WATERGATE MOLISE/ Ricorsi elettorali:“È un falso l’aumento dei consensi in favore di Iorio”

di Alessandro Corroppoli

L’impressione è che il dopo Michele Iorio non s’ha da fare. Nel giro di due settimane il governatore molisano subisce un uno due micidiale: una condanna ad un anno e sei mesi (in primo grado) e un ulteriore avviso di garanzia. Due colpi che avrebbero steso chiunque ma non il nostro Condannato Governatore che da buon pugile dapprima incassa ed ora reagisce con veemenza. Infatti in questo ultimo fine settimana l’informazione si è riversata violentemente sulle sorti del ricorso elettorale presentato al Tar da 8 cittadini la cui sentenza è prevista per il 17 maggio prossimo. Solo coincidenza oppure un bel comando a tavolino?

siparioLo scorso fine settimana con una reazione tanto silenziosa quanto violenta e a “comando” l’informazione molisana si è scaraventata sulle sorti del ricorso elettorale. Già nei primi giorni successivi al congresso provinciale di Campobasso del Partito dei Lacerati (Pdl) il senatore Di Giacomo annunciava che nel riconteggio delle schede  Michele Iorio aveva guadagnato ulteriori 50 voti e a distanza di qualche giorno le firme locali si sono scatenate con titoli: “Ricorsi, stop al riconteggio “ – “Ricorsi elettorali, il centrosinistra ci ripensa” ma anche “Ricorsi, il riconteggio divide l’opposizione”.

Solo coincidenza oppure un bel comando a tavolino?

Maliziosamente pensiamo ad una fortuita coincidenza astrale che ha scatenato una vera e propria operazione mediatica per creare un’opinione generalizzata che Michele Iorio è il vincitore delle scorse elezioni e che il centrosinistra è diviso sempre e comunque. Un’operazione mediatica costruita ad arte per mascherare, nonostante carnevale sia finito da un pezzo, i problemi di un centrodestra, e del Pdl in modo particolare, alle prese con vere e proprie faide interne.  In tanti sono stufi del condannato capo e lasciano il partito, passando armi e bagagli con Fli. Altri invece, come Gianfranco Vitagliano e Angela Fusco Perrella, due assessori di giunta eletti in quota Pdl, pur rimanendo fedeli al Partito rischiano – dopo le minacce di epurazione del Senatore Ulisse Di Giacomodi perdere poltrona e potere ed allora affilano le armi per le battaglie alle comunali di Isernia in primis e poi di Bojano.

Un’operazione mediatica messa in campo per scansare l’attenzione dai reali problemi del territorio molisano. Ricordiamo solo l’ennesima indecenza fatta ai danni  dello zuccherificio: una parte della ricapitalizzazione – il 25% – doveva essere versata nelle casse dello stabilimento da circa un mese ed invece i conti correnti dello stabilimento sono secchi come l’invaso del Liscione a Natale. Senza tralasciare e dimenticare l’ormai conclamata e condannata immoralità, con cui questa Regione viene governata e amministrata da oltre dieci anni.

Abbiamo contattato l’avvocato Salvatore Di Pardo, uno dei legali dei ricorrenti, il quale prima ha smentito qualsiasi rinuncia, “Allo stato attuale non vi è rinuncia di nessun tipo”; poi ha tenuto a precisare due cose. “ A decidere se a rinunciare al riconteggio saranno i ricorrenti insieme al centrosinistra e non i consiglieri eletti che tecnicamente sono una controparte”. E ancora: “Assieme dovranno decidere se avere una sentenza e una risposta a Maggio oppure aspettare 2-3 anni per una sentenza”.

Dopodiché ha voluto fare chiarezza su alcuni aspetti del ricorso: “È oggettivamente un falso l’aumento dei consensi in favore di Michele Iorio. Il riconteggio è appena iniziato. Mentre allo stato attuale è stata relazionata solo l’istruttoria nella quale sono stati oggettivamente riconosciuti tutti i vizi di forma, da noi evidenziati, sulla presentazione del listino del Presidente e di alcune liste a cui si aggiunge l’inattendibilità dei verbali della provincia d’Isernia. Ora toccherà al Giudice decidere se tali ‘irregolarità’ siano sufficienti o meno per dichiarare nulle le consultazioni dello scorso ottobre”.

Ed allora perché faziosamente si sono puntati i fari solo sulla presunta rinuncia al riconteggio e non sulla conferma dei vizi che hanno portato al ricorso? Perché questi eletti del centrosinistra, una parte di essi, è passata dal mandiamo Iorio a casa al teniamoci stretta la poltrona?

Il giovane Martin Lutero indicava nei preti e nelle chiese l’ostacolo principale per un credente di raggiungere Dio. Oggi, per avviare una trasformazione e un rinnovamento politico sociale, bisogna superare l’ostacolo dei partiti ad personam e dei politici che li abitano perché questi signori, come diceva Weber, “vivono di politica e non per la politica”.  

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