Berlusconi e l’interdizione, tra possibili rinvii e revisioni non si escludono sorprese

berlusconi rinvio possibile

Tra poco più di 24 ore la Giunta per le elezioni del Senato dovrà riunirsi per discutere di uno degli argomenti che hanno infiammato l’estate politica: la decadenza di Silvio Berlusconi. Tutto però fa pensare che il Cavaliere punti alla strategia del rinvio. Magari in attesa di quanto deciderà la Corte d’appello di Milano in merito all’interdizione dai pubblici uffici relativa al processo Mediaset. Che possa essere tutto rinviato oppure, caso possibile, che venga bocciata la relazione del componente Andrea Augello lo si può presupporre dopo una serie di eventi verificatisi in questi giorni. E intanto spunta l’ipotesi di revisione dell’intero processo Mediaset.

 

RIUNIONE DEL QUATTRO SETTEMBRE: TUTTO RINVIATO A DOMANI

Innanzitutto quanto accaduto il 4 settembre: quando l’ufficio di presidenza della Giunta ha dovuto rinviare tutto a domani alle 15. Quando è prevista la calendarizzazione dei lavori e, presumibilmente, la relazione di Andrea Augello del Pdl.

E i membri pidiellini in questo hanno molto più potere che nel voto stesso. Infatti per stabilire quale sarà il calendario dei lavori bisogna essere all’unanimità. Basta quindi che un solo componente dell’ufficio di presidenza, magari del Pdl, si dica contrario alla calendarizzazione ed ecco che arriva il rinvio. Il Pdl nel caso del quattro settembre ha guadagnato una settimana di tempo per organizzarsi.

E continuare a minacciare crisi di governo imminenti, nel caso in cui si voglia “uccidere politicamente Silvio Berlusconi”.

LA RIUNIONE DI DOMANI POTREBBE PORTARE A UN NULLA DI FATTO

Quello che accadrà domani è tutto un rebus ancora da risolvere. La riunione della Giunta incomincerà alle 15 ma non è dato stabilire quanto durerà la riunione.

Dipende dagli interventi– ha dichiarato il presidente Dario Stefano a “L’espresso” – dipende dalla discussione”. L’unica cosa certa è che la prima parte toccherà al relatore Andrea Augello.

Si darà spazio alla proposta del relatore Augello – ha precisato il senatore di Sel –  e quindi ci sarà la discussione generale; chi si iscrive a parlare, avrà diritto immediato”.

Qual’ è l’incognita? La lunghezza del discorso del relatore in primis. Che guarda caso è pidiellino come Berlusconi. Un’ipotesi praticabile potrebbe essere anche quella dell’estrema lunghezza del discorso che costringerebbe gli altri membri a rinviare a data da destinarsi la conclusione. Cosa che porterebbe il Pdl a guadagnare ulteriore tempo. Nessuno dei componenti della Giunta sa quanto durerà. Anche conoscendone a grandi linee i contenuti nonostante l’asso nella manica che dichiara di avere il senatore Pdl

E’ evidente che la disposizione introdotta dal Decreto legislativo n. 235 del 2012, meglio noto come Legge Severino – dirà secondo l’Espresso il Senatore Augello-  va attentamente verificata”. A Repubblica ha dichiarato di aver scritto tra le “20 e le 30 cartelle e non so quanto tempo ci metterò per leggerle”. Tutto in linea con la strategia del rinvio del popolo della Libertà.

Quello che si sa è la partenza della relazione dalla questione della costituzionalità della Legge Severino, che è il principale argomento sul quale il Pdl sta giocando negli ultimi tempi. E già lì si può discutere per molto tempo. Oltre ai dubbi sulla costituzionalità della legge anche l’incertezza dell’applicabilità della retroattività.

Iniziando i lavori della Giunta alle 15 si può presupporre che entro la serata del 9 settembre nulla verrà votato. Come fare per decidere la data del prosieguo dei lavori? Naturalmente all’unanimità con l’accordo anche dei membri del Pdl. E su questo arrivano gli avvertimenti del Movimento Cinque Stelle e del Pd. Entrambi vogliono chiudere la vicenda al più presto.

Secondo Michele Giarrusso, 5 stelle e membro del Giunta c’è melina per rinviare all’infinito: “Volevano fare una seduta a settimana, il Pd invece proponeva lunedì e poi martedì per la discussione. Noi del M5S abbiamo chiesto che i lavori si aprissero lunedì per poi andare avanti a oltranza”.

Stefania Pezzopane invece rilancia: “Il Pdl non ha fatto richieste particolari, hanno solo chiesto del tempo che è giusto dargli, possiamo non votare il 9, ma l’11 o il 15 dobbiamo chiudere  ma il tempo che la Giunta darà non può essere sine die”.

Tutto resta però nell’incognita ma il dato certo è questo: Berlusconi farà di tutto per allungarsi la vita politica. Esponenti Pdl avvertiti.

E SUL FRONTE GIUDIZIARIO SPUNTA LA PAROLA REVISIONE

Mentre il binario parlamentare rischia di allungarsi all’infinito, spunta un’ulteriore possibilità di rinviare il discorso decadenza. Ed è una strada tutta giudiziaria che punta sul discorso della revisione della condanna relativa al processo mediaset.

Si tratta, come suggerito dal quotidiano Repubblica, dell’applicazione degli articoli 629, 630 e 635 del codice di procedura penale. Tutti e tre disciplinano i casi di revisione di un processo già chiuso. Che è però possibile riaprire in presenza di un fatto nuovo.

L’obiettivo di Berlusconi è di ottenere dai giudici della Corte di appello di Brescia, grazie all’articolo 635, anche la sospensione della pena. Si tratta di un atto discrezionale e non obbligatorio ma che le toghe non negherebbero.

Quale sarebbe il fatto nuovo che potrebbe riaprire i giochi? Si tratta delle carte svizzere, che al processo non sono mai arrivate, su Frank Agrama. Il quale non sarebbe quel “socio occulto” nel commercio dei diritti televisivi disegnato nella sentenza Mediaset ma, come ha scritto il Giornale martedì 3 settembre pubblicando un atto giudiziario presentato come inedito, “l’intermediario ufficiale ed esclusivo tra la Paramount e molte tv europee“.

Un fatto nuovo che, per lo staff legale di Berlusconi, giustifica ampiamente il ricorso a BresciaNon si tratta quindi della grazia da elemosinare a Napolitano. Ma di una mossa che avrebbe il vantaggio, qualora dovesse effettivamente risultare vincente, di cancellare del tutto la condanna, quella macchia sulla fedina penale che Berlusconi considera “insopportabile e ingiusta”.

Una richiesta di revisione del processo che, in questo caso, avrebbe anche l’obiettivo di congelare la procedura della decadenza nella giunta per le immunità del Senato.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.