Calabria: le negano il titolo di onorevole e lei, garante per l’infanzia, si vendica sui bambini

calabria si vendica sui bambini

Marilina Intrieri, ex deputato dell’Ulivo, ha risposto con sdegno al funzionario della Prefettura di Crotone che aveva intestato i documenti per la visita soltanto con il titolo accademico. La sua risposta: lo Stato deve rispettare il protocollo. E così il Garante per l’infanzia della Regione Calabria si rifiuta, almeno per il momento, di garantire che i bambini richiedenti asilo ospitati a Isola di Capo Rizzuto, siano ospitati nel migliore dei modi.

 

Nell’Italia dei paradossi, delle carte bollate e della burocrazia al di sopra di tutto accade anche questo: Marilina Intieri, ex deputato dell’Ulivo durante la legislatura 2006-2008 e attuale Garante per l’infanzia della Regione Calabria, ha rispedito al mittente i documenti che  il funzionario della Prefettura di Crotone le aveva inviato per autorizzarla a visitare il centro accoglienza e richiedenti asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto.

Il motivo è semplice quanto assurdo: davanti al suo nome era indicato solo il titolo accademico ma non quello di onorevole. Per questa circostanza, di natura prettamente burocratica, ha bloccato la visita della struttura che ospita bambini immigrati. E non ha svolto uno dei compiti principali per i quali è stata nominata dal presidente del consiglio regionale. Nella comunicazione ufficiale, come riporta la redazione di Articolotre.com la dottoressa Intrieri stigmatizza il presunto reato di “lea maestà”, perpetrato ai suoi danni.

“Le restituisco le lettere (…) che mi ha inviato perché voglia cortesemente integrarle col pertinente titolo istituzionale – scrive Intrieri, senza nascondere il suo risentimento – Ho constatato, infatti, dalla lettura delle note a sua firma che mi viene attribuito il titolo accademico (verosimilmente “dottoressa”, ndr)e non anche quello di onorevole che mi compete nella mia qualità di deputato della XV legislatura”.

La garante non si dice per nulla pentita del gesto: : “Confermo tutto e aggiungo pure che un’articolazione dello Stato deve rispettare quanto impone il protocollo. Il titolo “onorevole” rimane anche quando non si riveste più l’incarico di parlamentare”. 

Nell’ottobre dello scorso anno un episodio simile aveva creato non poco clamore. Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, si rivolse al prefetto di Caserta, Carmela Pagano, chiamandola “signora” e non “signora prefetto”. A quel punto l’allora prefetto di Napoli, Andrea De Martino, perse le staffe pretendendo dal sacerdote “il giusto rispetto”per la rappresentante del governo. Il video dell’accaduto fece il giro del web scatenando una pioggia di attestati di solidarietà nei confronti del prete.

E i diritti dei bambini che dovevano essere garantiti dalla visita della “onorevole”? Sono andati a farsi letteralmente benedire.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.