Berlusconi fuori dal Senato, il saggio Violante tuona: “Silvio ha il diritto di difendersi.”

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Chissà perché le parole del saggio Violante sono passate quasi inosservate, a confronto dell’intervista di D’Alema, cui si è dato pieno risalto. Eppure il garantista per eccellenza, divenuto famoso per aver palesato nel 2003 in Parlamento gli inciuci con il pregiudicato Silvio, è stato chiarissimo: “Berlusconi ha il diritto di difendersi.” Come tutti del resto, ma vuoi vedere che sotto sotto gatta ci cova?

 

“Berlusconi, come qualsiasi altro cittadino ha diritto a difendersi”. A pronunciare queste parole è stato Luciano Violante, colui che viene ritenuto da alcuni l’anima garantista del Partito Democratico e nominato di recente “saggio” dal Presidente Napolitano. Tra l’altro “il garantista” è noto per il famoso discorso alla camera del 2003 dove si “vantava” di tutti gli accordi e favori fatti dal Pd a sua maestà Berlusconi.

Violante, da sempre sostenitore della non “eliminazione” giudiziaria di Berlusconi stavolta decide di fare dietrofront e in un intervista a l’inkiesta.it dichiara che “Qui c’è un sentenza passata in giudicato. E’ una sentenza di condanna. Credo che Berlusconi come qualsiasi altro condannato abbia il diritto di difendersi. Si difenderà, sentiremo le ragioni che porterà il relatore, sentiremo le ragioni che ci porterà Berlusconi a sua difesa e quindi decideremo”.

Certo è che, per uno che si è vantato di aver agito in favore di B. è difficile credere, quantomeno, che possa valutare con distacco la vicenda. Inoltre Violante continua dicendo che Alfano non può chiedere a priori che il Pd voti no alla decadenza del leader maximo del Pdl, anche se l’obiettivo degli uomini del Cav. è quello di mettere pressione alla giuria cercando in qualche modo di ammorbidirne le intenzioni. Visto e considerato che la minaccia più comune è quella di far cadere il Governo qualora ci dovesse essere la caduta di Berlusconi.

 Ma Violante risponde così : “Non credo che il governo cada, basta avere un po’ di sale in zucca per capire che sarebbe una sciocchezza enorme, anche per una questione di merito, visto che un governo che cade fa rialzare i tassi di interesse di debito pubblico, tutto quello che stiamo faticosamente facendo in questi mesi”.

Insomma il Pdl rinfaccia al Pd che se il governo cade è per colpa loro e pertanto chiedono un atto di responsabilità, mentre il Partito Democratico accusa a sua volta il Pdl che in caso di caduto l’atto irresponsabile è il loro. Due facce della stessa identica medaglia e nessuno che si voglia prendere la responsabilità del caos in cui è piombata la politica.

Una situazione di confusione che rischia di protrarsi se il Governo dovesse cadere e si andasse alle elezioni, come auspicato da Grillo, con questa stessa legge elettorale. Su quest’ultima ipotesi Violante ha ragione “Non cambierebbe nulla e avremmo come al solito un governo instabile”.

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