Augello: ” Il Cav. deve restare senatore nonostante la condanna”. E oggi c’è il videomessaggio di B.

videomessaggio berlusconi

Le intenzioni del Cavaliere sono state riferite dal relatore Andrea Augello. Sul piatto della bilancia ora la votazione negativa alla relazione del pidiellino. Il presidente Dario Stefàno risponde con un no comment mentre nel pieno della discussione c’è anche la questione del voto palese in aula.

 

E’ entrata nel vivo la settimana decisiva che porterà al voto sulla relazione relativa alla decadenza di Berlusconi. La prima domanda che ci si deve porre è la seguente, la stessa riportata da Andrea Augello alla stampa prima della riunione della Giunta. Berlusconi ha un dubbio: dimettersi o no? E poi: far cadere il governo o no? Domande amletiche alle quali è difficile dare una risposta. Domani a notte fonda è previsto il voto della Giunta. E probabilmente la maggioranza si pronuncerà contro le conclusioni di Augello. Che ha presentato una relazione in cui l’ex presidente del Consiglio, nonostante la condanna Mediaset, deve mantenere il seggio da senatore.

AUGELLO: BERLUSCONI NON E’ DEPRESSO

Andrea Augello ha sentito Berlusconi e non lo ha definito depresso.

Sta riflettendo su una decisione importante da assumere – ha dichiarato – se confermare la fiducia al Governo, se rimanere in carica, se aspettare il voto sulla decadenza. Che non è certo una cosa che cementa l’alleanza di Governo, mi auguro si trovi la strada per ridurre l’impatto, è comunque una cosa impattante

STEFANIA PEZZOPANE: “B. DEVE DECADERE”

Ad inizio della discussione ieri ha preso la parola Stefania Pezzopane, vicepresidente Pd in Giunta. La sua posizione sulla decadenza è inequivocabile: “Per me mercoledì il senatore Berlusconi deve essere dichiarato decaduto. Saremmo disonesti e immorali se in nome di una scelta politica venissimo meno al dovere di applicare una legge dello Stato. E’ illogico allo stesso tempo chiedere a questo organismo di comportarsi come se fosse un giudice a quo e allo stesso tempo avanzare giudizi politici di appartenenza ad una maggioranza. La legge Severino stata votata per rendere trasparente questo parlamento e non per entrare in vigore tra 100 anni. Berlusconi è stato condannato per frode fiscale, ha frodato un Paese di cui è stato presidente del Consiglio”.

CARLO GIOVANARDI: VOTARE LA DECADENZA SAREBBE UNA COSA INGIUSTA

Secondo Carlo Giovanardi votare la decadenza di Berlusconi sarebbe una mascalzonata”.

Il tentativo di “espellere” il Cavaliere dal Senato è “costruito su una impressionante sequela di macroscopiche anomalie – dice al Fatto Quotidiano – le sentenze di assoluzione della Cassazione ignorate, l’affrettato affidamento di un terzo giudizio alla sezione feriale della stessa Cassazione, violando i principi del giudice precostituito per legge e il principio del ne bis in idem, sezione presieduta dal dottor Esposito che ha un procedimento disciplinare in corso per l’intervista rilasciata dopo la sentenza di cui è emersa l’animosità verso l’imputato”.

VOTO PALESE IN AULA, GRASSO: CI SI PUO’ ARRIVARE

La riunione della Giunta è stata caratterizzata anche dal voto palese una volta arrivati all’aula del Senato. Per ora questa cosa sembra essere lontana nel tempo ma bisogna pensarci in tempo.

“Il voto è segreto – conferma il presidente del Senato Piero Grasso –  ma se c’è la volontà di cambiare il regolamento, allora si trovi una maggioranza per farlo. Non sarà il presidente del Senato a opporsi. Il dibattito sulla decadenza del senatore Berlusconi è diventato veramente surreale. Esiste una regola, l’articolo 113 del regolamento del senato, che dice che il voto personale è segreto e quindi si procede con voto segreto”.

Come la pensano gli altri. Naturalmente Enrico Letta chiede di attenersi alle regole del Senato. A favore del voto palese sono il Movimento Cinque Stelle, Pd e Lega Nord.

 “Il Pd non teme il voto segreto né tantomeno è contrario all’ipotesi di un voto palese – dichiara Danilo Leva, responsabile giustizia del Pd – Quello in corso è, tuttavia, un dibattito surreale. Il Paese è bloccato a discutere sulle modalità di voto ma in questo modo si finisce per far passare sotto silenzio la sostanza della questione: in qualsiasi Paese civile un leader politico condannato in via definitiva si sarebbe immediatamente dimesso di propria iniziativa, e il suo stesso partito l’avrebbe richiesto. Purtroppo questa sensibilità istituzionale non appartiene a Berlusconi e tanto meno al suo partito, che è ormai solo piatta espressione dei voleri e degli interessi del suo capo”.

Il Movimento Cinque Stelle già oggi, tramite il Senatore Giarrusso chiederà la modifica del regolamento in aula. Felice Casson del Pd dice invece che il problema non si pone e che così facendo si rischia di perdere ulteriormente tempo.  

Il Pd non salverà Silvio Berlusconi – afferma Casson – Questo voto non può slittare non credo che nessuno voglia prendersi la responsabilità di far slittare il voto per proporre altre questioni”.

 

QUESTIONE NUOVO RELATORE: NON E’ ALL’ORDINE DEL GIORNO

La relazione di Augello sarà bocciata e questo sembra essere ormai un dato di fatto. Sarà allora che il presidente Dario Stefàno dovrà nominare un nuovo relatore tra quelli che voteranno no a quella del pidiellino. Che dovrà essere scelto tra i gruppi di Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e Scelta Civica.

La scelta potrebbe quindi cadere su Doris Lo Moro del Pd oppure su Benedetto della Vedova di Scelta Civica. L’alternativa sarebbe Mario Michele Giarrusso del Movimento Cinque Stelle.

Secco il commento del presidente Dario Stefàno: “L’argomento non è all’ordine del giorno”.

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