Appello trasversale alla Camera: “Si voti subito l’abolizione del Porcellum”

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Un fronte trasversale di 45 deputati appartenenti a tutti i partiti( o quasi) chiede a gran voce l’abolizione dell’attuale legge elettorale. Si aprirà la procedura d’urgenza?

 

“Basta con il Porcellum, non ne possiamo più” è il messaggio emerso dai 45 “rivoluzionari” che hanno richiesto l’abolizione della legge elettorale in tempi rapidi. La battaglia continua, come promesso qualche settimana fa dal vice presidente della camera Roberto Giacchetti (Pd) e l’abolizione della Legge Calderoli verrà nuovamente portata all’attenzione del parlamento. Intanto, ieri il capogruppo di Sel, Gennaro Migliore ha richiesto ai vari capigruppo di mettere in calendario, quanto prima, il ritorno al Mattarellum.

Questa mattina (ieri per chi legge) alcuni tra i parlamentari più attivi si sono dati appuntamento davanti Montecitorio per discutere ancora sulla risoluzione del problema. Tra questi, oltre Giacchetti, sono stati visti Mario Segni, Arturo Parisi e Gennaro Migliore che sono , tra le altre cose, i fautori del referendum che la scorsa estate aveva raccolto oltre un milione e mezzo di firme. Tentativo poi bocciato inesorabilmente dalla corte costituzionale.

Tra i 45 deputati che hanno firmato la richiesta di procedura d’urgenza presentata alla Camera ( a termini di regolamento ne bastano 10) troviamo molti deputati del Pd di ala renziana, Antonio Martino, tessera n. 2 di Forza Italia, i montiani Cimmino, Galgano e Vargiu, la grillina Paola Pinna e alcuni deputati di Sel e gruppo misto. Assenti ingiustificati sono Lega Nord, che non può sconfessare la legge Calderoli per ovvi motivi e Fratelli d’Italia. Così stasera (ieri per chi legge) i capigruppo parlamentari dovranno esprimersi sulla necessità di intervenire o meno con urgenza, ma in assenza di una larga maggioranza la palla passerebbe alla camera che dovrà votare sulla calendarizzazione dell’abolizione del Porcellum.

Con il lavoro di tutti passerebbero all’incirca un paio di mesi. «Per ripristinare il Mattarellum basterebbe un solo articolo, racconta Migliore, diciamo che ce la faremmo in un mese alla Camera e un altro mese al Senato». Il problema più grande è che al di la delle dichiarazioni di facciata non tutti sono convinti sull’abolizione della legge in questione, ma che basterebbero solo delle piccole modifiche anche in base a quanto dichiarato da Arturo Parisi :”La linea di divisione è tra chi vuole mantenere la scelta dei parlamentari nelle mani dei capipartito e chi si batte per restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Fino a quando non sarà restituito ai cittadini questo fondamentale diritto non ci fermeremo».

Ma il ritorno al Mattarellum è davvero la soluzione più adatta?

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