8 cose da sapere sulla legalizzazione cannabis in Italia

Legalizzazione cannabis in Italia: ci siamo?

Legalizzazione cannabis in Italia: ci siamo?

La proposta di legge bipartisan sulla legalizzazione cannabis anche in Italia ha finalmente sdoganato un argomento che fino a qualche tempo fa sembrava tabù: ecco 8 cose da sapere – dai cannabis social club alla coltivazione – come racconta l’Huffington Post.

Dopo la proposta di legge sulla legalizzazione delle droghe leggere la possibilità di detenere cannabis legittimamente si fa sempre più vicina. L’iniziativa è sostenuta da 218 parlamentari appartenenti a tutti i partiti eccetto la Lega (Salvini ha affermato nei giorni passati che preferirebbe legalizzare la prostituzione piuttosto che la Marijuana), e propone una serie di punti per regolare la legalizzazione.

La proposta rappresenta l’opinione di gran parte degli italiani. Secondo un sondaggio Ipsos infatti, per l’83% degli italiani le leggi contro la diffusione della droga leggera in Italia sono poco o per nulla efficaci e il 73% pensa che l’Italia potrebbe percorrere lo stesso percorso di alcuni Stati degli Usa che hanno già legalizzato la marijuana.

1. Il Possesso

Si stabilisce il principio della detenzione lecita di una certa quantità di cannabis per uso ricreativo – 5 grammi innalzabili a 15 grammi in privato domicilio – non sottoposta ad alcuna autorizzazione, né ad alcuna comunicazione a enti o autorità pubbliche. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.

2. L’Autocoltivazione

É possibile coltivare piante di cannabis, fino a un massimo di 5 di sesso femminile, in forma sia individuale, che associata. È altresì consentita la detenzione del prodotto ottenuto dalle piante coltivate. Per la coltivazione personale è sufficiente inviare una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio e non è necessaria alcuna autorizzazione. I dati trasmessi sono inseriti tra i “dati sensibili” del Codice Privacy (opinioni politiche, tendenze sessuali, stato di salute…), e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione.

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