Carceri sovraffollate, passa il disegno di legge del Pd: ma si rischia di vanificare diversi processi

carceri sovraffollate casino pd

Con i soli voti contrari del Movimento Cinque Stelle, della Lega Nord e di Fratelli d’Italia è stato approvato alla Camera il disegno di legge sulle nuove misure carcerarie. I voti sono stati 357 sì, 123 no e un astenuto. A favore hanno votato Pdl, Pd, Scelta Civica e Sinistra Ecologia e Libertà. Ma così si rischia di non condannare più gli imputati che si danno per irreperibili.

 

Alcuni finora hanno messo in evidenza che per alcuni reati, come il maltrattamento in famiglia e alcune misure di violenza sessuale “di lieve entità”, si rischia di vedere fuori dal carcere condannati pericolosi se il giudice non riesce a ben valutarne la reale natura criminale. Tutto questo perché per reati inferiori che prevedono pene fino a 4 anni di reclusione si possa decidere discrezionalmente di far rimanere i condannati agli arresti domiciliari.

Certo è che si risolverà il problema del sovraffollamento carcerario ma ci sono anche altri aspetti del disegno di legge che vanno considerati. Come quello della sospensione del processo nei confronti degli imputati irreperibili che di fatto accorcia i tempi di prescrizione dei reati.

PROCESSO CON IRREPERIBILI: SI CONTINUA ANCHE IN ASSENZA DELL’IMPUTATO

E’ tutto scritto all’interno del capo C del disegno di legge che per essere adottato dovrà passare prima al Senato.

All’articolo 419 del codice di proceduta penale ora in vigore si dice che l’imputato, qualora ne sia accertata la contumacia, verrà giudicato anche in sua assenza. Quando invece il testo di legge sarà adottato la normativa verrà così sostituita: Se l’imputato, libero o detenuto, non è presente all’udienza e, anche se impedito, ha espressamente rinunciato ad assistervi, il giudice procede in sua assenza. Salvo quanto previsto dall’articolo il giudice procede altresì in assenza dell’imputato che nel corso del procedimento abbia dichiarato o eletto domicilio ovvero sia stato arrestato, fermato o sottoposto a misura cautelare. Ovvero abbia nominato un difensore di fiducia, nonché nel caso in cui l’imputato assente abbia ricevuto personalmente la notificazione dell’avviso dell’udienza ovvero risulti comunque con certezza che lo stesso è a conoscenza del procedimento o si è volontariamente sottratto alla conoscenza del procedimento o di atti del medesimo.

Tutto questo significa che il processo va avanti lo stesso e si potrebbe arrivare alla condanna anche senza che la persona imputata possa assistere al processo. La giustizia, come sappiamo, in Italia è ancora molto lenta.

Continuare anche ad imputato assente significa automaticamente che i termini di prescrizione dello stesso si accorciano notevolmente. Perché oggi in assenza dell’accusato, quando il difensore chiede il rinvio del processo durante tante udienze, il giudice decide anche di sospendere i termini di prescrizione.

Cosa succederebbe invece se il dibattimento andasse avanti? Che l’istituto di interruzione si blocca e il reato si estingua prima. E in casi di processi per reati contro la pubblica amministrazione dove è entrata in vigore la prescrizione breve è concreto il rischio di non essere mai giudicati per i reati di cui si è stati accusati.

NON SOLO PRESCRIZIONE: ANCHE IL RISCHIO DI STAGNAZIONE DELL’UDIENZA E’ CONCRETO

Procedere in assenza dell’imputato alle udienze può essere controproducente anche sotto un altro aspetto.

Infatti,  nel corso del giudizio di primo grado, l’imputato ha diritto di formulare richiesta di prove ai sensi dell’articolo 493 del codice di procedura penale. Ferma restando in ogni caso la validità degli atti regolarmente compiuti in precedenza, può altresì chiedere la rinnovazione di prove già assunte.

Tutto questo significa che se la persona da giudicare, in un primo tempo assente poi si presenta in aula e chiede la novazione degli atti a sua discolpa, il processo potrebbe essere allo stesso modo prolungato e non chiudersi in tempi brevi.

Insomma tanta confusione in un disegno di legge che rischia non soltanto di tenere fuori dal carcere i condannati per reati non gravi. Ma che potrebbe seriamente mettere a rischio anche lo svolgimento dei processo in corso portandoli a concludersi prima di quanto accade adesso.

C’è tuttavia un ultimo aspetto da non sottovalutare. L’articolo 9 del testo di legge dice che  “Nei casi in cui si sia proceduto in assenza dell’imputato, se vi è la prova che si sarebbe dovuto provvedere a rinviare l’udienza, il giudice dichiara la nullità della sentenza e dispone il rinvio degli atti al giudice di primo grado”. Il magistrato può anche annullare il dispositivo e disporre la restituzione degli atti al giudice di primo grado qualora l’accusato provi che l’assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo di primo grado.

In questo caso la macchina giudiziaria, a causa forse di un eccessivo garantismo, andrebbe in default e rischierebbe di lasciare senza sentenza tantissimi procedimenti senza accelerare per nulla il sistema. 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.