ritenute illegittime.

BASILICATA

Due assessori e un consigliere in carica sono finiti agli arresti domiciliari nello scoro mese di aprile. Si tratta di Vincenzo Viti del Pd, Rosa Mastrosimone Idv e Nicola Pagliuca capogruppo Pdl.

Qui sono le spese di ristorazione al centro di tutto: agli atti figurano numerose ricevute ‘gonfiate’ provenienti da ristoranti ma con un numero in più davanti al conto: da 23 a 230 euro, da 86 a 386, da 92 a 292, e avanti così. In tutto, ci sono 48 indagati.

Nell’inchiesta, però, finisce anche il nome del governatore Vito De Filippo, esponente del centrosinistra, per l’acquisto ‘sospetto’ di 3.840 euro di francobolli. Il consiglio regionale è stato sciolto: si dovrà tornare a votare il 17 e 18 novembre prossimi.

LIGURIA

Era lo scoro tre ottobre quando la Guardia di finanza irrompe nell’ufficio di presidenza del consiglio regionale. Sotto inchiesta le spese folli da parte dei consiglieri tra il 2011 e il 2012. Alcuni di questi avrebbero usato i soldi destinati all’attività del gruppo per spese personali. I nomi finiti nell’inchiesta sono quelli del presidente Rosario Monteleone (Udc) e dei due vicepresidente vicari Michele Boffa e Luigi Morgillo (Pdl) degli anni 2010-2011-2012. L’indagine, avviata nel 2012, aveva già portato a cinque avvisi di garanzia a marzo 2013. Un altro filone di indagine è sulle sole spese dell’Idv: a gennaio erano partiti 4 avvisi di garanzia. Nei mesi successivi, invece, sono stati notificati i primi inviti a comparire.

SICILIA

Dodici mesi fa il presidente dell’Ars Francesco Cascio si è presentato spontaneamente in procura a Palermo. Consegnando la documentazione riguardante le spese dei gruppi parlamentari che ammontano a 12,6 milioni di euro per il solo anno 2012.

Gli inquirenti hanno ritenuto utile approfondire la questione delle auto di grossa cilindrata oltre che i regali di nozze.  A dover giustificare il tutto sono i capigruppo del Pd (Antonello Cracolici), del Pdl (Giulia Adamo), del Mpa (Francesco Musotto) e del Pid (Rudy Maira).

MARCHE

Qui l’inchiesta parte nel 2011 e ci stanno lavorando la Guardia di Finanza di Ancona e la procura. A breve dovrebbero essere comunicati i risultati dell’inchiesta su documenti che vanno dal 2008 al 2001.Si tratta di 389 mila euro spese da circa 40 consiglieri regionale. Le fiamme gialle stanno verificando tutto: fatture, scontrini, bolle e ricevute.

FRIULI VENEZIA GIULIA

La procura di Trieste ha chiesto il proscioglimento per il presidente del consiglio regionale Franco Iacop del Pd. L’indagine a suo carico riguardava tre ricevute di pernottamenti in albergo che riguardavano anni risalenti al 2011 e al 2012. Per una spesa complessiva di 600 euro in Tirolo, a Trieste e Milano. La procura di Trieste oggi prosegue nelle verifiche di altri scontrini e ricevute, tanto che la lista degli indagati continua ad allungarsi. Tra i nuovi nomi, anche quelli di cinque consiglieri della nuova legislatura, targata Serracchiani.

MOLISE

In Molise la novità è del luglio scorso. I primi avvisi di garanzia della procura di Campobasso arrivano ai consiglieri regionali in carica nella legislatura 2006-2011. Le accuse principali riguardano peculato e truffa. Dietro agli avvisi di garanzia ci sarebbe l’uso improprio di denaro pubblico destinato ai partiti per un totale di due milioni e mezzo di euro all’anno. Si parla di spese che riguardano le cene, i casinò e i night e la lap dance. La commissione anticorruzione del Molise si è rivolta alla Corte dei conti per chiedere l’avvio della procedura per danno erariale di natura non patrimoniale, connesso alla lesione dell’immagine della pubblica amministrazione.

CAMPANIA

Qui la situazione è più complessa. Infatti dopo l’arresto per truffa aggravata del consigliere del Pdl Massimo Ianniciello il colpo di scena si è verificato lo scorso luglio. Il ciclone della magistratura ha coinvolto circa sessanta consiglieri dell’assemblea legislativa. A vario titolo devono rispondere di peculato insieme ai tre parlamentari Umberto Del Basso De Caro del Pd ed e di Eva Longo e Domenico De Siano del Pdl.

In maniera poco chiara sarebbero stati bruciati 2,5 milioni di euro. Questi i gruppi indagati: ‘Caldoro Presidente’ (ma l’avviso di garanzia non ha raggiunto il governatore Stefano Caldoro), Pdl, Pd, Udc, Udeur, Noi Sud, Moderati, Centro democratico e tutta la vecchia Idv, oggi nel Misto.  Negli atti dell’indagine risulterebbe che questo tesoretto di soldi pubblici sarebbe stato utilizzato per spese personali, feste di compleanno, un cenone di capodanno, giocattoli, cialde del caffè, 11mila euro solo per bar e pasticceria, occhiali da vista, tintura per capelli, farmaci e sigarette. Un esponente del gruppo Misto che si giustifica portando alla Finanza la ricevuta della Tarsu, cioè la vecchia tassa sui rifiuti.

TRENTINO ALTO ADIGE

Un anno fa la procura di Bolzano indagava per peculato l’ormai ex governatore alto atesino Luis Durnwalder. La Corte dei Conti ha scandagliato le spese dal 1994 in poi. Nel mirino della procura è finita la gestione di 72mila euro l’anno che costituiscono i fondi riservati al presidente della Provincia.

La cifra complessiva ammonta a 1 milione e 653mila euro. Secondo l’accusa Durnwalder avrebbe speso soldi pubblici per pagare (l’Ici), per le sue case, il canone Rai e l’iscrizione all’albo dei giornalisti.

VALLE D’AOSTA

Le indagini degli inquirenti che riguardano sei gruppi partono dal 2009. I reati ipotizzati sono finanziamento illecito ai partiti e peculato: in alcuni casi i fondi destinati ai gruppi sarebbero stati versati al partito di riferimento.

Le posizioni dei personaggi coinvolti – dei gruppi Union Valdotaine, Federation autonomiste, Stella Alpina, Pdl, Alpe e Pd – sono diverse l’una dall’altra, al pari delle. Tra gli acquisti che hanno alimentato dubbi, anche alimenti, premi per la Festa democratica e il pagamento dei contributi previdenziali dei consiglieri.

 

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