Berlusconi contro Alfano: “Scelga o il Partito o il Governo”. Il Cav. pensa già alle nuove elezioni

berlusconi intima ad alfano di lasciare

«Caro Angelino, sono d’accordo con te che un sedere può stare in una sola poltrona e tu potresti cominciare a dare l’esempio, magari lasciando la guida del Pdl».

 

Silvio Berlusconi ha concluso più o meno così le tre ore di permanenza dei ministri del Pdl a palazzo Grazioli.

 Il primo ad arrivare in via del Plebiscito è stato proprio il vicepremier Alfano entrato a palazzo proprio mentre ne usciva l’avvocato Ghedini. L’umore dell’ex presidente del Consiglio non poteva che essere scuro quando all’ora di pranzo hanno raggiunto la magione romana del Cavaliere anche i ministri Lorenzin, De Girolamo, Lupi e Quagliariello.

Con i cinque l’ex premier ha discusso a lungo della legge di stabilità, che condivide ben poco, della riforma elettorale e della compattezza della coalizione. 

La richiesta è più o meno rimasta appesa nel vuoto anche se, raccontano i bene informati, Alfano si sarebbe rimesso alla decisione del leader.

In realtà più che alla poltrona di ministro dell’Interno o di vicepremier, Berlusconi punta a tornare in possesso del ruolo di segretario del Pdl.

Il continuo rinvio del voto in aula aiuta però il Cavaliere a trasformarsi in una sorta di ”martire” della democrazia. L’opuscoletto che intenderebbe diffondere «sulle aggressioni giudiziarie subite» diventerà di fatto il primo passo della campagna elettorale che si va aprendo e che, secondo i calcoli di Berlusconi, dovrebbe portare il Paese al voto a primavera.

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