ELEZIONI MOLISE/ L’utilizzatore finale.

di Pasquale Di Bello

Il Senatore pidiellino Ulisse Di Giacomo, dopo quanto pubblicato da Infiltrato.it sul Watergate molisano, ha invocato l’intervento dell’Autorità competente. Noi non sappiamo se ne esista una, ma se c’è un’Autorità a tutela dalle sciocchezze senatoriali, ci associamo alle invocazioni chiedendone l’intervento immediato. Intanto gli interrogativi sulla notte più lunga della regione Molise aumentano: cosa è successo in quell’ora di blackout lo appurerà l’Autorità competente, ma l’idea che ci siamo fatti è che non vi siano né dolo né mandanti, ma soltanto dei cialtroni e degli utilizzatori finali, come va di moda dire oggi. La cialtroneria è quella di chi per imperizia o imprudenza ha pasticciato con verbali e conteggi; l’abbuffata finale è invece quella di chi, accortosi dell’errore marchiano e vantaggioso, s’è girato dall’altra parte.

Con la consueta oratoria a scoppio e detonazione, il senatore berlusconiano Ulisse Di Giacomo ha invocato l’intervento dell’Michele Iorio e Ulisse Di Giacomo “Autorità competente”. Ciò a seguito di quanto pubblicato da Infiltrato.it su un possibile ribaltone del risultato elettorale regionale del Molise. Noi non sappiamo se ne esista una, ma se c’è un’Autorità a tutela dalle sciocchezze senatoriali, ci associamo alle invocazioni chiedendone l’intervento immediato. ‘Menzogne e bufale’ dice il senatore di Carovilli, derubricando i dubbi, i riscontri e in alcuni casi anche le certezze di mezzo Molise. Chiedere, anzi pretendere immediata chiarezza su quella che si annuncia la più controversa tornata elettorale della storia molisana, agli occhi del berlusconiano Di Giacomo deve apparire un delitto di lesa maestà. Si rassegni, senatore: noi tireremo dritto, nonostante le sue ciance.

Bene. Liquidato Di Giacomo, va rinnovato un interrogativo: nella notte tra lunedì e martedì c’è stato un blackout di circa un’ora nell’afflusso dei dati elettorali. Per oltre un’ora parrebbe che al Viminale non siano giunte notizie dal Molise. Al momento del fermo, Frattura era in vantaggio di circa 3000 voti su Iorio; al momento della ripresa questo risultato si e’ liquefatto scendendo sino ad un meno 1500. Cosa sia successo lo appurerà l’Autorità competente, come dice il tonitruante senatore Di Giacomo, ma che ciò sia successo noi lo denunciamo a prescindere da ogni Autorità. La stampa, si diceva un tempo, è il cane da guardia della democrazia. Ecco, per noi quel tempo non è ancora passato, a dispetto dei tanti senatori, deputati e consiglieri Di Giacomo che la stampa la prediligono a guardia del bidone se non del tombino.

A suffragare i dubbi sulla notte più lunga della regione Molise, arrivano numerose testimonianze di voti scomparsi la sera e magicamente riapparsi al mattino. La testimonianza del candidato PD Franco Valente, che ha perso e ritrovato 40 voti, è una illuminante per tutte. Molte altre qui le risparmiamo in attesa che le valuti, come dice il senatore di Carovilli, l’Autorità competente.

Per onestà intellettuale va detta anche l’idea che ci stiamo via via facendo dell’intera vicenda. E la nostra idea è che non vi siano né dolo né mandanti, ma soltanto dei cialtroni e degli utilizzatori finali, come va di moda dire oggi. La cialtroneria è quella di chi per imperizia o imprudenza ha pasticciato con verbali e conteggi; l’abbuffata finale è invece quella di chi, accortosi dell’errore marchiano e vantaggioso, s’è girato dall’altra parte. Coloro che intonavano già il De Profundis, consapevoli della propria sconfitta, nella notte sono magicamente riemersi dalle catacombe intonando l’Inno alla Gioia.

La domanda è questa: Iorio sapeva di aver perso, e quando poi ha appreso d’aver magicamente vinto, a cosa ha attribuito il rovescio del fronte? Alla buona stella, agli elettori della venticinquesima ora, a qualche altro fattore? Vista la china che questa storia sta prendendo sarebbe opportuno che fosse lui per primo, Iorio, a chiedere chiarezza. Prima della proclamazione degli eletti e a sua stessa garanzia. Oggi la sua è una vittoria piena di ombre, domani potrebbe essere una sconfitta piena di vergogne. Vergogne, al plurale, perché qui più passa il tempo e più si mescolano cialtroneria e mani sugli occhi.

 

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