WATERGATE MOLISE/ Corte d’Appello: si riapre la partita delle regionali?

Watergate Molise. Tra qualche giorno potrebbe essere la Corte d’Appello di Campobasso a dipanare la matassa di un giallo fittissimo: quello relativo al reale vincitore delle elezioni regionali del Molise dello scorso 16 e 17 ottobre. La verifica in corso presso la Commissione elettorale di Campobasso ha già portato Paolo Di Laura Frattura – il candidato presidente del centrosinistra – a recuperare 500 voti sul vincitore ufficioso, il berlusconiano Michele Iorio. Due orientamenti diversi hanno determinato le operazioni di verifica delle Commissioni: a Isernia si è proceduto, seppur legittimamente, in maniera meno approfondita che a Campobasso. Permangono quindi molti dubbi sull’effettivo risultato, quesiti che potrebbero essere effettivamente risolti da un intervento della Corte d’Appello.

di Redazione Infiltrato.it

Il Tribunale di CampobassoChe farà la Corte d’Appello di Campobasso. Ribadirà l’indirizzo seguito dai giudici di Campobasso o si orienterà nella direzione segnata da quelli di Isernia? I magistrati chiamati alle operazioni di verifica dei verbali delle recenti elezioni politiche regionali, è noto, hanno seguito indirizzi diversi, entrambi legittimi ma che potrebbero condurre ad un risultato diametralmente opposto qualora venisse appurato anche per Isernia quello che è emerso per Campobasso. Nel capoluogo, le operazioni di controllo della Commissione elettorale, non ancora terminate e condotte sotto la presidenza del giudice Calabria, hanno portato ad un recupero di circa 500 voti non attribuiti al candidato di centrosinistra, Paolo Di Laura Frattura.

E’ stato proprio quest’ultimo ad inoltrare tramite il proprio legale, Salvatore Di Pardo, un’istanza di verifica urgente tra le tabelle di scrutinio e i verbali di sezione. Una richiesta che era nella facoltà della Commissione accogliere o meno. Campobasso si è orientata in termini favorevoli, mentre Isernia ha rigettato l’istanza. Diventa determinante, a questo punto, l’orientamento che assumerà la Corte d’Appello, chiamata alla proclamazione degli eletti.

Dinanzi ad essa potrebbe essere riproposta l’istanza di Frattura che verrebbe in tal senso corroborata anche dalle risultanze già emerse su Campobasso. Appare difficile che i nuovi giudici possano rigettarla, anche guardando complessivamente alla vicenda che da elettorale rischia di trasformarsi in questione di ordine pubblico. Sono ancora nell’aria le tensioni della scorsa settimana, allorquando il senatore Ulisse Di Giacomo, coordinatore regionale del partito berlusconiano, si è recato con un drappello di fedelissimi in Tribunale a Campobasso mentre erano in corso le operazioni della Commissione elettorale. Iniziativa, quest’ultima, quantomeno discutibile e alla quale si sono uniti alcuni maggiorenti del Pdl. Il clima incandescente, quindi, consiglia di far precedere la proclamazione degli eletti con una approfondita verifica di tutto il verificabile in questa fase.

Sarebbe grave qualora oggi non venissero fugati  dubbi che domani potrebbero risultare fondati ad un conteggio minuzioso e approfondito. Chi risarcirebbe i Molisani di mesi di governo regalati a chi risulterebbe soccombente alle elezioni? Gli occhi di tutta Italia, come dimostrano i servizi dedicati al caso da Repubblica e il Fatto Quotidiano, sono puntati sul Molise e stabilire un precedente, quello di una verifica sommaria in luogo di un possibile esame approfondito, equivarrebbe a lasciare nel dubbio decine di migliaia di persone. Politica e Giustizia, in questa fase, sono chiamate a garantire un pieno convincimento dei cittadini molisani e della pubblica opinione nazionale sugli esiti reali della consultazione elettorale del 16 e 17 ottobre scorsi. Non farlo sarebbe un grave errore.


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