Anche Bersani contro Renzi: “Troppi annunci. Ma gli asini non volano.”

pier bersani bologna 2014 mini

Lo smacchiatore di giaguari, oramai ripresosi dalla malattia, è tornato alla Festa dell’Unità di Bologna, dove dal palco più “di sinistra” che c’è non le ha mandate a dire: “Renzi? Troppe chiacchiere e pochi fatti. Ma gli asini non volano.” E i nostalgici del “vecchio Pd”, che sono ancora tantissimi, affilano le armi per riprendersi il Partito Democratico.

 

Non è che se ci mettiamo tutti a soffiare poi si alza il vento“, dice Pierluigi Bersani nel suo metaforico slang. E poi rincara la dose: “Ho il difetto opposto, non riesco a dire che gli asini volano, dovrei almeno imparare a dire che volano bassi bassi, altrimenti poi lo so che la gente si deprime“. Un chiaro modo di parlare a nuora perché suocera intenda, dove il pubblico presente fa da nuora e Matteo da Firenze fa da suocera.

Gli 80 euro? Sono un’operazione redistributiva con dei bei difettucci, e poi non è mai con una sola misura che si fa ripartire il Paese”, spiega l’ex segretario del Pd all’intervistatore di turno, Massimo Giannini. Il suo discorso si fa più articolato quando parla di economia e spending review: “Non si fa ripartire il Paese tagliando la spesa pubblica, che va modificata spostando da dove c’è troppo grasso a dove troppo magro, ma è in linea con gli altri paesi europei. Se si tratta di 16-18 miliardi si rischiano di tagliare i pilastri dello Stato sociale. Io non ne posso più di sentir parlare di riforme: bisogna entrare nei dettagli“.

Infine lascia con uno scenario chiarissimo: “Il M5s ha dimostrato in pieno la sua impotenza, e la destra ci metterà molto tempo a riorganizzarsi. Ora tocca al Pd, i voti li abbiamo ma adesso servono i fatti“.

Appunto, i fatti. Non i gelati davanti a Palazzo Chigi.

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