Gare a suon di alcool. L’ultima follia del Web.

gare a suon di alccol lultima follia del web

Come funziona la Neknomination? Accendi la webcam, bevi dell’alcool, nomini i tuoi amici e li sfidi a bere più di te. Questi dovranno a loro volta fare un video, come hai fatto tu, e nominare altri sfidanti. Chi regge più alcool vince. La follia del Web colpisce ancora e fa del male!

 

E’ l’ultima moda che circola sui social network. Si chiama “Neknomination” e chi ingurgita più alcool vince. Accendi la webcam, bevi e nomini i tuoi sfidanti. Li inviti a bere più di te e a loro volta lanceranno la palla ai loro amici. Sono lunghe catene di Sant’Antonio, partite dall’Australia, che hanno contagiato tutto il globo. Dagli Stati Uniti al Giappone, passando per la nostra Italia, la neknomination ha raccolto il consenso dei più giovani, pronti a farsi rispettare a suon di birre o di super-alcolici.

Sembra un gioco, ma non lo è. Può far male e può anche uccidere. All’estero, in Inghilterra e in Irlanda, cinque ragazzi sono morti. Avevano raccolto il “certame” come fosse un banale gioco. In Italia, ad Agrigento, un adolescente è finito in coma etilico. 

Una moda che ha fatto letteralmente impazzire.

Eppure c’è chi si è salvato e ha ribaltato le sorti del “gioco”. Carlo Alberto Spilotri è uno studente milanese in giurisprudenza che ha accettato la nomination e ha risposto con il solito video. Invece di bere un liquore o un cocktail, ha assaporato una normale aranciata e ha espresso un concetto immediato e incisivo nella sua esplicità: la neknomination è una cazzata!

Il Trio Medusa, su Radio Deejay, ha rotto platealmente la catena rispondendo alla sfida a suon di musica, con una canzone di Nek, alludendo al nome del “gioco”. Di li a poco le neknomination si sono trasformate in gare musicali, letterarie: al posto dell’alcool si gareggia con la cultura o con le proprie conoscenze in campo artistico.

La Rete ha saputo difendersi. Ha cambiato rotta e sta togliendo spazio ad un costume molto pericoloso. Una battaglia è vinta, ma la guerra è ancora aperta e dagli esiti purtroppo incerti.