Bergoglio style: Arriva la spending review targata Vaticano. Iniziano i primi tagli

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La Curia romana non sarà più quella di prima. La Rivoluzione di Papa Bergoglio è iniziata. Ed è così che il consiglio degli otto cardinali che Francesco ha istituito per aiutarlo a governare la Chiesa e a ridisegnare la struttura della Santa Sede, ha concluso la sua prima tre giorni di lavoro. Come riporta Vatican Insider dopo la prima tre giorni di lavoro il G8 papale tornerà a riunirsi a dicembre

 

L’orientamento emerso — riferisce il portavoce, padre Federico Lombardi — non è per un semplice aggiornamento dell’ultima costituzione apostolica sulla Curia, con ritocchi o modifiche marginali. Non sarà un’operazione di maquillage. Si va invece verso la stesura di una nuova costituzione con novità assai consistenti”.

Una cosa già anticipata nei giorni scorsi a due tv canadesi il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga coordinatore del consiglio. 

 Il C8, come ha detto Lombardi, sta mettendo “in rilievo la natura dell’attività della Curia, intesa come servizio alla Chiesa universale e alle Chiese locali, piuttosto che come esercizio di un potere centralistico”. La Curia, insomma, non dovrà più agire come un organo di governo centrale della Chiesa.Non sono ancora state prese decisioni ma ormai è certo che si procederà agli accorpamenti riducendo il numero degli attuali 12 pontifici consiglio. Cesserebbero di esistere il Pontificio consiglio per la famiglia e quello per gli operatori sanitari. Non saranno più entità autonome e le loro competenze dovrebbero confluire nel Pontificio consiglio dei laici, magari elevato a rango di Congregazione. Su questo tema i componenti del consiglio hanno ricevuto molte sollecitazioni da diverse parti del mondo.

 

Si è cercato di individuare – ha detto il portavoce – le modalità con cui questa dimensione della realtà della Chiesa può essere sempre più adeguatamente ed efficacemente riconosciuta e attuata”. 

Dichiarazioni che lasciano intuire maggiori spazi laici e alle donne nelle strutture ecclesiali, anche in quelle romane. Meno vescovi e meno cardinali nei sacri palazzi. Cambiamenti in vista anche per la segreteria di Stato, fino ad oggi cabina di regia della Curia romana. Il cui potere si è notevolmente accresciuto dopo la riforma voluta da Paolo VI. Dovrà essere a tutti gli effetti una «segreteria del Papa», per aiutare il vescovo di Roma nel suo servizio. Oggi la struttura più importante e operativa della Santa Sede svolge sia la funzione di coordinare i dicasteri curiali, sia la funzione delle relazioni diplomatiche con gli Stati.

 “La riflessione degli otto cardinali – ha sottolineato Lombardi – è stata particolarmente utile al Papa anche in vista degli orientamenti che egli vorrà dare al nuovo Segretario di Stato, Pietro Parolin, in carica dal 15 ottobre”.

Il regolamento del Sinodo dei vescovi sarà cambiato in tempi rapidi, per favorire il coinvolgimento delle Chiese locali. Papa Francesco ha stabilito che il prossimo si occupi della pastorale familiare e matrimoniale: sarà approfondito il tema della partecipazione alla vita della Chiesa dei divorziati risposati.

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