SUICIDI ECONOMICI/ È allarme in Italia: “Monti si porterà i morti sulla coscienza”

Scritto da Viviana Pizzi |
Pubblicato Giovedì, 05 Aprile 2012 05:46

Ad Agrigento una pensionata nel panico per l’abbassamento a seicento euro della sua pensione si butta dal balcone. Un disoccupato di Milano, separatosi di recente dalla moglie, si impicca a una trave. Un imprenditore di 59 anni di Roma si spara al petto con una fucilata. Un amico d’infanzia di quest'ultimo accusa:“Questa crisi ci sta ammazzando tutti. Monti si porterà i suoi morti sulla coscienza”. E per il 18 aprile Federlazio annuncia una fiaccolata silenziosa davanti al Pantheon.

di Viviana Pizzi

suicidi_economiciI suicidi non dovrebbero balzare agli onori della cronaca. Questa è sempre stata la domanda che si pongono i giornalisti quando si parla di deontologia professionale. Scrivere o non scrivere? Il tempo dei verbi è cambiato. Passa dal presente all’imperfetto, ogni mezzora. Era triste parlare di suicidi, se questi intaccavano esclusivamente la sfera privata di un individuo. Ma da quando diventa impossibile anche comprare un chilo di pane, causa crisi economica, "ammazzarsi" è diventato un fenomeno sociale. 

I tre casi di cui abbiamo raccontato in apertura coinvolgono tre tipologie di persone fortemente colpite dall’abbassamento delle condizioni di vita rispetto al passato. La siciliana era una pensionata, abituata a vivere con soli 800 euro al mese e a far fronte a tutte le sue necessità senza chiedere aiuto a nessuno. Ma nell’ultima busta l’amara sorpresa. La pensione era scesa da ottocento a seicento euro. La sua vita è crollata di colpo. Nella sua mente si sono affollati mille pensieri. E a questa condizione di vita da nuova povera ha preferito la morte.

Stessa cosa per il 51enne autotrasportatore di Milano. Per lui forse le condizioni erano più gravi. Da tempo non lavorava e non riusciva a badare alle esigenze della famiglia. In un attimo di lucido sconforto ha compiuto la stessa scelta dell’anziana siciliana. Da Nord a Sud i problemi e le angosce s'inseguono fino a specchiarsi. Si è impiccato a una trave di una cantina a uso comune, in un condominio dove viveva con gli anziani genitori dopo la separazione dalla moglie. A trovarlo è stata la madre, che aveva denunciato la scomparsa del figlio di cui non aveva notizie da sabato scorso. "Aveva perso il posto già da un bel po' - racconta la donna a “Repubblica.it, che ha accanto a sé la nipote - Cercava lavoro tutti i giorni". L'uomo aveva lavorato per varie ditte di autotrasporti, ma era stato lasciato a casa.

Stessa sorte a poche ore di distanza per un imprenditore romano di 59 anni. Il cadavere è stato rinvenuto nella sua azienda di Pietralata dal figlio ventenne. Un corpo martoriato da una fucilata in pieno petto. La società, che si occupava di progettazione e costruzione con profilati di alluminio, era in fallimento, gli operai da tempo in cassa integrazione. Anche lui si è tolto la vita per problemi economici. E prima di suicidarsi ha lasciato una lettera in cui parla di “situazione lavorativa difficile”. 

Un amico d'infanzia dell'imprenditore romano, che aveva tre figli, ha lanciato accuse molto forti:"Non immaginavo – ha dichiarato - che la situazione economica della sua ditta fosse così grave. Questa crisi ci sta ammazzando tutti e Monti si porterà i morti sulla coscienza. Il mio amico non ha retto al peso di aver dovuto mettere in cassa integrazione almeno tre dei suoi dipendenti. Quando l'ho saputo mi sono precipitato qui. Ancora non riesco a crederci. Ci conoscevamo da una vita". 

Il 18 aprile è stata organizzata a Roma una fiaccolata "per gli imprenditori suicidi" davanti al Pantheon. Lo annuncia il presidente di Federlazio Maurizio Flammini. "Sarà una fiaccolata silenziosa per sensibilizzare su quella che sta diventando una vera e propria tragedia - spiega Flammini - in Italia dall'inizio della crisi si contano centinaia di imprenditori e lavoratori che si sono suicidati per problemi economici. Secondo alcune fonti sarebbero addirittura migliaia".

Flammini precisa: "Abbiamo coinvolto tutte le associazioni datoriali e tutti i sindacati proprio per porre la massima attenzione su questo dramma. La crisi sta schiacciando le piccole e medie imprese più di tutti gli altri, e, al momento, non vedo azioni forti da parte del governo". Il fenomeno sta assumendo proporzioni catastrofiche dall’inizio dell’anno. Sono più di trenta i “suicidi economici” di imprenditori alla canna del gas e quasi settanta se allarghiamo la visuale anche alle persone che non hanno un’attività propria ma che temono lo stesso la povertà. 

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