RADIO INFILTRATO/ Vittorio Sgarbi vs Movimento 5 Stelle: scintille via etere [VIDEO]

Vittorio Sgarbi vs Movimento 5 Stelle. Uno scontro titanico quello avvenuto nel corso di RADIO INFILTRATO, la trasmissione radiofonica condotta dal nostro infiltrato Carmine Gazzanni. Tema della puntata l’esponenziale crescita del movimento di Grillo nei sondaggi, la decisione di rinunciare al finanziamento pubblico ai partiti (con tutte le grane e gli esiti demagogici del caso) e il rischio di cadere nel populismo più sfrenato. Ne abbiamo parlato con Davide Bono, consigliere regionale in Piemonte del M5S, e con Vittorio Sgarbi che, oltre ad offenderci simpaticamente (“ecco, lei è un coglione”), a ritenere il Movimento un “partito per albergatori”, ci rivela un interessante (quanto imprevedibile) scoop: Grillo, a bordo di una porsche, faceva la corte a sua sorella. GUARDA IL VIDEO.

scintille-elettriche-su-un-solido-sfondo-neroUno scontro tra titani. Da una parte Vittorio Sgarbi, il critico d’arte tuttofare che trova sempre modo e maniera per far parlare di sé (ultima occasione: lo scioglimento per infiltrazioni mafiose della giunta da lui presieduta a Salemi); e dall’altra il Movimento 5 Stelle, il fronte dell’antipolitica, com’è stato ribattezzato da molti, forza tanto guerrigliera per alcuni versi, quanto populista per alcune sue “diramazioni”.

Ne abbiamo parlato con uno dei massimi esponenti del movimento, il consigliere regionale in Piemonte Davide Bono, il quale parla senza mezzi termini: “se la politica è il tentativo di accaparrarsi con ogni mezzo il potere, allora noi potremmo essere sicuramente antipolitica, come liberazione da questo modo di fare politica”. Basti pensare – ci dice Bono – alla decisione di rinunciare ai finanziamenti pubblici. Come Infiltrato.it ha rivelato, però, questa scelta, valida da un punto di vista etico, non lo è affatto da un punto di vista concreto: costituendo il finanziamento pubblico ai partiti un monte che dev’essere diviso percentualmente tra i partiti e rinunciando il M5S alla propria quota, questa stessa rientrerà nel calderone dei finanziamenti e sarà ridistribuita tra gli altri partiti. Insomma, non sarebbe convenuto – per unire al gesto morale anche uno concreto – prendere i soldi e poi, tramite una donazione, restituirli all’erario in maniera tale che nessun’altro avrebbe usufruito di quei soldi? Lo abbiamo chiesto a Bono che, anche se dopo un attimo di interdizione, ci risponde: “E’ lo stesso discorso di dire al ladro di prendere i soldi e poi di decidere lui a chi darli. Non penso sia corretto come ragionamento”.

A controbattere alle parole di Bono e alla crescita esponenziale del Movimento 5 Stelle, ecco Vittorio Sgarbi, il quale ci rivela di avere “tanta simpatia quanta antipatia per Grillo”. Ma le critiche non tardano ad arrivare: il segno della “inefficacia” andrebbe ritrovato già nel nome del movimento che, più che un movimento, secondo il critico d’arte, sarebbe un “partito per albergatori”. Chiosa Sgarbi: “chiamare come un grande albergo,  adatto a lui, un movimento di popolo che anche per un due stelle non trova i soldi per andare, mi sembra la prova del suo fallimento epocale”.

Ma Sgarbi continua: Grillo “non conosce l’italiano” e “non ha un’idea in zucca”. Insomma, è un “paracretino”, “una copia un po’ populista di Berlusconi”.

Ed ecco, infine, una rivelazione assolutamente inaspettata. Dopo infatti averci dato del “coglione” –che restituiamo volentieri al mittente – perché non conoscevamo Simone Martini (un pittore del Trecento), ecco l’’aneddoto che ci regala Sgarbi: “Grillo comprò una porsche quando io ancora andavo in bicicletta. E veniva a casa mia a corteggiare mia sorella. Ma le pare? Io l’ho mandato a fare in culo. Vaffanculo brutto stronzo! E io l’ho subito odiato per quello. Per la porsche, intendo dire. Per il resto cosa vuole fare, anche le sorelle scopano!”.

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