Anpi e consiglieri regionali contro il festival dell’estrema destra a Milano. Chi vincerà?

il raduno che nessuno vuole

Per ora la notizia è quella che da Milano potrebbe essere spostato nei pressi del lago di Como. Sel e Pd però stanno lottando al fianco del primo cittadino Pisapia affinché la manifestazione venga completamente annullata. Ce la faranno i nostri eroi? Solo la prossima settimana lo sapremo. Perché la location del Festival verrà comunicata 24 ore prima dell’inizio dei lavori.

 

Era in programma dal 12 al 14 settembre a Milano. Si tratta del più grande raduno di forze dell’estrema destra. Le pressioni dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) ha convinto gli organizzatori a spostarsi a Como. Come riporta il quotidiano Repubblica l’incontro dovrebbe tenersi a due passi dal lago.

Anche i proprietari di un paio di capannoni che avevano in un primo momento dato la loro disponibilità — dice Saverio Ferrari, dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre — hanno poi preferito ritirarsi. Per non sfigurare con gli esponenti stranieri Forza Nuova continua al momento a dichiarare che il festival sarà a Milano nord”.

Si tratta di un artificio per nascondere il trasferimento addirittura in un’altra provincia.  Una mossa obbligata soprattutto dalle forze dell’ordine. Che in questo modo sperano di evitare gli scontri che sarebbero nati  nel centro del capoluogo lombardo. In regione infatti non sono invitati soltanto gli esponenti della destra italiana. Dovrebbero giungere nei pressi del Lago di Como anche gli appartenenti ai movimenti di Alba Dorata provenienti da Atene e dal resto d’Europa.

Tuttavia i rischi per l’ordine pubblico non sono l’unico motivo che spinge l’estrema destra a spostarsi a Como. C’è infatti in programma a Milano, negli stessi giorni, l’inaugurazione di un ciclo di incontri e convegni per celebrare il 70esimo anniversario della Resistenza antifascista.

Il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, ha fatto di tutto per evitare la concomitanza. Il costituzionalista Valerio Onida si è mostrato più morbido, invocando l’articolo 17 della Carta secondo il quale: La libertà di riunione è garantita, ed è garantita anche quella di pensiero e di idee, quando non diventano incitamento all’azione violenta”.

A disagio per la manifestazione anche il sindaco Giuliano Pisapia. Uno stato d’animo che aveva espresso direttamente al Prefetto. Che aveva assicurato: nessuna internazionale neonazista né in provincia di Milano né di Monza. Il posto esatto dove si svolgerà il “Festival Boreal” verrà reso noto ai 200-300 militanti di estrema destra in arrivo in Lombardia solo 24 ore prima dell’avvio del programma. I consiglieri di centrosinistra alla Regione però non si arrendono e sperano di riuscire, con interpellanze e interrogazioni, di far saltare completamente l’iniziativa.

È una questione che attiene la sicurezza oltre che il rispetto dei dettami costituzionali — ha scritto il deputato milanese di Sinistra ecologia e libertà Daniele Farina al ministro dell’Interno — bisogna evitare che forze antidemocratiche e violente ottengano spazi fisici, politici e mediatici. E spetta alle istituzioni tutte, a partire naturalmente dal governo, evitare che questo accada”.

Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Alessandro Alfieri, chiede l’intervento di Roberto Maroni, perché bisogna intervenire tempestivamente per evitare che questi atti di inciviltà e intolleranza alimentino rigurgiti nazifascisti nella nostra regione.

Tutti d’accordo quindi nel far saltare la manifestazione. Chissà se i neofascisti cederanno e batteranno la ritirata.

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