Berlusconi, oggi è il gran giorno. Dentro o fuori? Ma il Cav. continua ad attaccare i Pm

berlusconi oggi è il gran giorno

Il Cavaliere ai gruppi parlamentari di Fi confessa la “paura” di essere arrestato. Nel frattempo per il deputato democratico (lettiano) “in un Paese normale si sarebbe aspettata la delibera della Corte sull’interpretazione della legge Severino” e con nuove prove dice di aspettarsi “una revisione del processo”. Le senatrici democratiche: “Parli di cose che sa”. Poi la retromarcia.

 

Silvio Berlusconi passa alleminacce: “La manifestazione di domani è solo l’inizio”. E quando si lanciano avvertimenti del genere è anche perché si ha paura. Il Cavaliere pare ormai terrorizzato dalla possibilità di essere colpito da misure cautelari. Di essere arrestato, insomma. Lo ha ripetuto anche ai gruppi parlamentari di Forza Italia: “Le Procure di Milano e di Napoli fanno a gara per agguantarmi”. Difficile che Berlusconi vada in carcere. Lo diceFranco Coppi, uno dei suoi avvocati, nella conferenza stampa coNiccolò Ghedini: “E’ irreale l’ipotesi di un arresto”. Ma anchePiercamillo Davigo, ex pm del pool di Mani Pulite e ora giudice in Corte di Cassazione, spiega: “Lui ha un’età per cui non si va in carcere salvo casi eccezionali”. La guerra del Cavaliere passa – una volta di più – dagli schermi televisivi. Lamanifestazione del 27 novembre, in contemporanea con la discussione della sua decadenza da senatore,  ”sarà un momento assolutamente legittimo e pacifico”, ma è anche vero che “quell’inizio” evocato sembra preludere a venti di guerra, dice a Canale 5 allaTelefonatadi Belpietro. Al quale ribadisce la volontà dinon dimettersi: ”Non lascerò il Senato prima del voto di domani”. Poi su Italia 1 conferma il valore legale dellenuove provearrivate dagli Stati Uniti, in grado, secondo l’ex capo del governo, di riaprire il processocostatogli lacondanna definitivaa 4 anni di carcere per frode fiscale. “Verrà presentato il ricorso non appena avremo tutte le testimonianze che sono state annunciate” ripete, riferendosi a quanto già anticipato ieri in conferenza stampa sull’esistenza di settenuovi testimoni. Testimoni che però sono già stati contraddetti in partenza dalle carte del processo. Nella conferenza stampa di oggi il professor Coppi ha molto ridimensionato lo scenario della revisione del processo Madiaset: “Non sappiamo neppure se presenteremo l’istanza”, ha spiegato. “Stiamo raccogliendo il materiale e valutando”.

E sempre in tv, non in aula, Berlusconi commenterà il voto che potrebbe mettere la parola fine alla sua ventennale carriera politica. Il leader di Forza Italia sarà infatti ospite allo speciale Porta a Porta in prima serata. Quanto al voto, molti degli ordini del giorno messi a punto per essere presentati in Aula (c’è tempo fino all’ ultimo momento) in contrasto con la relazione della Giunta per le Immunità che propone di non convalidare l’elezione di Berlusconi, sono stati firmati da senatori di Forza Italia e del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. “Mi hanno chiesto di farli firmare solo da senatori di Fi – racconta il forzista Giacomo Caliendo – ma non ero d’accordo. Così ho fatti girare gli ordini del giorno che avevo preparato anche tra i colleghi di Ncd che hanno subito aderito all’iniziativa”.

A tendere la mano al Cavaliere per un rinvio del voto sulla decadenza alla luce delle nuove rivelazioni provenienti dagli Usa, era stato ieri Pier Ferdinando Casini che aveva chiesto una pregiudiziale per “congelare” la votazione, subito esaltata dal senatore forzista Sandro Bondi. Ora, ad aprire uno spiraglio all’ex presidente del consiglio è il deputato Pd Francesco Boccia a Mix24 (Radio24) di Giovanni Minoli: “Se fosse così mi aspetto una revisione del processo come per qualsiasi altro cittadino – ha spiegato a proposito delle nuove carte sulla condanna di Berlusconi – In un Paese normale si sarebbe aspettata la delibera della Corte sull’interpretazione della legge Severino“. La retromarcia del presidente della Commissione bilancio arriva nel giro di due ore, ma suona poco convincente: “Non valutavo nel merito quelle carte”, ha spiegato ai giornalisti. Uno stop immediato arriva dal capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza: “La legge Severino è chiara: “Dopo il terzo grado di giudizio, in caso di sentenza dei condanna, si decade da parlamentare. Punto”. Nessuno spazio per un rinvio anche secondo il responsabile giustizia del Pd, Danilo Leva: “Irricevibile la proposta di Casini”, ha detto a Radio Città Futura.

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