Allarme Costituzione: un comitato di parlamentari per cambiarla. In porto il piano di Gelli

allarme costituzione da cambiare

Il disegno di legge, approvato dal Senato, ora dovrà essere vagliato dalla Camera dei Deputati. Palazzo Madama lo ha approvato con 203 voti favorevoli, 54 contrari e 4 astenuti. Si di Pd Pdl e Scelta Civica e no di Sel e Movimento Cinque Stelle. L’allarme intanto lo si vive anche fuori dal parlamento. Antonio Ingroia parla di un progetto in cui riesce il disegno politico di Licio Gelli.

 

La Costituzione sarà cambiata non appena la discussione del disegno di legge verrà discusso anche alla Camera dei Deputati.

La proposta del Governo Letta è passata con voti 203 favorevoli, 54 contrari e 4 astenuti. A favore l’ormai ben nota alleanza delle larghe intese di Pd-Pdl e Scelta Civica. Voto contrario di Sinistra Ecologia e Libertà e Movimento Cinque Stelle. I due partiti sono stati gli unici che nell’aula del Senato hanno sostenuto l’importanza di tutelare i valori portati avanti dai padri costituenti. I partiti di governo hanno invece sottolineato l’importanza di votare a favore per svecchiare un sistema che, così come viene concepito “rischia di paralizzare il sistema Italia”.

La discussione andava avanti da martedì pomeriggio ed è stata bloccata ieri per tutta la giornata a causa della protesta dei senatori Pdl contro la decisione della Corte di Cassazione sul processo a Silvio Berlusconi riferito al caso Mediaset.

L’ENNESIMO COMITATO – La proposta di legge per l’istituzione di un comitato che permetterà anche a modificare l’articolo 138 della Costituzione l’ha presentata il premier Enrico Letta. Si punta alla istituzione del comitato parlamentare per le riforme Costituzionali. C’era anche un disegno legge per l’istituzione di una commissione per la riforma Costituzionale ma è stato inglobato nel precedente.

Tutti gli emendamenti proposti dall’opposizione sono stati sistematicamente bocciati privilegiando tutti gli articoli del disegno di legge proposto.

Andiamo a vedere cosa prevede.

Il comitato sarà composto di venti senatori e venti deputati, nominati dai Presidenti delle Camere, d’intesa tra loro, tra i membri, rispettivamente, delle Commissioni permanenti competenti per gli  affari costituzionali del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Fanno parte di diritto del Comitato i Presidenti delle predette Commissioni parlamentari, cui è affidata congiuntamente la Presidenza del Comitato.

Nella prima seduta il Comitato elegge un Ufficio di presidenza composto di due vicepresidenti, dei quali un senatore e un deputato, con voto segreto e limitato ad uno, e quattro segretari, dei quali due senatori e due deputati, con voto segreto e limitato a due. Risultano eletti rispettivamente il senatore e il deputato e i due senatori e i due deputati che ottengono il maggior numero di voti. In caso di parità di voti, risulta eletto il più anziano per età.

Il Comitato inoltre  esamina i progetti di legge di revisione costituzionale degli articoli di cui ai titoli I, II, III e V della parte seconda della Costituzione, afferenti alle materie della forma di Stato, della forma di Governo e del bicameralismo, nonché i coerenti progetti di legge ordinaria di riforma dei sistemi elettorali.

I Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati assegnano o riassegnano i progetti di legge costituzionale presentati alle Camere a decorrere dall’inizio della diciassettesima legislatura e fino alla data di conclusione dei lavori che è fissata alla pubblicazione delle nuove leggi costituzionali.  I costi di spesa del comitato sono divisi in parti uguali tra Camera e Senato. Non sono però individuati dal disegno di legge.

IL TRIONFO DI GELLI – Il cambiamento della Costituzione sta generando paura. Se ne sta facendo portavoce il leader di Azione Civile Antonio Ingroia che il primo giorno della discussione del disegno di legge aveva tenuto una conferenza stampa per spiegare tutte le sue perplessità.

“L’Italia – come si legge su Agenparl.it – si prepara a diventare una repubblica presidenziale, dando forma al progetto piduista di Licio Gelli mettendo la Repubblica in mano a uno solo. Come voleva Gelli e come ha cercato di fare Silvio Berlusconi negli ultimi vent’anni. Siamo in presenza di un’emergenza. A noi tocca lanciare questo allarme. Gli italiani sono totalmente disinformati in merito. La vera posta in gioco è il passaggio del potere esecutivo in mano al Presidente, senza che i cittadini siano a conoscenza. Si sta puntando all’obiettivo grosso: l’at. 138 la cassaforte della Costituzione. Entro il mese di settembre vogliamo organizzare le primarie delle idee anche via web. Si stanno formando in tutta Italia i comitati “W la Costituzione”. 

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