B. minaccia : “Senza i miei soldi siete perduti”. Il voto segreto può salvarlo mentre il Pd balbetta

berlusconi minaccia i suoi di tagliare fondi

I dissidi in casa Pdl non sono finiti e il Cavaliere pare non reggerli più. Per questo, lunedì, ha chiamato in raccolta ad Arcore i suoi più stretti collaboratori per fare il punto della situazione e mettere in chiaro le questioni.

 

Nella stessa occasione ha anche esposto il proprio punto di vista in merito i cosiddetti “secessionisti” del partito; coloro, cioè, che dopo la crisi di governo continuano a minacciare rotture tramite gruppi autonomi. 

Per Berlusconi, infatti, questi non sono un problema. Nonostante pensino all’era del centrodestra successiva a lui, ha ben chiarito come difficilmente potranno mai concludere qualcosa in sua assenza. Non solo perché, ovviamente, mancano di quel carisma che, volenti o nolenti, si deve ammettere abbia Berlusconi, ma, soprattutto, perché -e questo è stato il pensiero dell’ex premier- mancherebbero di liquidità.

Berlusconi, d’altronde, continua ad essere il principale finanziatore del Pdl e della nuova Forza Italia; da ciò il suo ragionamento che, interpretato, starebbe semplicemente a significare: “Tradiscano pure, ma dove potranno mai andare senza i miei soldi?”

Frattanto, proprio in merito agli scontri intestini che si stanno verificando tra le schiere del Pdl, il segretario e vicepremier Angelino Alfano predica l’unità, domandando, al contempo, ai fedelissimi di far percepire la propria vicinanza al Cavaliere. E così è stato: tanto più che, nella giornata di lunedì, i due ministri Lorenzin Quagliarello hanno fatto sentire la propria voce sulle tematiche dell’amnistia e della legge di stabilità, dimostrando così di far cerchio attorno al proprio leader. Lo stesso che martedì tornerà a Roma, dove, presumibilmente, incontrerà Alfano e Fitto, al fine di siglare una sorta di accordo di pace in nome del bene della coalizione.

Inoltre il fronte Pd a sua volta non sembra affatto compatto e convinto della possibilità di liberarsi di Berlusconi ed inoltre pare che il Cavalieri si potrebbe salvare dall’espulsione se il Senato deciderà di votare con il voto segreto. 

Voci sempre più insistenti danno per certo che almeno quaranta esponenti del centrosinistra si esprimerebbero per la non decadenza da senatore dell’ex premier.

 Il Senato non ha mai espulso nessuno nella sua storia, neppure i peggiori criminali legati alla mafia, e tutto grazie al voto segreto che permette ai senatori di salvarsi a vicenda al riparo dagli occhi degli elettori.

  1. tra 24 ore il Senato potrebbe decidere di voler abolire per sempre il voto segreto, assicurando di fatto l’espulsione di Berlusconi.

 I leader del PD stanno balbettando nell’imbarazzo senza prendere una decisione ma la società civile si sta mobilitando perché l’Aula prenda questa decisione storica.

E’ stata lanciata una petizione che ha l’obiettivo di raggiungere entro domani le 100 mila firme perché i politici rispondano in maniera trasparente e palese alle esigenze dei loro elettori.

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