Berlusconi condannato: quali gli scenari giudiziari per il Cavaliere?

berlusconi scenari giudiziari condanna cassazione

Il classico finale all’italiana: Berlusconi condannato a quattro anni di reclusione di cui tre coperti da indulto. Che accade in questo caso? Che sarà la giunta per le autorizzazioni a procedere del  Senato a dover decidere se mandarlo agli arresti domiciliari. E sarà poi il Senato stesso a decidere, in votazione segreta, se mandarlo o meno in carcere.

 

Berlusconi è però ancora Senatore ed è anche ancora Cavaliere. Perché l’interdizione dai pubblici uffici a cinque anni decisa l’otto maggio dalla Corte d’appello di Milano è stata annullata e verrà rideterminata in un’altra sezione del palazzo del capoluogo lombardo. La sentenza di condanna è pienamente eseguibile e il senatore potrebbe anche dimettersi spontaneamente ma c’è da giurare che non lo farà. Avrà tempo fino a ottobre per scegliere se essere affidato ai servizi sociali oppure andare agli arresti domiciliari. Il percorso da questo punto di vista è quindi non breve.

La strada per l’interdizione si fa lunga. Si dovrà fissare prima un processo d’appello che poi sarà impugnabile in Cassazione. La battaglia giudiziaria quindi certamente continuerà come continuerà anche quella politica dalla quale non è stato ancora eliminato. Può candidarsi nuovamente, può fare vita politica attiva nonostante una sentenza di condanna definitiva.

Un dispositivo all’italiana che accontenta capre e cavoli. Perché non era certamente un anno di domiciliari a far paura a Berlusconi ma proprio la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Sarà un detenuto che dovrà decidere se, come e quando fare politica.

“L’interdizione dai pubblici uffici per un periodo non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni”. I giudici di Milano, censurati sul punto dalla Cassazione, avevano, invece, applicato le disposizioni generali in materia di interdizione dai pubblici uffici (art. 28 del codice penale), le quali, tra l’altro, stabiliscono che ”la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni”, quanti ne erano stati previsti per il Cavaliere sia in primo che in secondo grado.

Una situazione che solo in un Paese come l’Italia può avvenire. Altrove o si sarebbe dovuto dimettere o lo avrebbero disarcionato i suoi colleghi parlamentari. Solo in Italia invece c’è un Pd che parla di dover continuare la battaglia del Governo Letta.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.