Ancora “tagli” nel M5S. Ora sono 14 di meno rispetto al principio, nuovo partito all’orizzonte?

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Alle cinque del pomeriggio, quando è chiaro che il Titanic Cinque Stelle di Palazzo Madama è andato a sbattere contro l’iceberg della sua sgradevole dimensione autoritaria fatta di insinuazioni, processi sommari, veleni ed espulsioni, come riportato da La Stampa, nei corridoi del Senato comincia a circolare un disegnino che sembra uno scherzo e invece rischia di trasformarsi in un problema per il governo Renzi.

 

Si tratta di un logo che richiama con intenzione evidente quello dell’Ncd, il Nuovo Centro Destra. Solo che invece di essere quadrato è circolare, ha il fondo rosso al posto di quello blu, e come lettera finale non ha una «d». Ma una «s»: Ncs. Nuovo Centro Sinistra.

Qualcuno lo ribattezza «logo Alfano», una minaccia concreta sulle speranze dell’ex delfino di Berlusconi di rimanere a lungo nel tandem che guida il Paese. Un modo per rendere plastica una domanda che un’area non secondaria del Pd, quella che fa riferimento a Civati e al civatismo (l’universo innamorato di Zagrebelsky e Rodotà, per semplificare molto) e che sembra disposta a strutturarsi autonomamente, sta facendo da tempo: Matteo, perché per cambiare verso non guardi a sinistra? Questione che fino a ieri si sarebbe potuta risolvere con un banale: perché nel Palazzo, numericamente, quella sinistra non esiste.

Ma che dopo l’espulsione di quattro senatori grillini – che produce come primo effetto domino le dimissioni per solidarietà di cinque colleghi a Palazzo Madama e l’annuncio di una scelta analoga di sei onorevoli-cittadini a Montecitorio – assume caratteristiche completamente diverse.

Un anno fa i senatori del Movimento Cinque Stelle erano 54. Oggi sono 14 di meno. E se quei quattordici decidessero di mettersi assieme – come è possibile – potrebbero dare vita a un gruppo autonomo non indifferente al richiamo della sirena di un ipotetico Ncs. Fantapolitica?

«È un vero peccato che il nuovo governo sia nato con la stessa maggioranza che sosteneva Letta, perché c’è la possibilità che si costituisca un nuovo centrosinistra. Come gruppo o come rete di parlamentari motivati da obiettivi comuni. Il disagio all’interno del partito, che da due settimane abbiamo registrato, si somma a quello che accade nel gruppo del M5S», scrive in serata Pippo Civati sul suo blog.

E Corradino Mineo, dopo avere sottolineato che i parlamentari del Pd «rimangono nel Pd» aggiunge: «Sostengo i senatori espulsi perché pongono una questione importante e generale». Numerosi anche i senatori di Sel che dimostrano interesse improvviso per l’esplosione della galassia grillina. «Il Senato difficilmente accetterà le dimissioni dei Cinque Stelle. A quel punto faremo ragionamenti diversi».

Considerati a lungo dal Guru di Milano e dal Caro Leader genovese come ragazzi pacati e privi di fantasia, di quelli che arrancano senza recare offesa a nessuno – poi temuti, detestati e dunque cacciati dal Paradiso – i reietti Campanella, Bocchino, Orellana e Battista (gli espulsi) e i loro cinque colleghi dimissionari, diventano improvvisamente un fattore nel risiko di Palazzo Madama.

Mortificati dal paternalismo di classe prima e della violenza di stampo dittatoriale poi espressa dal blog del Capo, i nove transfughi hanno le mani libere. «Se Civati avesse più coraggio saremmo già con lui», spiega uno di loro. Si è aperta una prateria. Un nuovo sogno ancora vago che sta diventando una febbre divorante. «Il discorso di Renzi sulla scuola mi ha colpito molto. Ma questo non significa che sia pronto a dargli il mio appoggio. Civati?

Non è questo il giorno per affrontare la questione», dice Luis Orellana, circondato da colleghe spaventate, come se si sentissero lumache senza guscio. «Non doveva finire così», dice una. «Infatti questo è solo l’inizio», replica Lorenzo Battista.

«Ho idea di manifestare in chiaro il mio dissenso per svolgere il ruolo di catalizzatore di un movimentismo slegato da proprietari di marchio e megafoni ingombranti. Di gente che è su queste posizioni è piena l’Italia. Solo che non crede di poter andare da sola. C’è bisogno di qualcuno che ci mette la faccia. Io me la sento. E non sono solo», racconta Francesco Campanella. Non sarà Gaia il Nuovo Mondo.

L’Ncs? «Ho dato le mie dimissioni irrevocabili», dice ancora Orellana alle telecamere di Sky prima che sia chiaro il risultato del voto sul blog di Grillo.

E ha lo sguardo eccitato, come se gli avessero inviato un biglietto con su scritto: al prossimo appuntamento presentati con spazzolino e passaporto perché si va a vivere assieme. Finalmente altrove. Certamente più a sinistra.

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