Bergoglio style, sostituisce il Vescovo di Trapani coinvolto nello scandalo Ior. La pulizia continua

papa bergoglio

Mentre Don Ninni Treppiedi, l’anello di congiunzione della corruzione clericale trapanese, resta sospeso per 5 anni dalle funzioni sacerdotali, Papa Francesco nomina vescovo di Trapani Monsignor Pietro Maria Fragnelli. Un altro duro colpo a quella parte della Chiesa invischiata nelle indagini sui conti Ior.

 

La pulizia vaticana continua. E chi ci va a rimettere sono tutti i preti legati agli scandali finanziari e ai conti Ior. Dal bollettino della sala stampa, come riporta il Corriere della Sera, è stata annunciata la nomina del nuovo vescovo di Trapani. Si tratta di monsignore Pietro Maria Fragnelli, finora vescovo di Castellaneta ed ex Rettore del Seminario Romano Maggiore.

Termina così il commissariamento della Diocesi siciliana che durava dal maggio 2012. Con l’invio di un amministratore apostolico, l’ex vescovo di Pisa Alessandro Plotti, in seguito al sollevamento dell’incarico di Francesco Miccichè.

Perché l’ex vescovo di Trapani è stato cacciato via? Perché la curia siciliana era stata coinvolta in un’inchiesta della magistratura con al centro i conti dello Ior. Che erano gestiti da Don Ninì Treppiedi, ex direttore degli uffici amministrativi della Curia ed ex arciprete di una delle chiese più ricche della Sicilia, quella di Alcamo.

La vicenda è esplosa nel maggio 2012 ed il prete è stato sospeso a divinis, ossia non può più celebrare messa e confessare. Dopo più di un anno, il 28 agosto 2013, con uno degli atti della Congregazione del Clero del Vaticano, firmati dall’ex prefetto cardinale Mauro Piacenza, è stato interdetto dal sacerdozio per 5 anni e gli è stato impedito anche di indossare l’abito talare.

Nel frattempo, nel novembre 2012, il Vaticano ha risposto ad una rogatoria dei magistrati di Trapani su alcuni conti dello Ior di Treppiedi. Lo ha fatto con un invio di documenti che però non hanno lasciato soddisfatti i magistrati. Il nome di Treppiedi è ricorrente. Sarebbe stato citato anche nel cosiddetto memoriale dell’ex presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi.

Lunedì scorso ha poi testimoniato per tre ore in udienza contro il senatore del Pdl Antonio D’Alì. La sentenza del processo per concorso esterno in associazione mafiosa che vede il senatore imputato, è prevista il 30 settembre. Secondo l’accusa il politico avrebbe intrattenuto, a partire dagli anni 90, rapporti diretti o mediati, ma smentiti dal diretto interessato, con esponenti di spicco di Cosa Nostra tra cui il boss latitante Matteo Messina Denaro.

Treppiedi ha scritto sulle colonne di un periodico locale di essere «molto amico dei cardinali Romeo e Rodè». Il cardinale Romeo (ex nunzio apostolico in Italia e attuale arcivescovo di Palermo) era stato latore in Vaticano, di una lettera contenente presagi di morte nei confronti di Benedetto XVI, resa nota nel corso di Vatileaks (primi mesi del 2012).

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