ISERNIA – SULMONA/ La Transiberiana d’Italia: perché eliminarla? |
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| Notizie - Italia | |||
| Scritto da Alfredo Incollingo | |||
| Lunedì 05 Marzo 2012 06:28 | |||
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di Alfredo Incollingo Nel cuore dell'Italia centrale vi è una linea ferroviaria dai paesaggi e dalla struttura così particolare da renderla unica nel suo genere. Un monumento umano e artificiale, conosciuta come “la Transiberiana d'Italia”, che, come succede nel nostro Bel Paese, viene trascurata e osteggiata in tutti i modi. Interessi e giochi politici ci sono dietro ad azioni del genere che dimostrano quanta marcia sia la classe politica italiana.
La storia della Sulmona - Isernia è fatta da alti e bassi: momenti di grande fermento con treni merci numerosi e con treni passeggeri che registrano vagoni pieni, ma anche momenti di calma e di decrescita. Negli ultimi decenni questa linea ha conosciuto lo sviluppo di un forte turismo stimolato dal paesaggio (la tratta attraversa il Parco Nazionale d'Abruzzo) e dalle molte località sciistiche (Campo di Giove e Roccaraso). Viaggiare lungo il suo percorso significa immergersi in un ambiente appenninico incontaminato e ammirare le migliori ricchezze che questo territorio può offrire come la stazione di Rivisondoli – Pesco Costanzo che si trova a 1268 metri dal livello del mare: la seconda stazione più alta dopo il Brennero. L'idillio però non è durato a lungo. Il 12 dicembre 2011 viene chiusa definitivamente nonostante i molti richiami e le lamentele dei pendolari e di molte associazioni di ex ferrovieri e “amici” del treno. L'ultimo convoglio è partito da Sulmona il 10 dicembre 2011 verso Castel di Sangro per poi ripartire verso la stazione di partenza. La regione Abruzzo ha dichiarato che il traffico dei passeggeri è così basso da non richiedere l'utilizzo di questa via, per cui è stato preferito sostituire i treni con una serie di corse di pullman. Prima e dopo la chiusura della transiberiana gli sforzi per mantenere in vita questa linea ferroviaria molto gettonata dai turisti e dai pendolari, semplificando i trasporti e gli spostamenti in una terra molto aspra, sono stati molti e dal successo molto grande. La sensibilizzazione dell'opinione pubblica e soprattutto dei politici hanno però raccolto fino ad oggi pochi frutti. Chi è in prima linea in questa battaglia è l'associazione isernina di “amici” del treno, “Le Rotaie”. Da anni in prima posizione nel difendere il mondo ferroviario molisano, sono stati i primi a lanciarsi in questa sfida. Uno dei culmini di questa campagna è stata la mostra organizzata dal 3 all'11 marzo presso l'Officina del Tempo Libero ad Isernia sul mondo ferroviario con ricostruzioni e plastici. Il tema principale che collega le varie parti dell'esposizione è la “Sulmona - Isernia”. Il 3 marzo scorso si è svolto un convegno di apertura a cui hanno partecipato autorità e professionisti per parlare dei disagi che la chiusura della transiberiana ha prodotto. In concomitanza con l'inaugurazione, il 4 marzo è stato organizzato un treno storico che ha percorso interamente la transiberiana italiana. Il convoglio, composto da sei vagoni e due locomotori (per affrontare le ripide salite), è partito da Campobasso di prima mattina e, passando per Isernia, ha attraversato tutta la linea fino a Sulmona. Il tutto è stato deciso per sensibilizzare al meglio la popolazione mostrando effettivamente cosa è la “Sulmona – Isernia”. Per intrattenere i visitatori, che sono accorsi da tutta Italia nelle principali stazioni, sono state organizzate forme di intrattenimento che hanno effettivamente funzionato. A San Pietro Avellana (IS) ad esempio è stato offerto un lauto pranzo a suon di musica tradizionale. La manifestazione ha visto la partecipazione di molte autorità: sindaci dei Paesi lungo la linea, colpiti dalla drastica decisione, e da altre personalità regionali e delle RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Il successo è stato grande e si spera che tale arduo lavoro abbia raccolto i frutti sperati. Viaggiare su una tratta così bella e antica mi ha regalato delle immagini suggestive e così uniche da non avere omologhi in altre zone d'Italia. La “Sulmona – Isernia” è un immersione nel verde e nella storia di intere regioni, spesso nascoste e sottovalutate, e di Paesi e località che grazie alla ferrovia sono prosperate. La domanda principale che ci si pone è “Perché eliminarla?”. Perché non si può sfruttarla per scopi turistici e garantire un futuro migliore a queste zone? Quali interessi ci sono? Perché si preferisce la gomma alle rotaie? Chiudere un mezzo di trasporto e di accesso così comodo e veloce, significa condannare a morte intere comunità e dimostrare ancora una volta come il politico medio se ne “fotte” della nostra Italia. LEGGI ANCHE TRENITALIA/ Campobasso-Roma, il viaggio della speranza CORTOMETRAGGI/ Trenita(g)lia - Ti salva la vita, ma anche no
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