RICOSTRUZIONE POST-TERREMOTO/ Molise, quando rientreranno nelle case i cittadini dell’aera del cratere? |
|
|
|
| Notizie - Molise | |||
| Scritto da Alessandro Corroppoli | |||
| Martedì 21 Febbraio 2012 08:05 | |||
|
di Alessandro Corroppoli Lo scorso 25 gennaio in merito alla mancata proroga della stato di criticità ponevamo la seguente domanda: “A chi ha giovato allargare le aree del terremoto? A chi è servito creare apparati costosi ed inefficienti, perché nella maggior parte dei casi non c’era nulla da ricostruire?”. Oggi a distanza di un mese la domanda da porre è: “Quando rientreranno nelle case i cittadini dell’aera del cratere?”
La prima riflessione che si pone è: il consigliere delegato Nico Romagnuolo lo scorso gennaio mentiva sapendo di mentire oppure gli era stata data una notizia falsa? Non lo sapremo mai. Invece sappiamo per certo che ieri i 14 Sindaci del cratere sono stati prima ricevuti dal Prefetto del capoluogo poi dall’inattendibile Governatore Iorio, il quale a fine riunione lanciava questa dichiarazione Ansa: «In questa settimana avrò nuovi e, spero, definitivi incontri con il Governo. Mi auguro che questa condizione, che di fatto ha bloccato la ricostruzione post sisma in Molise, possa trovare soluzione positiva. Questo sicuramente per i Sindaci e per la Struttura commissariale, chiamati a far fronte ad una serie di necessità impellenti, ma anche e soprattutto per le imprese e per i cittadini che sono quelli che più pagano i ritardi e i danni della mancata proroga. Sono certo, però, conoscendo l'attenzione e la sensibilità del Presidente Monti, che si giungerà ad una risoluzione». Ricordando che lo stato di criticità è quel provvedimento che prevede la proroga del contributo per l'autonoma sistemazione, corrisposto alle famiglie che hanno scelto un alloggio provvisorio in affitto, dei contratti a tempo determinato per il personale degli uffici sisma (a seconda dei limiti e delle esigenze programmate dai sindaci), delle misure specifiche legate al funzionamento e alle contabilità speciali della Struttura commissariale, l’incontro di ieri mattina era stato preceduto dalla roboanti esternazioni di Romagnuolo:“La proroga dello stato di criticità nei Comuni colpiti dal terremoto del 2002 è un diritto per i cittadini che attendono il completamento degli interventi di ricostruzione”. E ancora: “La mancanza del provvedimento 'blocca la macchina amministrativa che consente di impegnare le risorse stanziate per i progetti approvati e da esaminare creando un vero caos gestionale”. Tutto condivisibile però, se il Modello Molise previsto da Berlusconi avesse mantenuto i tempi delle promesse e degli annunci - ovvero “in due anni tutto sarebbe tornato al suo posto” - oggi parleremmo di precari da stabilizzare? Parleremmo di ricostruzione da terminare (solo il 30% ad oggi è stato realizzato)? Ed infine, perché i sindaci presenti in prefettura e negli uffici del Presidente erano solo 14 e non tutti gli 84 sindaci della provincia di Campobasso che hanno usufruito dei benefici economici prodotti del terremoto? Perché, nella giustezza dei fatti, i 14 Sindaci del cratere non si ribellano ai loro diretti superiori istituzionali, che sono i veri mandanti della non-ricostruzione molisana? LEGGI ANCHE Inchiesta/1. Ricostruzione terremoto: soldi per sisma 1984. Inchiesta/2. Ricostruzione terremoto: la condanna di Iorio Inchiesta/3. Ricostruzione terremoto: Rinaldi e la cricca Parla Bernardo Iovene: Il Molise, Iorio e i terremoti
|